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Penna, pennello e bacchetta. Le tre invidie del matematico

Penna, pennello e bacchetta. Le tre invidie del matematico

di Piergiorgio Odifreddi


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Descrizione

La prova più esplicita della compatibilità fra scienza e arte: le brillanti lezioni di un matematico affabulatore sul rapporto della matematica con la letteratura, la pittura e la musica. Piergiorgio Odifreddi ha studiato matematica in Italia, negli Stati Uniti e in Unione Sovietica e insegna Logica presso l'Università di Torino e la Cornell University. Collaboratore di "Repubblica", "L'Espresso" e "Le Scienze", ha vinto nel 1998 il premio Galileo dell'Unione matematica italiana e nel 2002 il premio Peano della Mathesis.

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3.0Penna, pennello e bacchetta., 12-07-2011
di E. Alfetta - leggi tutte le sue recensioni

«In questi tre brevi saggi, originariamente tre discorsi tenuti all'università l'autore ufficialmente dovrebbe raccontare quali sono "le tre invidie del matematico", vale a dire le arti della scrittura, della pittura e della musica che dovrebbero essere appunto appannaggio della parte destra del cervello, in opposizione a quella sinistra dedicata al ragionamento logico. Inutile dire che all'atto pratico, più che dell'"invidia", Odifreddi parla di come in realtà ci sia matematica dietro tutte queste arti. Il risultato pratico è piuttosto disuguale: le prime due sezioni sono un po' tirate per i capelli, mentre la spiegazione di come si è evoluta la teoria matematica alla base della musica è venuta molto bene. In genere, l'arte affabulatoria del nostro si vede alla grande, e rende la lettura molto piacevole: nella foga oratoria, si è perfino dimenticato di mettere troppe delle sue usuali frecciate anticlericali (sì, qui si parlerebbe di arte e non di religione: ma si sa che questo non è mai stato un limite) . Ogni tanto però si lascia trasportare un po' troppo, come quando a pagina 75 afferma che "la successione telescopica di pentagoni e stelle... Suggerisce che la diagonale e il lato del pentagono siano grandezze fra loro incommensurabili"; frase piuttosto azzardata, come si vede facendo una successione telescopica di triangoli equilateri uno dentro l'altro.»

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