Il più grande spettacolo della terra. Perché Darwin aveva ragione

Il più grande spettacolo della terra. Perché Darwin aveva ragione

4.5

di Richard Dawkins


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Descrizione

Nel 1859 "L'origine delle specie" di Charles Darwin scosse il mondo dalle fondamenta. Darwin sapeva benissimo che la sua teoria dell'evoluzione avrebbe provocato un terremoto, ma non avrebbe mai potuto immaginare che, un secolo e mezzo dopo, la controversia avrebbe continuato a infuriare. L'evoluzione è considerata un "fatto" da tutti gli scienziati autorevoli, e per la verità anche dai teologi più illuminati, eppure milioni di persone continuano a negarla o per ignoranza o per obbedienza a una religione, con risultati inquietanti. Richard Dawkins si inserisce nel dibattito in corso e fornisce un'esauriente panoramica delle prove scientifiche dell'evoluzionismo, prendendo in esame le varie discipline, dalla chimica alla biologia, dall'embriologia alla paleontologia, e le moderne strumentazioni che contribuiscono a confermare sotto molteplici profili la realtà dell'evoluzione e, dopo aver sfatato la leggenda degli anelli mancanti (in realtà ne mancano sempre meno...), conduce il lettore lungo l'affascinante itinerario di studi aperto da Darwin. E lo fa scavando in una miniera di evidenze scientifiche: analizza gli esempi viventi di selezione naturale e i reperti fossili, gli orologi naturali che hanno segnato le tappe del lungo processo evolutivo e le complesse fasi di sviluppo dell'embrione, le dinamiche della tettonica a placche e i meccanismi della genetica molecolare.

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Dettagli del libro

  • Titolo: Il più grande spettacolo della terra. Perché Darwin aveva ragione
  • Traduttore: Serra L.
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Saggi
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2010
  • ISBN: 8804595523
  • ISBN-13: 9788804595526
  • Pagine: 399
  • Reparto: Biologia > Scienza della vita > Evoluzione
  • Formato: rilegato

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 3 recensioni)

4.0Ottimo lavoro, 04-12-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Anche questa volta la chiarezza e la lucidità del pensiero di R. Dawkins sono esaltanti. Un libro che vale la pena di leggere e scorrere avanti ed indietro, trovando nei suoi risvolti e nelle sue pieghe idee, suggestioni che inducono il lettore ad averne sempre più voglia. Consigliato
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5.0Bellissimo., 14-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Sono pienamente d'accordo con le altre due recensioni. Questo libro è un'ulteriore conferma della straordinaria capacità divulgativa di Dawkins. Aggiungo soltanto che l'argomento centrale è proprio l'analisi delle prove che supportano l'evoluzionismo, argomento che nei precedenti saggi aveva avuto un ruolo secondario.
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5.0Ricerca scientifica contro l'oscurantismo, 05-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Ultima fatica letteraria di Dawkins, questo libro costituisce una disamina della storia della vita sulla terra, comprensiva dei maggiori rivolgimenti che hanno caratterizzato quest’ultima nelle ere geologiche e l’impatto che hanno avuto tali rivolgimenti sugli organismi, nonché delle caratteristiche che questi hanno sviluppato. Questa disamina ha lo scopo dichiarato di dimostrare l’inconsistenza delle critiche alla realtà stessa del fenomeno evolutivo da parte, sia di credenti alle varie religioni (indipendentemente dal fatto che queste abbiano o meno accettato la realtà del fenomeno evolutivo), sia da parte degli afferenti al cosiddetto Intelligent Design.
In effetti, se si analizzano oggettivamente le critiche opposte alla realtà del fenomeno evolutivo ed alle conoscenze sin qui acquisite in campo biologico, ma anche geologico e fisico-chimico, ci si rende conto che tali critiche costituiscono il frutto avvelenato della malafede e dell’ignoranza, non intesa semplicemente come il non sapere, ma come deliberato habitus mentale. Paradossalmente, tali atteggiamenti, lungi da portare acqua al mulino delle religioni, finiscono per banalizzare e ridicolizzare queste ultime. Tanto per citare un esempio clamoroso di fraintendimento biblico, la grande catena dell’essere, difesa a spada tratta da chi non ha letto la Bibbia, non è menzionata in questa, ma va ricercata in un’errata rilettura medievale delle idee di Platone, corroborata successivamente dall’idea lamarkiana di spinta degli organismi verso la perfezione. Per non parlare degli innumerevoli esempi di citazioni che appaiono grottesche ma, purtroppo, costituiscono il sostrato culturale di una parte consistente della popolazione. In Europa abbiamo guardato con ironia, sargasmo e malcelato senso di superiorità culturale, la nascita ed il diffondersi del cosiddetto Intelligent Design negli Stati Uniti, salvo accorgerci con sgomento che sta attecchendo anche da noi.
Esempi provenienti dal passato che dovrebbero ormai suscitare solo ilarità, vengono ancora ripresi con veemenza anche da persone che dovrebbero possedere un solido sostrato culturale. Senza scomodare Disraeli, primo ministro britannico all’epoca dell’uscita della prima edizione dell’Origine delle specie di Darwin, che in quell’occasione ebbe a dichiarare: “Il signor Darwin discenderà dalle scimmie, ma io discendo dagli angeli”, non si può sottacere la signora che disse a Haldane che riteneva impossibile che, da una singola cellula iniziale si potesse arrivare ad un organismo, come l’uomo, formato da miliardi di cellule, riunite in organi ed apparati, salvo rimanere interdetta quando Haldane gli rispose: “Signora lo ha fatto anche lei, e ci sono voluti solo nove mesi!”. Molti credenti, in special modo quelli che forgiano la religione in base alle loro inclinazioni personali, considerano la storia naturale un affronto personale e interpretano a loro modo le conoscenze scientifiche. Tali atteggiamenti, lungi da rappresentare solo una fascia marginale della popolazione, portano sempre più alla distorsione dei programmi scolastici, alla deviazione di fondi pubblici verso improbabili ricerche ed ad un crescente clima di intolleranza nei confronti degli insegnanti di discipline scientifiche. Problema che viene acuito dalla presenza, nelle scuole del nuovo e del vecchio continente, di figli di credenti intolleranti (soprattutto Cristiani e Musulmani, ma anche Buddisti ed Ebrei) che, a causa di una visione parziale e fondamentalista dei libri sacri delle rispettive religioni, portano i genitori a fare indebite pressioni verso chi redige ed applica i programmi scolastici.
Purtroppo l’ignoranza ed il rifiuto verso la scienza non riguardano solo la biologia evoluzionistica: molte persone rifiutano la maggior parte delle acquisizioni del sapere in tutte le discipline scientifiche. Esempio, paradossale ma significativo, il 38 per cento degli americani e il 23 per cento degli europei (con punte del 40 per cento dei turchi, e poco meno degli italiani) è convinto che la Terra impieghi un mese a girare intorno al Sole! Chi sa come ritengono varino le stagioni?
Sempre in tema di rifiuto di conoscenze consolidate, mi piace citare un amico Fisico che, colto da folgore mistica, si ostina a sostenere che il secondo principio della termodinamica non si applica ai viventi, in quanto le leggi biologiche “non fanno gruppo” con le leggi fisiche!
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