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Il piacere

Il piacere

di Gabriele D'Annunzio

4.0

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 36 recensioni)

5.0Classico, 28-04-2015
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Il romanzo narra la vicenda di Andrea Sperelli, un giovane ricco amante delle cose belle e ricercatore accanito del piacere. Andrea da sempre è innamorato di Elena, il suo primo amore, ed in gioventù i due hanno vissuto una forte passione. Elena però parte improvvisamente, e quando ritorna è decisa a non abbandonarsi più ad Andrea, infatti ormai è una donna sposata e l'amore che li legava sembra scomparso. La donna riparte e da qui cominciano i ricordi del passato, che portano il protagonista a ripercorrere il loro primo incontro. Andrea vivrà tutta la sua vita nel ricordo di quell'amore e si ritroverà ad essere un uomo fallito, che ha sbagliato tutto nella vita.
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2.0Piacere estetico ma senza sostanza, 24-05-2012
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Opera scritta dal celebre Gabriele d'Annunzio, che narra delle avventure del nobile, mondano Andrea Sperelli, giovane che nasconde in realtà l'alter ego di d'Annunzio stesso, attraverso il quale lo scrittore narra la società aristocratica romana. Un libro che ricerca perdutamente e instancabilmente la raffinatezza e il gusto nell'esposizione, dimenticandosi però del valore del contenuto, prediligendo quello della forma. La lettura scorre veloce ma non lascia niente al lettore.
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2.0Non lo consiglio, 04-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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D'Annunzio è stato certamente il più grande romanziere dell'estetismo italiano. Solo che i suoi libro o piacciono o no. In questo caso il libro è pessimo. La trama è banale e scontata, le avventure di Andrea Sperelli, sembrano quelle di un uomo privo di qualsiasi sensibilità, un pessimo modello da seguire
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3.0Nobiltà solo a parole, 20-04-2012
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La storia e i personaggi sono un po' stereotipati: un ricco giovane, delle mogli innamorate altrui, gli amici e i godimenti della vita agiata romana di fine Ottocento. Alla regia D'annunnzio che riempie i capitoli di dettagli su costume, mode, modi e tutto il superfluo che riempiva l'esistenza dei "migliori" dell'epoca. Bella la loro vita ma superficiale.
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4.0Il piacere, 26-03-2012
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Andrea Sperelli, il protagonista di questo romanzo di D'Annunzio, è un nobile che sta attendendo l'amata (almeno in un tempo recente) , l'affascinante Elena Muti. E un libro incentrato sulla forza ambigua del ricordo, delle rimembranze. Romanzo dell'impossibilità, si distingue dalla maggior parte dei lavori letterari di quel tempo per il linguaggio fortemente aulico e di estrema classe.
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4.0Il capolavoro del Decadentismo italiano, 26-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un romanzo lungo, prezioso, dove è la bellezza insieme all'arte a fare da padrona. Il piacere è un testo essenziale per comprendere appieno lo scrittore pescarese, anche a costo di essere subissato dalle prolisse descrizioni che D'Annunzio dissemina per tutto il romanzo.
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5.0Un raffinato esteta, 22-01-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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La vita colta, raffinata, edonista del protagonista Andrea Sperelli è la perfetta trasposizione letteraria della biografia del suo autore Gabriele D'Annunzio. Ambientato in una città dal fascino magico come la Roma barocca di fine 800, rappresenta l'apoteosi del romanticismo italiano. Un grandissimo libro che non può nella biblioteca degli amanti della letteratura italiana
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5.0Una grande prova d'autore, 20-01-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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"Bisogna fare la propria vita, come si fa un'opera d'arte": ecco il motto di Andrea Sperelli, protagonista di questo capolavoro di D'annunzio dedicato all'estetismo. Ricco, colto, artista e uomo di mondo, conduce una vita alla perenne ricerca del godimento, di esperienze sempre nuove, raffinate e piacevoli. Attua un culto quasi religioso di tutto ciò che è elegante, raro e prezioso. Ma questo suo sottoporsi solo alle leggi del bello lo rende anche un personaggio debole ed incoerente, tant'è vero che sentimentalmente è incapace di scegliere fra la passione per Elena, donna bella e sensuale, e l'amore spirituale per la dolce e sensibile Maria. Il romanzo non è quindi solo una cinica proposta di estetismo, ma anche la denuncia del vuoto morale che spesso si cela dietro una condotta di questo tipo. Tutti questi elementi vengono esaltati dalla prosa sempre magistrale dell'autore, che questa volta dà il meglio di sè con le minuziose e particolareggiate descrizioni che permeano l'intero testo. Sicuramente uno dei lavori meglio riusciti di D'Annunzio.
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2.0Mi prese meno, 13-09-2011
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Mi prese meno del "Il Fuoco" questo testo... Troppo artificioso e lungo. Le vicende sono narrate entro questo frame stilistico che sicuramente conferma la maestria dell'autore ma dall'altra allunga e diluisce il loro impatto e per questo rischia di essere noioso. D'Annunzio si conferma conoscitore sì di un piacere, ma in questo caso, non della lettura!
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4.0Scandalo per l'epoca!, 14-07-2011
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Ad essere sincera questo libro non è che mi sia piaciuto moltissimo. Devo ammettere che oggi i temi trattati da D'Annunzio sono temi quotidiani, troppo normali e scontati (purtroppo). Per l'epoca deve essere stato un vero scandalo.
Tuttavia il libro è stato un po' impagnativo da leggere soprattutto all'inizio e verso la fine (sembrava che non finisse più). Io non sono nessuno per criticare la pietra miliare della prosa e della poetica di D'Annunzio, ma onestamente preferisco la poesia, tra cui la Pioggia nel Pineto è la mia preferita.
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4.0Il piacere, 07-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un'opera strepitosa e che certamente deve aver scandalizzato il pubblico ottocentesco italiano.
Un romanzo incalzante e vivace, un misto di edonismo e libertismo.
Un inno alla vita e al piacere ma anche una dura condanna della società materialista, così lontana dal mito del protagonista (l'alter ego di d'Annunzio).
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3.0Piacevole, 06-07-2011
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Elegante, coinvolgente e veramente passionale, non solo nelle situazioni ma nella maniera di scrivere! Tipico della scrittura di D'Annunzio! Personalmente in questa sua opera mi ha colpito molto anche la descrizione dell'ambientazione, che entra veramente nei minimi dettagli; per chi come me abita a Roma o nei dintorni, sentire evocare così passionalmente nomi di vie e di luoghi in cui magari passi tutti i giorni, è un piacere in più che si prova nel leggere il libro.
E' una piccola cosa, ma può colpire! Almeno con me è stato così
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