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Perché non sono cristiano

Perché non sono cristiano

di Bertrand Russell


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Descrizione

Perchè non sono cristiano affronta con spregiudicata libertà di pensiero un argomento di grande interesse: il sentimento religioso. Russel, pensatore ateo per eccellenza, analizza con semplicità e chiarezza di esposizioni origini, valori e significati della religione cristiana. Un testo imprescindibile per credenti e non credenti, uno dei "classici" più letti di Russell.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 4 recensioni)


2.0Perché non sono cristiano, 23-02-2011
di T. Girolamo - leggi tutte le sue recensioni

«Risultato decisamnete deludente rispetto ad altre sue produzioni. Una raccolta diseguale di articoli e brevi saggi del grande filosofo scienziato Russell. Quello che da il titolo all'antologia è sicuramente interessante e meritorio di essere letto ancora oggi, nonostante i quasi 70 anni trascorsi dalla sua stesura. Alla lunga però il tutto risulta ripetitivo e stancante, il livello di attenzione necessariamente subisce un brusco calo. Non si può certo pretendere di più da un progetto così poco organico, che comunque ha dei momenti veramente felici di riflessione e scrittura. Nel complesso però il mio giudizio resta tiepido. Sicuramente oggi sul mercato si può trovare di meglio, su tutti "L'illusione di Dio" di Richard Dawkins. »

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5.0Precursore dei tempi., 16-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di P. Ciscato - leggi tutte le sue recensioni

«Dopo l'introduzione implacabile di Odifreddi, si leggono diversi scritti di Russel sul sentimento religioso e sulla macchina della Chiesa con una raffinatezza e lungimiranza eccezionali. Mai volgare, illustra quante lacune e quanto sia incoerente la Chiesa nelle questioni familiari e sessuali (ma non solo) . Molto triste il processo sommario in stile Medioevo che subì per la nomina alla cattedra di matematica del City College di New York. Forse neanche oggi siamo ai livelli di modernità e progresso sostenuti da lui, un personaggio straordinario.»

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5.0Bueno, 08-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di A. Torrente - leggi tutte le sue recensioni

«E' un libro considerato aggressivo per quei tempi, che mette sotto accusa la falsità di ogni dogma che pretende di governare non solo la vita dei fedeli, ma persino quella dei non cristiani. Inaccettabile.»

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5.0Russell, 21-09-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di U. Mastrangelo - leggi tutte le sue recensioni

«L'atto di accusa di un grande filosofo contro ogni credo dogmatico. L'atto di amore e di fede verso la vita e verso la conoscenza.
Specialmente nel capitolo 3 ("Il mio credo"), pubblicato come opera autonoma nel 1925, mostra tutta la dignità di un grande spirito laico:
"So che alla mia morte dovrò imputridire e che nulla del mio ego sopravvivrà. Non sono giovane e amo la vita ma disdegno di abbattermi al pensiero dell’annientamento. La felicità non è meno vera, anche se deve finire. Il pensiero e l’amore non perdono valore se non sono eterni."
»

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