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Post italiani. Cronache di un paese provvisorio

Post italiani. Cronache di un paese provvisorio

di Edmondo Berselli


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In bilico tra una "psicologia arcaica" e comportamenti postmoderni, gli italiani si sono liberati delle ideologie, del Partito Comunista e della Democrazia Cristiana, della storia, del socialismo, della religione, ma nel profondo continuano - secondo l'autore - a pensare come negli anni Cinquanta, Quaranta, Trenta. Un miliardario ha assunto la guida politica di uno schieramento, votato dai poveri con la speranza di guadagnare qualcosa. Le speranze degli oppositori si sono rivolte a un regista cinematografico. Senza moralismi, Edmondo Berselli, editorialista del settimanale "L'Espresso", direttore della rivista "Il Mulino", notista di costume per "Il Sole 24 Ore", non fa una diagnosi del Paese, ma forse ne offre una fotografia.jjjj

Note su Edmondo Berselli

Edmondo Berselli è nato il 2 febbraio del 1951 a Campogalliano, un piccolo comune in provincia di Modena. Ha iniziato a lavorare in ambito editoriale nel 1976, svolgendo la mansione di correttore di bozze per conto della casa editrice Il Mulino, a Bologna. Matura professionalmente presso la sede di via Santo Stefano, seguendo un percorso di carriera che lo porterà alla direzione editoriale, incarico che abbandonerà nel 2000. Dopo aver lasciato la casa editrice, resta nel medesimo ambiente lavorando, dal 2002 al 2008, come direttore della rivista Il Mulino. Tutta la sua vita lavorativa è ruotata attorno agli impegni sia in ambito giornalistico, sia nel settore dell’editoria. Parallelamente alle attività con Il Mulino, dal 1986 ha lavorato come editorialista per la Gazzetta di Modena. Dal 1998 al 1994 lavora per il Resto del Carlino, continua a svolgere la professione di giornalista presso Il Messaggero dal 1994 al 1996,dal 1996 al 1998 è alla redazione de La Stampa, per poi passare, da 1998 al 2003 a Il Sole 24 Ore. Negli ultimi anni della sua vita ha scritto anche per La Repubblica e per il settimanale L’Espresso, dove ha curato una rubrica di critica televisiva. E’ stato autore di numerosi saggi, il primo dei quali, “L’Italia che non muore”, è stato pubblicato nel 1995. E’ scomparso prematuramente, a causa di un tumore, a Modena l’11 aprile del 2010.

 

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