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Persiani-Sette contro Tebe-Supplici

Persiani-Sette contro Tebe-Supplici

di Eschilo

4.0

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Leggere Eschilo significa risalire alle radici del teatro occidentale e delle concezioni etiche che sono alla base della nostra morale. Il tema che lega i drammi qui presentati è la guerra, nei suoi aspetti più drammatici. I "Persiani", la più antica tragedia rimasta e l'unica che tratti di eventi contemporanei, racconta l'epica vittoria dei Greci sull'invasore persiano. E, con geniale intuizione teatrale, i protagonisti sono non i vincitori ma proprio i Persiani sconfitti. Nei "Sette contro Tebe", l'ultimo atto della saga di Edipo, la guerra assume la forma più cruenta, cioè la guerra civile. Le "Supplici" invece mettono in scena un tema quanto mai attuale: il diritto d'asilo e la protezione dello straniero, in difesa del quale un'intera città è disposta ad affrontare la guerra. Franco Ferrari analizza nell'introduzione l'aspetto visivo e scenografico del teatro di Eschilo ponendo l'accento sui suoi significati drammatici.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0L'evoluzione dell'eroe, 06-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
L'Eteocle di Eschilo è un evidente scarto dalla norma dell'eroe antico, immorale e individualista. Prendiamo l'Achille di Omero o la sua versione cannibale in Pindaro (basato su fonti precedenti ad Omero), siamo in presenza di un eroe privo di una dimensione collettiva, il quale agisce solo ed esclusivamente per la sua gloria e dimensione individuale. Non ci sono Eroi, precedenti a questa opera, che sfuggono a tali caratteristiche, persino il saggio Ulisse che per soddisfare la sete di conoscenza porta al macero i suoi compagni o il "buono" Ettore che difronte al dramma di Andromaca non riesce a provare empatia per lei bensì preoccupazione per la sua gloria e il rischio che corre quest'ultima qualora sua moglie venisse catturata.
La tragedia di Eschilo comincia così:
Cittadini di Cadmo: deve dire quel che la situazione esige
chi governa il timone di una città, seguendo la rotta
del bene comune, senza mai chiudere le palpebre nel sonno.
Se riusciremo a salvarci, il merito sarà di un dio.
Ma se invece (ed io prego che non accadrà) avremmo in sorte la sventura,
un solo nome, Eteocle, sarà invocato a gran voce dalla città tutta
in uno scrosciare di canti e di lamenti"
E' lui stesso che si fa carico delle responsabilità della battaglia e del fato, decide di affrontare il fratello Polinice per ucciderlo e uccidersi. Essi discendono da Edipo e in loro vive la sua maledizione, Eteocle decide di estirpare le radici affinchè essa sparisca per sempre e riporti giustizia nella città.
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