Principianti

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4.0

di Raymond Carver


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Descrizione

La mattina dell'8 luglio 1980 Raymond Carver scrisse una lettera angosciata e confusa all'amico ed editor Gordon Lish, che gli aveva appena mandato il manoscritto rivisto di una nuova raccolta di racconti, "Principianti". Di alcuni di questi Lish aveva tagliato il settanta per cento, riducendo nel complesso il libro della metà e cambiando molti titoli e finali. La raccolta ora si chiamava "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore". Carver implorava Lish di sospendere la pubblicazione del volume e ripristinare i passi tagliati. Ma Lish andò avanti per la sua strada. Carver era certamente spaventato dalla prospettiva della pubblicazione, ma altrettanto dall'idea di perdere la stima e l'affetto dell'editor che l'aveva scoperto e aiutato fin dall'inizio della sua carriera. Così si convinse ad accettare l'editing, e la raccolta usci nella forma che Lish le aveva dato, nell'aprile 1981. A quasi trent'anni di distanza, oggi si legge la versione originale di quei racconti per scoprire uno scrittore molto diverso da quello conosciuto. Dove Lish era intervenuto a interrompere una scena prima che raggiungesse la massima intensità, Carver l'aveva lasciata esplodere lentamente. Dove Lish sfoltiva i dialoghi o zittiva del tutto i personaggi, Carver aveva aspettato che arrivassero all'ultima parola. Sotto la forbice di Lish i protagonisti di Carver diventavano uomini e donne senza passato e senza sogni, colpevoli senza movente. Passato, sogni e moventi che Carver aveva immaginato e raccontato.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 8 recensioni)

