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Povero Piero

Povero Piero

di Achille Campanile

4.0

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Opere., 16-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
E' un'opera intramontabile, di quelle che rimangono scolpite nell'immaginario collettivo. In "Giovinotti, non esageriamo! " si inizia però già a vedere il suo stile inconfondibile nelle peripezie dei personaggi, assolutamente slegate al giuoco del calcio che è il tema del libro, cosa che nel 1930 non era così scontata. In "Agosto, moglie mia non ti conosco", le vacanze al mare sono lo sfondo per una commedia basata sulla perdita delle chiavi di una serie di cinture di castità, così come "In campagna è un'altra cosa" e "Amiamoci in fretta" sono classiche commedie, quasi una trasposizione italiana dei libri di Wodehouse mischiate alla commedia degli equivoci... Salvo che la seconda ha una chiusa assolutamente spiazzante. Infine, "Cantilena all'angolo della strada"; raccolta di elzeviri, più vicina alla "letteratura seria" dell'epoca, ma a mio parere di livello inferiore alle altre opere. Campanile doveva comunque avere un bel caratterino, visto che come postilla a due delle sue commedie racconta per filo e per segno dove le sue Tragedie in due battute erano state riciclate, con nome e data della rivis
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4.0Riso amaro, 06-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Il libro narra le vicissitudini della morte (o forse no?) del povero Piero, con le conseguenti reazioni di amici e parenti. Commedia degli equivoci con paradossi in serie. L'umorismo di Campanile oggi può sembrare superato, retrò. Ma la capacità di far sorridere (anche amaramente) delle nostre azioni e nei nostri modi d'essere, in questo caso davanti al "fatale evento", sono esemplari. Senza volgarità, parolacce, dialettalismi. Umorismo bonario, semplice ma non banale. Putroppo non se ne fabbrica più.
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