I postdemocristiani

I postdemocristiani

3.0

di Carlo Baccetti


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Descrizione

Dalla dissoluzione della Democrazia cristiana sono nate alcune formazioni politiche - Partito popolare (Ppi), Centro cristiano democratico (Ccd), Cristiani democratici uniti (Cdu) - che nel 2002 hanno dato vita da un lato all'Unione dei democratici cristiani e di centro (Udc), dall'altro alla Margherita. Che cosa si sa, oggi, su queste due componenti decisive degli schieramenti politici che si confrontano in Italia? Nel volume si mostra come i post-democristiani abbiano fatto proprio il "partito di correnti" che fu tipico della Dc, incentrato sulle reti di potere personale facenti capo ai notabili locali. Questa tradizione, però, è stata innovata attraverso il modello del "partito in franchising": i leader nazionali si occupano di pubblicizzare e vendere ai potenziali elettori-acquirenti il "marchio" del partito sui mass media, mentre dirigenti, parlamentari e amministratori locali hanno una notevole autonomia nel gestire la "rete commerciale" sul territorio (sezioni, circoli, comitati provinciali e regionali ecc.). In questo scenario, quali prospettive si aprono per l'Udc dopo l'uscita di Marco Follini e lo "sganciamento" dalla tutela di Berlusconi voluto da Casini? E, sull'altro versante, quali saranno gli effetti che il modello di partito della Margherita potrà avere sulla nascita e sul consolidamento del Partito democratico?

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0I postdemocristiani , 23-07-2010
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L'autore insegna Scienza politica e Governo locale nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Firenze. Con il Mulino ha già pubblicato 10 anni prima "Il Pds". Cioè prima di occuparsi dei postdemocristiani ha descritto i postcomunisti. Adottando la proposta metodologica di Robert Harmel, ma intrecciando diverse angolazioni di indagine, Baccetti esplora la disintegrazione dell'universo democristiano: eccezionale esempio di "mutamento organizzativo discontinuo stimolato da agenti sia interni che esterni". Non a torto "i gruppi di intellettuali 'esterni' autocoinvolti nel processo costituente del Pd sostengono che ereditare la forma partito di correnti sarebbe esiziale per il nuovo partito".
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