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Paura liquida

Paura liquida

di Zygmunt Bauman


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  • Editore: Laterza
  • Collana: Economica Laterza
  • Edizione: 6
  • Traduttore: Cupellaro M.
  • Data di Pubblicazione: giugno 2009
  • EAN: 9788842089735
  • ISBN: 8842089737
  • Pagine: 233
  • Formato: brossura
Credevamo che nella modernità saremmo riusciti a lasciarci alle spalle le paure che avevano pervaso la vita in passato; credevamo che saremmo stati in grado di prendere il controllo della nostra esistenza. "Noi, uomini e donne che abitiamo la parte "sviluppata" del mondo (la più ricca, la più modernizzata), siamo "oggettivamente le persone più al sicuro nella storia dell'umanità". Lo siamo contro le forze della natura, contro la debolezza congenita del nostro corpo, contro le aggressioni esterne. Eppure proprio noi che godiamo di sicurezza e comfort senza precedenti, viviamo in uno stato di costante allarme. Questo nuovo libro di Zygmunt Bauman è un inventario delle nostre paure. È il tentativo di scoprirne le origini comuni, di esaminare i modi per disinnescarle e aprirci gli occhi sul compito con cui dobbiamo confrontarci se vogliamo che domani i nostri simili riemergano più forti e sicuri di quanto noi siamo mai stati.

Note su Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman (1925-2017) è stato un sociologo e filosofo di origini ebraiche dalle complesse vicende biografiche. Nato in Polonia, nel corso della seconda guerra mondiale fuggì nelle zone controllate dall'Unione Sovietica per scampare all’invasione nazista. Dopo aver aderito al comunismo, studiò sociologia all’Università di Varsavia e cominciò la propria carriera accademica con testi di chiara militanza, come il suo Lineamenti di una sociologia marxista del 1964.
A seguito del rinvigorirsi dell’antisemitismo nella Polonia comunista, alla fine degli anni Sessanta si trasferì prima in Israele, all’Università di Tel Aviv, e poi a Leeds, in Gran Bretagna, dove occupò la cattedra di sociologia dal 1971 al 1990.
Curiosamente, la sua fama planetaria risale ad anni piuttosto recenti: dopo il pensionamento, la sua produzione saggistica cominciò infatti a rivolgersi a un pubblico più vasto e non solo agli addetti ai lavori, riscuotendo grandissimo successo con titoli come Modernità liquida, Consumo dunque sono, Il demone della paura.
Le sue riflessioni sulla caduta delle ideologie, sulla post-modernità e sulla – citatissima – società liquida, lo resero noto in tutto il mondo. In tempi molto recenti, dedicò profonde riflessioni all’immenso fenomeno delle migrazioni umane: lui, sopravvissuto all’Olocausto ed emigrato più volte per sfuggire alle persecuzioni, vedeva nei muri costruiti alle frontiere dell’Europa e nella paura diffusa dell’altro, dello straniero, la dimostrazione della crisi globale dell’Occidente, etica ed esistenziale ancora prima che economica e politica.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 3 recensioni)

5.0Il migliore di Bauman, 22-02-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Libro riletto una decina di volte. Credo sia il migliore di Bauman, ed il tema affrontato, anzi i temi, non svaniscono dopo la lettura, ma ti portano, al termine, a farti molte domande. Lo consiglio anche come prima lettura di Bauman.
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5.0Inventario delle paure moderne, 22-11-2014, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
In questo saggio, Bauman descrive molte delle paure che angosciano le nostre società occidentali e consumistiche, sempre più impotenti, in declino e in balia di forze incontrollabili. Il primo capitolo evidenzia come tutte le culture umane possano essere interpretate come uno sforzo di rendere vivibile la quotidianità nonostante la consapevolezza della ineludibilità della morte. La modernità ha elaborato le proprie peculiari strategie, e Bauman descrive tale processo - e le relative conseguenze - con grande efficacia. Il secondo capitolo è dedicato alla stretta relazione che intercorre fra la paura e il male: la modernità si contraddistingue per aver costruito una male burocratico, razionale, freddo e cinico. Le pagine che illustrano questo processo sono sorprendenti e scioccanti e mostrano chiaramente come alcune delle tragedie del Novecento, (quali il nazi-fascismo e l'olocausto) siano un fenomeno tipicamente e intrinsecamente moderno. Il terzo capitolo si concentra sulle catastrofi morali e sui disastri naturali incontrollabili, visti come il prodotto involontario, ma inevitabile, della lotta moderna per rendere il mondo trasparente, regolare, governabile, controllabile.
Globalizzazione e terrorismo costituiscono il tema del quarto capitolo: sicurezza e libertà non possono essere garantite solo in alcuni paesi, devono essere patrimonio comune e condiviso. Come scrive Benjamin R. Baber: «nessun bambino americano si può sentire al sicuro nel suo letto se i bambini a Karachi o Bagdad non si sentono al sicuro nel loro». Il quinto capitolo descrive la globalizzazione negativa e il pensiero unico neo-liberale. Lo Stato moderno ha abdicato a quasi tutte le funzioni e i compiti ad esso assegnati in precedenza, e riesce a essere solo uno "Stato dell'incolumità personale". Il sesto capitolo è dedicato a chi si interroga sul cosa fare per sconfiggere le paure moderne.
Saggio veramente interessante, sorprendente e acuto.
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4.0mai superficiale, 26-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Accurata analisi, ben argomentata e originale, seppur con continui riferimenti ad altri scrittori, economisti e sociologi, dei precari equilibri della modernità cosiddetta "liquida" causa delle più grandi paure dell'uomo odierno a tutti noi ben note (terrorismo, immigrati, criminali, tutto ciò che riguarda la sicurezza personale, ossia "l'incolumità"), che costituiscono in realtà solo l'ultimo gradino di un processo psicologico-sociale destinato con ogni probabilità a concludersi tragicamente.
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