4.0Il padre del Minimalismo, 09-03-2012
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Era la prima volta che mi avvicinavo ad un libro di Carver. E devo dire che non ne sono stato affatto deluso. I suoi racconti sembrano essere costruiti con scientifica precisione e seguire una parabola studiata nel minimo dettaglio. In ognuno di essi c'è un momento, una frase, una battuta di dialogo, che segna con chiarezza l'inizio della fine, Carver ci mette davanti con una semplicità incredibile situazioni di immenso dolore, o di semplice quotidianità, in cui penso sia possibile riconoscerci tutti. Da leggere un racconto alla volta, o due tre quattro di fila perché a volte è difficile dire basta.
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4.0Principianti, 22-07-2011
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Non si smentisce mai, anche nei racconti si conferma tra i migliori interpreti del minimalismo. AHo letto Carver parecchi anni fa ed ho finito nel tempo per regalare tutti i suoi libri in mio possesso. Mi piacevano le sue storie ma ho capito solo ora che ero troppo "piccolo" per comprenderle veramente. Il tempo è passato e l'eta adulta conferisce ai racconti di Carver un altro sapore. " Ecco l'esistenza" sembrano dire le sue storie, tutte ambientate nel quotidiano, un quotidiano normalmente crudele, senza veri picchi e senza cadute disastrose ma con piccole gioie e scontati fallimenti... Carver un minimalista... Ma per favore ! La miglior descrizione del nostro tempo.
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4.0Principianti, 03-04-2011
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Questa è una delle opere più oneste di tutti i tempi. Divertente ma nello stesso tempo toccante. E' bello sapere che nel mondo occidentale, tutto volto a raggiungere il successo, la bellezza, la fama, il potere, ci sono invece ancora uomini come Carver che sono invece interessati alla parte più debole, più nascosta e più vera della società! I suoi racconti sono brevi, ma potenti: ti rimangono nel cervello, ti girano in testa, si sedimentano nel sub-strato.
Esci, osservi la gente e ti tornano in mente le descrizioni di Carver; incroci lo sguardo triste di qualcuno sul treno e pensi a quale vita si possa celare dietro quella persona. Amo Carver perché non è uno scrittore che scrive di povertà dalla sua villa vista mare: lui ha lavorato in una segheria, ha conosciuto personalmente la fatica fisica, il dolore, il senso di abbandono, i soldi che non bastano a fine mese, la disperazione che solo un bicchiere di whiskey può lenire!
Quando leggi Carver ti rendi conto della differenza che c'è tra lui e gli scrittori che vengono fuori dalle tanto in voga "scuole di scrittura creativa": sicuramente avranno una prosa impeccabile, una lirica favolosa, ma la sostanza, i concetti espressi, quelli che ti scavano nello stomaco e ti rimbalzano in mente in una notte insonne sono quelli di scrittori come Carver!
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4.0Principianti, 01-04-2011
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Sì, c'è qualche spunto molto interessante, ma nel complesso non decolla. Non conoscevo lo scrittore Raymond Carver, fondatore, suo malgrado, della corrente letteraria del "minimalismo" che ebbe il suo momento d'oro durante gli anni '80. Carver era - era, perché è morto appunto a metà anni '80 - autore di racconti, brevi o medi, che si concludevano all'insegna del "non detto" ma la cui morale era ben chiara. "Principianti" è la prima raccolta di racconti pubblicata da Einaudi ed è la versione originale della raccolta che rese famoso Raymond Carver: "Di cosa parliamo quando parliamo di amore ? ". Raccolta originale perchè "Principianti" contiene tutti i racconti già pubblicati nella prima edizione ma in versione integrale. Alla fine del libro sono pubblicate le numerose lettere inviate da Carver al suo editoragente: Gordon Lish, che eseguì pesanti tagli su tutti i racconti che componevano la raccolta, in virtù del contratto firmato da Carver. I racconti originali hanno trovato nuova luce grazie alla vedova di Carver, Tess Gallagher, che cura il patrimonio dell'ex-marito. Non sta bene parlare male dell'opera di uno scrittore perché ogni opera, anche la più scadente, richiede impegno, costanza, talento ed un pizzico di arte. Carver ha un suo stile, alcuni racconti suscitano curiosità e attesa, ma personalmente mi hanno lasciato poco, troppo poco. Proprio un minimo (per restare in tema).
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3.0Principianti, 08-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Sarà che io con i racconti, in genere, ho qualche difficoltà, sarà che questo è il mio primo Carver: non ho apprezzato. Lo trovo spezzettato, al di là di quanto si può accettare da una raccolta di racconti.
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4.0Principianti, 06-11-2010
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Carver lo lessi tutti tra i quindici e i diciassette anni, in quel momento minimalista con cui tutti gli aspiranti scrittori prima o poi si devono confrontare. In particolare, mi aveva proprio interessato la differenza tra un libro come "Cattedrale" e uno come "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore". Il primo l'avevo adorato, al secondo avevo posto delle riserve: non mi piaceva come finivano i personaggi, come se non gli fosse stata data la possibilità di vivere al di fuori di quelle righe. Con "Principianti" sono riuscito ad apprezzare in un modo totalmente differente le storie di Carver, che ho trovato più complete, più sincere con i suoi personaggi.
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5.0Raymond Carver - Principianti, 06-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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La raccolta di racconti "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" era stata rimanaggiata dall'editor di Carver, Gordon Lish con il taglio di numerosi pezzi e il cambio di qualche titolo. L'intento, forse, era quello di accentuare il carattere "minimalista" dello stile di Carver.
La nuova raccolta presenta i racconti nella loro versione originaria.
Si tratta di racconti brevi in cui prende corpo un'America fatta di gesti minuti, dialoghi lunghi o brevissimi dai quali emergono i tormenti segreti di uomini comuni. I pensieri e le emozioni dunque vanno ricercati in questo intreccio di atteggiamenti e parole e si manifestano sempre tra il detto e il non detto.
Con uno stile asciutto e coinvolgente Carver introduce il lettore in un mondo diverso ogni volta - tradimenti, divorzi, problemi di etilismo, morti improvvise - e lo accompagna con discrezione parola dopo parola, fino a quando si ha l'impressione di aver sempre condiviso quella situazione.
La narrazione è essenziale, certo, e le vicende talmente scarne da dare l'impressione che non accada mai nulla. Eppure ogni racconto è la breve descrizione di un contesto vitale più vasto e in divenire. I personaggi, infatti, affinano lentamente la percezione dei loro pensieri e delle loro sensazioni mentre il lettore quasi non se ne accorge.
In questo piccolo volume, insomma, si compendia un pezzo della miglior letteratura americana del secolo scorso.
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5.0l'insostenibile peso dell'essere, 06-07-2010
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"Siamo tutti principianti quando parliamo d'amore". Tra i libri più belli che abbia mai letto, bello quanto "Cattedrale e altri racconti", "Principianti", a detta del suo autore, narra di amore, morte, malattia e fallimento, stati d'animo e condizioni tra i più noti del vivere quotidiano. Parafrasando Hemingway potremmo dire che Carver "scrive una prosa assolutamente onesta sugli esseri umani". Grande Letteratura.
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