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La promessa. Un requiem per il romanzo giallo

La promessa. Un requiem per il romanzo giallo

di Friedrich Dürrenmatt

3.5

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"Promisi sulla mia coscienza di trovare l'assassino, solo per non essere costretto a vedere ancora il dolore di quei genitori... e ora devo mantenere la mia promessa." Il freddo e infallibile investigatore, il commissario Matthäi, è vincolato all'impegno preso, e obbligato a risolvere il caso di una bambina di sette anni brutalizzata e uccisa in un bosco. Ma "La promessa", "antiromanzo giallo", liquida con un massimo di crudeltà e finezza il genere poliziesco colpendolo proprio alla radice, cioè nella sua favolosa e assoluta consequenzialità. Gli elementi del genere ci sono tutti: i colleghi, ottusi o altezzosi, che si rifiutano di prestare fede alle sorprendenti intuizioni del commissario; un delitto raccapricciante con drammatici precedenti; un presunto colpevole; e la sorpresa finale, con lo scioglimento del mistero e la rivelazione dell'autentico assassino. Tutto viene però parodisticamente distorto e deformato nella celebrazione funebre del personaggio del detective e del racconto giallo tradizionali. Dürrenmatt sostituisce alla morale pratica di ogni poliziotto (il delitto non paga) una morale metafisica in cui regna l'assurdo: il razionale non prevale affatto sul caos, o almeno non fatalmente, e chi fa affidamento sulla razionalità finisce per esserne la prima incompresa vittima.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 5 recensioni)

4.0La promessa. Un requiem per il romanzo giallo, 20-07-2011
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Romanzo costruito su di un doppio binario contenutistico e stilistico: come una riflessione diciamo filosofica sul ruolo dello scrittore di "intrattenimento" e del suo (diciamo) dovere nei confronti del lettore, ma anche semplicemente come romanzo giallo, devo dire riuscitissimo per ritmi e capacit di creare attesa. Diciamo che anche tralasciando laspetto pi saggistico, pu regalare ad amanti del genere e non diverse emozioni
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4.0Un requiem per il romanzo giallo, 18-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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E' sicuramente se non il migliore uno tra i migliori libri dell'autore svizzero; è una dissacrante parodia e decostruzione del racconto giallo e della latteratura gialla come prodotto popolare del positivismo scientifico: l'autore, nel dipingere la discesa ad inferos dell'investigatore tutto "metodo e deduzioni", travolto dalla incompletezza del proprio sapere e della casualità della vita stessa, sembra tacitamente prendere le distanze da un secolo e mezzo di razionalismo, suggerendoci che l'unico modo per conoscere la verità sia l'intuizione, alla quale non sempre conseguono risultati pratici degni di nota.
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3.0Un enigma, 02-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Alla fine della lettura, anche se si chiude il libro, non si può non continuare a pensare. Lascia l'amaro in bocca.
Il commissario Matthaei fa una promessa: riuscirà a trovare l'assassino che nel giro di cinque anni ha ucciso tre bambine.
Sì alla fine si trova l'omicida e sì, per fortuna non fa altre vittime. Ma non c'è alcuna felicità, soddisfazione, successo per il grande Matthaei, ormai ridotto un vecchio pazzo, ossessionato dalla sua promessa.
Mi è piaciuto? Sì e no. Più sì però. E in ogni caso lo consiglio a tutti.
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3.0Amaro, 11-10-2010
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Il commissario Matthaei fa una promessa: riuscirà a trovare l'assassino che nel giro di cinque anni ha ucciso tre bambine.
Sì alla fine si trova l'omicida e sì, per fortuna non fa altre vittime. Ma non c'è alcuna felicità, soddisfazione, successo per il grande Matthaei, ormai ridotto un vecchio pazzo, ossessionato dalla sua promessa. E' un libro che lascia l'amaro in bocca.
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3.0La promessa, 08-07-2010
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Libro giallo atipico che vuole evidenziare le incongruenze con la realtà del classico poliziesco. Ci riesce, ma non del tutto, devastando il commissario, quindi il protagonista classico, ma non riuscendo a dare al caso la vittoria totale sulla razionalità (come invece proclama sin dall'inizio). Il libro rimane godibile e scorrevole, anche perché abbastanza breve. Un punto di vista interessante e forse un precursore, siccome è stato scritto nel 1959. Bella la descrizione di una Svizzera che forse noi non conosciamo abbastanza.
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