Pianto di sirena e altri racconti

Pianto di sirena e altri racconti

4.0

di Junichiro Tanizaki


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Descrizione

Scritti tra il 1910 e il 1917, i sei racconti raccolti in "Pianto di sirena" sono tra i più significativi della produzione giovanile di Tanizaki. Filo conduttore essenziale dei racconti, nei quali affiora insistente una tensione tra il fascino esercitato dalla cultura europea e il permanere dei valori estetici coltivati dalla tradizione giapponese, è la ricerca di una bellezza il cui godimento non può prescindere dal ricorso alla perversione e alla crudeltà. Per attingere a questa bellezza difficile e raffinata un artista, dopo aver sadicamente tatuato la schiena di una donna seducente, si fa succube della crudeltà della sua ex vittima; o ancora, un travestito, che anela a carpire il segreto della differenza sessuale, deve stabilire con una donna un legame che è al contempo erotico e concorrenziale. Sono temi che poi Tanizaki riprenderà in romanzi come "L'amore di uno sciocco","La chiave" e "Diario di un vecchio pazzo", ma che qui acquisiscono un tono particolare nel quale riconosciamo echi del grande decadentismo occidentale. Adriana Boscaro, nella postfazione, precisa: "Come sempre arte e bellezza sono al di sopra della vita: Tanizaki tesse il suo mondo irreale di perfezione dove non c'è posto per la realtà e la morale, un mondo dove estetismo (Wilde) e soprannaturale (Poe) si fondono con l'innato senso del bello e del mistero della sua matrice culturale, un mondo quindi che rifugge dal quotidiano".

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Si respira l'Oriente, 16-03-2012
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Un raccolta di racconti così bella era tanto che non la leggevo. Il tema comune è la ricerca della bellezza, della perfezione, raggiungibile se non attraverso la perversione e la crudeltà. Nel momento in cui, per le situazioni più disparate, i protagonisti di queste brevi narrazioni scoprono il fascino della bellezza, in sé o in altri, non possono che vivere alla perenne ricerca della ripetizione dell'emozione provata nella scoperta del Bello. Tuttavia questa bellezza rischia di legarsi a doppio filo al male, alla perversione, al dolore, all'umiliazione, e via dicendo. Questo perché, e qui secondo me sta la lezione profondamente giapponese, la Bellezza autentica è effimera e va goduta solo per un breve attimo. Al contrario, una malintesa eternizzazione di quell'attimo, nella ripetizione ossessiva e distruttiva della propria umanità, conduce solamente a una lunga e disperata agonia. Codesti racconti son notevoli, ben strutturati, profondi, quale più quale meno. Certo, spesso il finale delude, è come un po' appassito: mi sarei aspettato un'impennata che non trovo, una bizzarria che non si registra, che non avviene. Lo stile é un po' datato, ma i contenuti restano impeccabili nel loro genere.
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4.0Pianto di sirena e altri racconti, 09-10-2010
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sempre la stessa storia: con Tanizaki parzialissimo sono! nei suoi libri leggo ciò che vorrei aver scritto io.
ma come si fa, mi dico, a non restare incantati dopo poche sue frasi, che si levano dense e sinuose come un filo di fumo, che suggeriscono una intimità, che tratteggiano i risvolti più nascosti della sensualità con la più fine delle conoscenze dell'animo umano, a catturare quell'istante perfetto e già svanito dove appare in tutta la sua tragicità l'impossibile connubio tra conoscenza e desiderio, tra bellezza e realtà.
in sei racconti, tratti dal periodo giovanile, e, a giudicare dalla leggibilità, ottimamente tradotti, Tanizaki dispiega tutta la sua aggraziata e magnetica capacità di raccontare, la penna segue con naturalezza e facilità l'uomo fin dentro al mistero del desiderio, dell'ambiguità, dell'ossessione allucinata, della favola malinconica. squarci degni di Kafka, di Poe, una elegante tristezza che ritroveremo in Murakami, l'Europa sognata da un orientale....
e come fa dire a Confucio, nello splendido (ma quale dei sei è più splendido degli altri?) racconto intitolato Kirin: "non ho mai visto nessuno amare la virtù quanto la bellezza".
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