La prova matematica dell'inesistenza di Dio

La prova matematica dell'inesistenza di Dio

1.0

di John A. Paulos


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Descrizione

Qualunque ragione si possa avere per credere in Dio, la logica non c'entra niente. Eppure nei secoli molti hanno sostenuto il contrario, elaborando "prove inconfutabili" della sua esistenza: dalla prova ontologica di sant'Anselmo al creazionismo, dalla famosa scommessa di Pascal all'universalità dei fondamenti morali, fino alle versioni cosmo-psicologiche in cui Dio viene assimilato all'Ordine della Natura o alla Bellezza. Con intelligenza e irresistibile umorismo, Paulos esamina tutte queste cosiddette prove alla luce della sua logica stringente di matematico e, una per una, le demolisce. II risultato sono altrettante acute e amenissime (ma non per questo meno rigorose) "prove dell'inesistenza di Dio", ovvero dimostrazioni che la fede è solo questione di fede. O forse, aggiunge ironicamente Paulos, di credulità.

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  • Titolo: La prova matematica dell'inesistenza di Dio
  • Traduttore: Didero D.
  • Editore: Rizzoli
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • ISBN: 8817024899
  • ISBN-13: 9788817024891
  • Pagine: X-162
  • Reparto: Religione

Voto medio del prodotto:  1.0 (1 di 5 su 1 recensione)

1.0Ateisti alla riscossa! Ovvero l'Ideologia al potere, 09-09-2008, ritenuta utile da 4 utenti su 7
di - leggi tutte le sue recensioni
Ecco un altro libercolo ateista, dogmatico al contrario, ideologico ma, soprattutto, risibile e puerile nei suoi contenuti. Già a partire dal titolo, ingannatorio in maniera eclatante (e scioccamente sarcastico), per finire alle presunte confutazioni delle prove ontologiche dell'esistenza di Dio, leggendo le quali verrebbe da stropicciarsi gli occhi dall'incredulità per l'inconsistenza assoluta dei suoi ragionamenti. Sembra addirittura che l'autore non abbia assolutamente compreso (o che abbia volutamente travisato nel modo più grossolano) il sopraffino ragionamento di quelle menti eccelse che durante i secoli hanno prodotto tali percorsi di logica, ed è così che, nella sua superba presunzione, si fa beffe dei più grandi pensatori della storia! Il modo poi in cui cerca goffamente di confutarli ha dell'incredibile: assenza totale di un ragionamento logico rigoroso e credibile, affermazioni gratuite e imbarazzanti che di scientifico non hanno nemmeno la parvenza. Ma sembra che oggigiorno sia sufficiente gettare fumo negli occhi del lettore per farlo cadere in trappola, visto che una pesante de-evoluzione del pensiero logico-critico è chiaramente in atto da ormai alcuni decenni. Insomma, si è persa la capacità di pensare correttamente, seguendo le regole base di quel modus cogitandi che, fin dai tempi di Aristotele, l'Uomo ha riconosciuto come universalmente valido. E accanto all'autore, a supportarlo prontamente, ecco il solito indefesso campione del dogmatismo ateista, rabbioso e luciferino, prete mancato (e per questo ferito nell'anima, a cui non vorrebbe più credere) Piergiorgio (in onore di P. Frassati) Odifreddi, il quale ha già mostrato al mondo la pochezza scandalosa del suo metodo critico-scientifico (lui che non perde occasione per denigrare uno scienziato riconosciuto a livello mondiale come Zichichi) nell'altro risibile libello che tanto di moda è andato in questi giorni. Ricordiamo infine Pascal (un altro pensatore da licenziare in tre battute da questi neoscurantisti senza Dio):"Poca scienza allontana da Dio, molta riporta a Lui"
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