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Piccolo Cesare

Piccolo Cesare

di Giorgio Bocca

3.5

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
Il fenomeno-Berlusconi è il segnale di un'involuzione politica più generale, di una degenerazione della democrazia che coinvolge non solo l'Italia, ma tutto il mondo occidentale. Mentre alcuni aspetti del fenomeno possono apparire folcloristici, altri non lo sono affatto, e sono anzi l'anticamera di una qualche forma postdemocratica di società: ne sono un esempio il governare, secondo il giornalista, esclusivamente per i propri interessi, l'uso sistematico della menzogna, la demonizzazione degli avversari, lo screditamento di tutte le istituzioni, la furia di produrre a ogni costo leggi nuove che eliminino le tracce del sistema precedente.

Note su Giorgio Bocca

Giorgio Bocca è nato a Cuneo il 28 agosto 1920. Entrambi i suoi genitori erano insegnanti. Durante la giovinezza partecipa attivamente alla politica del paese. A 18 anni si iscrive al PNF, il Partito Nazionale Fascista e, quando si immatricola alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università di Torino, aderisce al Guf (Gruppo Universitario Fascista). Allo scoppio della guerra, si arruola nel corpo degli Alpini in qualità di allievo ufficiale. Sul finire della guerra aderisce alla lotta partigiana e diventa Comandante della decima divisione Giustizia e Libertà. Giorgio Bocca ha iniziato la carriera da giornalista giovanissimo, lavorando in un primo momento per periodici a diffusione locale. Terminata la guerra inizia a collaborare con L’Europeo, per poi approdare, durante gli anni Sessanta, alla redazione de Il Giorno, diretto da Italo Pietra. Qui si afferma come inviato speciale grazie ad alcune inchieste sulla realtà italiana. Nel 1976 è uno dei fondatori, assieme a Scalfari, del quotidiano la Repubblica. Accanto alla collaborazione con il quotidiano appena nato, affianca il lavoro per il settimanale L’Espresso, dove cura la rubrica “L’antitaliano”. Durante gli anni Ottanta e Novanta, si occupa anche di giornalismo televisivo, ideando e conducendo alcune trasmissioni delle reti Fininvest. Nella sua lunga carriera, Giorgio Bocca si è dedicato anche all’attività di scrittore, concentra dosi principalmente su opere relative ad aspetti sociali, storici e politici dell’Italia. E’ morto a Milano il 25 dicembre 2011.
 

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

4.0Antiberlusconiano, 22-05-2012
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Uno dei più autorevoli giornalisti italiani del XX secolo espone le argomentazioni che hanno fatto di lui uno grande oppositore della politica di Silvio Berlusconi ed in genere un grande detrattore del berlusconismo che è dilagato in Italia. Non è consigliata la lettura ai sostenitori della parte politica colpita (in maniera abbastanza decisa) da questo pamphlet.
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3.0Un Cesare piccolo piccolo, 05-02-2012
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Un ritratto lucido e graffiante del politico più discusso della Seconda Repubblica: Silvio Berlusconi. Il ritrattista: Giorgio Bocca, uno dei più influenti giornalisti italiani di fine secolo.
Il libro in questione, segna il passaggio di Giorgio Bocca all'anti-berlusconismo, tant'è che l'editore non è più la Mondadori di sempre (il quale proprietario è proprio l'uomo di Arcore in questione) , ma da allora in avanti sarà sempre la Feltrinelli.
Nel saggio viene delineato un uomo capace e megalomane, insieme ai rapporti con il presidente americano George W. Bush, in cui, al momento della stesura, risultava essere l'alleato dell'ex Premier.
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