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Quel treno da Vienna

Quel treno da Vienna

di Corrado Augias

3.5

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar bestsellers
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2006
  • EAN: 9788804551478
  • ISBN: 880455147X
  • Pagine: 237
  • Formato: brossura
Roma, 1911. La capitale è in festa per celebrare i cinquant'anni del Regno d'Italia. Tra l'inaugurazione di una mostra, la costruzione di arditi viadotti e le celebrazioni in pompa magna, il governo Giolitti si prepara alla poco gloriosa impresa di Libia con la quale spera di inserirsi nel "concerto" delle grandi nazioni europee. In questo scenario, un banale omicidio può rivelare un caso di spionaggio internazionale dai risvolti inaspettati in cui, tra gli intrighi di un quartiere residenziale, si muovono personaggi misteriosi. Primo romanzo di una trilogia italiana di spy stories il cui protagonista è nientemeno che Giovanni Sperelli - fratellastro del dannunziano Andrea commissario di pubblica sicurezza alle prese con rischi mortali.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.3 di 5 su 4 recensioni)

2.0Pomposo..., 05-04-2015, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Spiace definirlo "pomposo", perché tutto sommato è un buon romanzo, ma se spacci un libro come "giallo" allora deve esserlo, e questo non lo è. Il libro è stilisticamente forbito, Augias è un narratore come pochi, dallo stile elegante e dalla grammatica inappuntabile, ma l'insieme è poco scorrevole e molto, molto poco emozionante. Effettivamente, come altri hanno osservato, manca il pathos, manca l'anima, e al di là dell'ambientazione (interessante dal punto di vista storico, per carità) questo rappresenta un vero, determinante difetto.
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4.0Quel treno da Vienna, 21-02-2011
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Ecco un altro dei miei regali di compleanno. Più che un giallo è un romanzo di costume sulla Roma di inizio secolo, già inconsapevolmente presaga del fascismo di là a venire, più ancora che della prima guerra mondiale che avrebbe travolto l'Italia di lì a pochi anni.

Tecnicamente ben scritto, è un libro cui secondo me manca l'anima. La protagonista alla fin fine è Roma, intesa anche politicamente, e i protagonisti si muovono spassionatamente sullo sfondo seguendo una esile trama.
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5.0Quel treno da Vienna , 25-01-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Quel treno da Vienna è il primo romanzo della trilogia dedicata a Giovanni Sperelli. La sua struttura è quella di un giallo che chiama in causa gli eventi della Storia, nello specifico l'impresa in Libia. Il romanzo è un pregevole affresco della Roma giolittiana e neo-imperialista dei primi del Novecento, una Roma sfarzosa, in cui il governo Giolitti si prepara all'ingloriosa impresa di Libia. Augias accompagna il lettore in un'Italia confusa e arrabbiata, dove Roma splende di rinnovata bellezza per le nuove costruzioni realizzate, sebbene rimanga ancora una capitale di rango inferiore, ancora in parte assediata dal mondo agricolo. Il romanzo si apre in una Roma in festa per celebrare i cinquant'anni del Regno d'Italia. In questa temperie è scoperto il cadavere di Amelia Battiferri, una di quelle modelle giovani e formose, venute a Roma come "farfalle alla luce". La sua morte nel quartiere borghese del Macao potrebbe far pensare all'ennesimo regolamento di conti nel mondo della prostituzione di lusso romana: apparentemente sembrerebbe un banale omicidio ma, in realtà, l'inchiesta condotta da Sperelli e Marchisio svela come quel semplice omicidio nasconda risvolti di spionaggio internazionale legato al mantenimento dell'Italia nell'equilibrio della Triplice Alleanza. L'omicidio di Amelia diventa così il cardine di un mosaico più complesso e sfaccettato che coinvolge la Mitteleuropa e i lembi nordafricani dell'Impero ottomano. Amelia si trova, infatti, al centro di una guerra di spie austriache, italiane e turche, a pochi mesi dalla guerra di Libia e la sua morte si rivela un caso di spionaggio internazionale dai risvolti inaspettati in cui si muovono personaggi misteriosi: il doppio gioco di Achille Galignani, uomo forte del Ministro degli Esteri Antonino di San Giuliano, porta al tradimento degli accordi con l'Austria e alla vendita ai Turchi di informazioni riguardanti gli armamenti dell'esercito italiano in vista dello sbarco in Libia nell'ottobre 1911. Nella vicenda entrano in scena tanti altri elementi: accordi di diplomazia internazionale, problemi di politica interna, la preparazione dei festeggiamenti per il cinquantenario dell'Unità d'Italia, l'arrivo di nuove mode e di quant'altro dall'Oltralpe. In questo paesaggio articolato e scabroso si muove il commissario Sperelli. Pur conservando il gusto e la passione per il bello di suo fratello Andrea, Giovanni ha il pregio di un'intelligenza analitica che lo pone a capo delle indagini per risolvere il mistero. La vicenda poliziesca passa tuttavia in subordine: il nodo centrale del romanzo è, infatti, la Roma degli anni Dieci, quando il giovane Regno celebra i cinquant'anni dell'Unità e la ricostruzione storica di una Roma del periodo antecedente la guerra italo-turca, raramente oggetto di attenzione, una Roma splendida nei suoi palazzi nobiliari, nei suoi monumenti artistici e anche nella stretta commistione urbanistica con la campagna. Corrado Augias ricostruisce con rigore topografico luoghi che rievocano alcune atmosfere del passato. Sperelli, oltre che rispetto al suo fratellastro Andrea, appare profondamente diverso anche dal maresciallo Marchisio, il suo collaboratore di origine piemontese, che vive il trasferimento al Nord come un premio, contento di fuggire dai salotti della capitale e incapace di concepire "un'Italia diversa che non andasse dalle Alpi al Ticino". L'atmosfera che si respira nel romanzo è anche molto sapida d'attualità e si intravede la posteriore storia repubblicana e già si percepisce l'assoluta mediocrità della monarchia sabauda, che non riuscirà, o non vorrà, ostacolare l'ascesa del Fascismo. Il romanzo mantiene una grande freschezza narrativa, animata da un'elegante prosa e da uno stile ricercato ma non per questo meno spigliato.
Augias tratteggia elegantemente e sempre con grande accuratezza un'epoca affascinante in una prosa asciutta e al tempo stesso raffinata, in cui ogni vocabolo è scelto con estrema cura.
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2.0Quel treno da Vienna, 03-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Indubbiamente non è un noir, anche se è stato inserito nella collana estiva di "Repubblica" dedicata al noir italiano. L'espediente di utilizzare un tipo di scrittura, che ricorda quella dell'epoca in cui il romanzo è ambientato, il 1911, può a tratti essere interessante, ma complessivamente nuoce alla scorrevolezza della lettura. Come trama gialla/noir/spy è terribilmente esile.
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