Punto Omega

Punto Omega

3.5

di Don DeLillo


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Descrizione

New York. Un giovane aspirante cineasta chiede a un noto studioso che per anni ha fatto il consulente del Pentagono di registrare un video in cui raccontare la sua esperienza. Un video-confessione, sospetta lo studioso, che si nega, recalcitra, sfugge, ma alla fine invita il cineasta in un posto perduto nel deserto, in California, non lontano da San Diego. Sarà per qualche giorno, si dice il giovane. Trova un biglietto economico e parte. Ma lo studioso non vorrà concedere alcuna ripresa. Desidera solo che l'altro gli stia accanto, in un posto troppo vasto, indifferente e bellissimo in cui i tramonti non siano che un essenziale cambiamento di luci e dove l'unica cosa che accade sia il tempo. Non il passare del tempo, ma il tempo come percezione essenziale di ogni singolo istante. È una prova generale dell'amicizia. Ma come tutto ciò che è essenziale, anche questa specie di tempo è un sogno troppo superbo per l'essere umano che esiste proprio perché dimentica il tempo. Qualcuno, qualcosa verrà da fuori, da news e traffico, sport e meteo, a riportare i due in città. A riportarli nel mondo dei compromessi, delle responsabilità individuali, dei precari affetti. Il punto omega è stato immaginato dalla fisica più metafisica. Suoi attributi sono che è sempre esistito, è personale e unisce il creato in forme sempre più complesse, è trascendente, è libero da limitazioni di spazio e di tempo, e deve offrire la possibilità di essere raggiunto.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 6 recensioni)

4.0Un esercizio di stile filosofico , 03-05-2012
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La ripidezza del mondo, del tempo che scorre sempre più inesorabile e fulmineo, velocissimo in base alla avidità del consumo odierno. Il tempo come riflessione. Tutto questo in un romanzo brevissimo e corposo come si può immaginare lo sia stato inalare l'aria di quel deserto, tra solitudini, ambiguità e domande; ambizioni e prese di coscienza; tra timore e rassegnazione. Un libro che è facile lasci perplessi o delusi, un libro che se approfondito invece dice quasi troppo.
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4.0Punto omega, 04-08-2011
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Fino alla fine sono stato indeciso se assegnargli un voto basso o uno alto perchè l'autore è DeLillo. Le intuizioni di D. Sono grandiose e il paesaggio, la sua ampiezza e immutabilità è maggior protagonista rispetto ai caratteri delineati nello svolgimento. Non mi è piaciuta la figura del tecnico della difesa, non ho capito molto di quello che dice - anche se alcuni dei suoi interventi sono mirabili, e le frasi estrapolate dal libro sono quasi tutte sue. Gli anonimati iniziali e finali valgono a mio avviso molto di piu' di quello che è in mezzo. Capolavoro si', a tratti.
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4.0Punto Omega, 18-07-2011
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E' un Delillo sempre più lanciato verso le vette della screittura postmoderna, questo. In questo senso romanzo e personaggi sono strumenti dellautore, che non punta certo al realismo, ma piuttosto allatmosfera complessiva che sostenga le sue "tesi" sulluomo del primo decennio del 2000 e la sue nevrosi e difficolt di comunicazione. Se si accetta lapproccio, avvincente, altrimenti meglio non avvicinarsi e riprendere in mano Underworld
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3.0Punto Omega, 06-07-2011
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Mea culpa, devo ammettere di non essere riuscito a finire l'ultima fatica di Delillo. La sua straordinaria abilità nello scavare i personaggi anche solo attraverso brevi tratti non si è - secondo me - ben integrata nella narrazione di cui non ho saputo cogliere lo sviluppo. Non ho capito cioè il legame tra l'opera d'arte, rappresentata dal film Psycho proiettato fotogramma per fotogramma facendolo durare 24 ore, che introduce e chiude il racconto, e la vicenda riguardante l'intervista mai realizzata al consulente esperto in affari strategici. Anche la sparizione della figlia di quest'ultimo è un evento che non ho saputo come collocare nella narrazione. Un racconto ad istanti slegati appunto, ma che io, lettore forse senza gli strumenti culturali adeguati, non sono stato in grado di connettere.
E ancora sono qui a chiedermi che cosa sia il "punto omega" perché mi è sfuggito del tutto...
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3.0Punto Omega, 15-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Portate pazienza fino alla fine, prima di giudicare.
Confesso di non avere molto capito, né particolarmente apprezzato, questo breve racconto di DeLillo. La sua straordinaria abilità nello scavare i personaggi anche solo attraverso brevi tratti non si è - secondo me - ben integrata nella narrazione di cui non ho saputo cogliere lo sviluppo. Non ho capito cioè il legame tra l'opera d'arte, rappresentata dal film Psycho proiettato fotogramma per fotogramma facendolo durare 24 ore, che introduce e chiude il racconto, e la vicenda riguardante l'intervista mai realizzata al consulente esperto in affari strategici. Anche la sparizione della figlia di quest'ultimo è un evento che non ho saputo come collocare nella narrazione. Un racconto ad istanti slegati appunto, ma che io, lettore forse senza gli strumenti culturali adeguati, non sono stato in grado di connettere.
E ancora sono qui a chiedermi che cosa sia il "punto omega" perché mi è sfuggito del tutto...
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2.0Punto Omega, 13-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Non è più il vecchio Don De Lillo e lo si vede. Abbandonati gli immaginifici spazi e luoghi letterari che avevano caratterizzato le sue opere precedenti fino a Underworld, l'autore italo-americano ci "regala" un lavoro in sintesi poco interessante. Mezza delusione.
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