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Con le peggiori intenzioni

Con le peggiori intenzioni

di Alessandro Piperno

2.5

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Il libro racconta l'irresistibile ascesa e l'inevitabile decadenza dei Sonnino, facoltosa famiglia di ebrei romani, e dei loro amici, sodali, fiancheggiatori e nemici. Dallo sregolato, epico nonno Bepy al disorientato, sgangherato e perplesso nipote Daniel passano le generazioni, le epoche, i pezzi di storia italiana, dagli anni del boom economico agli anni Ottanta. Nato a Roma nel 1972, Alessandro Piperno insegna letteratura francese a Tor Vergata. Questo è il suo romanzo d'esordio.

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Voto medio del prodotto:  2.5 (2.4 di 5 su 7 recensioni)

2.0Pretenziosamente apotropaico!, 16-03-2013
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Mi scuso per il titolo ma era dovuto per l'Autore che usa tale termine, del resto molto comune nel parlato quotidiano, a più non posso. Ho trovato il libro estremamente ripetitivo, autoreferenziale, scritto per impressionare il povero lettore che si trova umiliato davanti a termini (apotropaico; aporia etc.) inseriti a forza nella narrazione al solo scopo di non far capire l'inconsistenza di una trama (?) che non riesce mai ad appassionare o coinvolgere.
Ben diverso da Persecuzione che pur essendo scritto in maniera elegante e dotta risulta altresì avvincente e piacevole. Direi di saltarlo passando subito al dittico del Fuoco Amico dei Ricordi.
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2.0La scrittura non è male, ma..., 23-05-2012
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Sinceramente mi attendevo qualcosa di più, non a livello di pulizia di scrittura o di fluidità del linguaggio, che è pressochè ottimo. Ma è proprio la storia ad avermi lasciato dubbioso: a venti pagine dalla fine del romanzo ancora non capivo chi fosse al nucleo della narrazione. E se un personaggio principale non c'è e il romanzo ha la volontà di essere un romanzo globale, che racconta di una dinastia e non di un suo membro, allora l'opera per Piperno è fallita!
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4.0Con le peggiori intenzioni, 20-07-2011
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Per una volta che la letteratura italiana produce un buon romanzo, tutti a lamentarsi che in Italia si producono pochi romanzi di qualit, che nascono pochi scrittori veri, poi arriva - con tutti i limiti che un esordiente ancora ha - un romanzo di qualit e nasce probabilmente uno scrittore, magari non ancora Bellow o Roth, chiaramente, e invece di parlare del libro, ci si polarizza, si critica DOrrico che ha "lanciato" il romanzo dalle pagine di Sette, ci si divide in Piperniani e Pincioniani (nel senso di Tommaso Pincio, non di quello vero) o in Piperniani e Barrichiani, o in Piperniani e Buttafuochiani. A me, semplicemente, pur con qualche difetto di struttura e qualche parte "morta", il romanzo é piaciuto, e lo trovo migliore (e pi ambizioso, il ché non guasta) della maggior parte delle uscite di narrativa italiana degli ultimi anni.
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3.0un discreto romanzo d'esordio..., 25-08-2010
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La saga dei Sonnino, ricca famiglia di ebrei romani, narrata dal nipote Daniel che parte dalla narrazione delle gesta del patriarca Bepy fino ai giorni nostri menzionando vizi e virtù della nostra modernità recente e passata..
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1.0Borghesia romana anni '70, 03-08-2010
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Il libro è ambientato nel contesto della borghesia romana negli anni ’70 e '80 del secolo scorso e in particolare si raccontano le vicissitudini di due famiglie: i Sonnino e i Cittadini.
Il ritmo e la struttura sono all’inizio piacevoli per poi diventare sempre più noiosi, ripetitivi e scontati.
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2.0ben poco, 22-01-2010
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nessuna soddisfazione emotiva , intellettuale, sociale a leggere questo libro : una cosa qualunque, piperno ha avuto una enorme campagna sui media ma era appunto solo pubblicità. non leggerò più nulla di questo autore
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3.0C'è troppo da imparare, 17-05-2009
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Sotto il titolo c'è scritto "romanzo", ma sarebbe più corretto chiamarlo un saggio di erudizione linguistica, che presto sballa in uno sfoggio di fastidioso eruditismo, con perdita irrecuperabile di trama e personaggi, come una maionese che si rompa. E' un peccato, perché l'autore dimostra di essere eccezionalmente padrone della lingua, senza avere tuttavia la capacità di strapparla al vocabolario e di animarla di una qualsiasi parvenza di credibile lessico vivente. E un altro peccato è che l'autore dimostra di avere una ottima conoscenza teorica dei più probabili percorsi della psiche umana, ma anche qui è come se egli si compiacesse di ostentare le proprie geniali soluzioni di astratti labirinti enigmistici, piuttosto che minimamente corrompersi in una qualche partecipazione emotiva. Ne risulta una prosa da laboratorio analitico, troppo ricco di raffinati e costosi strumenti che comunque vanno usati, dove inutili e a volte incomprensibili controanalisi non fanno che avvitarsi stucchevolmente sui risultati già evidenti dalla prima analisi. Così la trama si consuma a indecifrabili lampi stroboscopici nelle oscure tortuosità mentali dell'unico personaggio credibile che non sia un manichino da vetrina: e cioè Daniel Sonnino, che è l'Io narrante, e che quindi rappresenta e vuole rappresentare sotto pseudonimo lo stesso autore, come da lui confermato nei tanti riferimenti autobiografici della narrazione. Ecco quindi che lettori ideali di questo libro potrebbero essere tutti coloro che sono interessati agli studi psicanalitici, perché in questa materia c'è molto da imparare sia dal Piperno autore che dal Sonnino personaggio. Ma anche dal punto di vista puramente didattico letterario non mi sento di stroncare del tutto l'opera, malgrado la scostante supponenza che traspare da ogni sua pagina. Trattandosi di opera prima mi allargo un po' e dico 3.
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