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Paula

Paula

di Isabel Allende

4.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I narratori
  • Edizione: 22
  • Traduttore: Guadalupi G.
  • Data di Pubblicazione: marzo 1997
  • EAN: 9788807014802
  • ISBN: 8807014807

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
Paula, nata nel 1963, è una ragazza felice, innamorata di suo marito, vive a Madrid, lavora. Una vita semplice, che non ha niente in comune con quella della madre Isabel. Improvvisamente Paula si ammala di una malattia rarissima, la porfiria: ha imboccato una strada di non-ritorno. Isabel lascia San Francisco, dove vive, per correre da lei. Mentre i medici studiano ogni cura per salvarla, Isabel prova con l'unico mezzo che ha a disposizione: usa la scrittura per distrarre la morte, la magia della parola per evocare e chiamare a raduno, attorno a Paula, tutti i componenti della numerosa e bizzarra famiglia perché, insieme ai ricordi, formino una catena umana che trattenga Paula alla vita. 'Paula' è l'autobiografia di Isabel Allende.

Note su Isabel Allende

Isabel Allende nasce in Perù nel 1942 e cresce con la madre e i due fratelli nella casa del nonno materno a Santiago, in Cile.
Nel 1956 la madre si risposa con un diplomatico, che per il suo lavoro è costretto a spostarsi spesso. La famiglia Allende, quindi, lascia il Cile e comincia a viaggiare tra Bolivia, Europa e Libano. All'età di vent'anni, una volta tornata in patria, Isabel si sposa con Michael Frìas con cui ha due figli, Paula e Nicolàs. Qui inizia la sua attività giornalistica, collaborando con la rivista femminile Paula e con quella per ragazzi Mampato.
Dopo il colpo di stato guidato da Pinochet dell'11 settembre 1973, la scrittrice lascia il Cile e si trasferisce a Caracas, in Venezuela, dove comincia a scrivere anche per il giornale El Nacional.
Nel 1983 viene pubblicato a Buenos Aires il suo romanzo d'esordio, La casa degli spiriti, in cui gli orrori della guerra fanno da sfondo e si mescolano con le vicende e gli amori di una famiglia cilena; una storia così emozionante e commovente da essere paragonata, nella narrativa sudamericana, a Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcìa Màrquez. A questo capolavoro, seguono poi D'amore e ombra, Eva Luna e Eva Luna racconta.
Nel 1988 si trasferisce in California con il secondo marito, William Gordon, conosciuto durante un viaggio a San José. La vita del marito diviene spunto per un nuovo romanzo, Il piano infinito, così come lei stessa rivela in Il mio paese inventato. Nel 1991 la Allende perde la figlia Paula, morta dopo un lungo periodo in coma a causa di una malattia rara e gravissima, la porfiria. Pochi anni dopo, la Allende dedica alla figlia il libro Paula, in cui le dà il suo personalissimo saluto.
Tra le sue numerose pubblicazioni, è presente anche una trilogia per ragazzi dedicata ai suoi nipoti , costituita da La città delle bestie, Il Regno del Drago d'Oro e La foresta dei pigmei.
Insignita della Laurea Honoris Causa in Lingua e Letteratura, la Allende ha insegnato Letteratura presso l'University of Virginia, il Montclair College e l'University of California. Ha, inoltre, ricevuto numerose riconoscenze, tra cui il Premio Nazionale cileno per la Letteratura nel 2010.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 25 recensioni)

5.0GRANDE CORAGGIO E GRANDI EMOZIONI, 21-05-2012
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Da grande ammiratrice e lettrice di Isabel Allende non potevo non leggere questo grande romanzo che racconta una parte fondamentale della sua vita, una sfida da affrontare, sicuramente la cosa più triste che possa succedere ad una madre. Fronteggaire la malattia non è semplice, quando poi la malattia riguarda una persona cara o come in questo caso la figlia emerge il grande coraggio e la forza di una donna eccezionale, una donna che ha poi avuto la capacità di raccontalo.
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5.0Paula e il dolore, 06-03-2012
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L'amore e il ricordo di una madre costretta ad assistere alla morte dell'amata figlia Paula. La scrittura aiuta molto, serve a ricordare, a non dimenticare, ad esorcizzare il presente, a lottare. Una trama ricca e coinvolgente, vertiginosa, una volta entrati nel mondo di questa donna non si riesce più ad uscirne. Bellissimo romanzo, un pugno nello stomaco.
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5.0Quale forza, 28-09-2011
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Non ci deve essere dolore piu' grande di quello della morte di un figlio. La Allende ci racconta proprio questo. La morte della sua Paula affetta da una patologia congenita. Una morte annunciata ma non per questo incombente sulla vita di tutti i giorni. I ricordi della figlia da piccola e poi moglie e madre e poi la fine di tutto e rimane solo un immenso vuoto.
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5.0Commuovente, 09-08-2011
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Una madre al capezzale della figlia morente racconta le storie della propria famiglia tentando, affettuosamente, di allontanare la morte. In questo struggente romanzo, Isabel Allende descrive l'improvvisa malattia della figlia che si ammala inspiegabilmente di porfiria e ripercorre la vita della figlia dalla nascita al matrimonio alla drammatica rivelazione della malattia e varie storie legate a singolari personaggi della famiglia Allende. Tutto è narrato con il tono leggendario e favoloso che contraddistingue la vis scrittoria dell'autrice.
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4.0E una lacrima scende, 07-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Questo è probabilmente il più difficile dei libri per l'autrice, un libro autobiografico in cui racconta uno dei drammi più grandi che può vivere una madre, la perdita del proprio figlio. Un libro ben fatto che porta il lettore a seguire il percorso dell'autrice nel dire addio a quanto ciò ha di più caro al mondo. Estremamente drammatico e commovente tanto da risultare di difficile lettura perché il dolore della tragedia traspare nelle pagine.
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4.0Struggente, 27-05-2011
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Allende si dimostra una grande scrittrice anche di fronte ad una tragedia immane come la malattia dell'amata figlia. Il libro è doloroso ma non scivola mai nel sentimentale. In tutto il libro ma soprattutto nel finale si capisce la forza di questa madre che affronta il dolore con dignità raccontando di se alla figlia in coma e trovando un modo nuovo per vivere con Paula dopo la sua morte.
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5.0Una candela che si consuma, 08-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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La Allende non smette mai di stupire. Paula è una lunga lettera struggente di una madre ad una figlia morente, come una candela che lentamente si consuma tra le sue dita senza potersi fermare. La peggior cosa che possa capitare ad un genitore è sopravvire ai propri figli, e la Allende sembra esserne consapevole.
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4.0Decisamente struggente, 25-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Tremendo eppure dolce e commovente. L'amore che uma madre prova per la figlia, viene rappresentato in tutta la sua grandiosità nel dolore che si prova per la morte di una figlia. Lirico, drammatico pone dolorosi interrogativi sul senso della vita. Significato
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5.0Struggente, 11-02-2011
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E' un romanzo che si fa fatica a leggere per la commozione nel vedere una persona cara che si spegne lentamente senza che si possa far niente per aiutarla. Isabel ci fa vedere quanto è forte il legame tra il genitore e il proprio figlio. Io l'ho riscoperto quando mia madre si è ammalata gravemente. Un libro da tenere conservato bella biblioteca del cuore.
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3.0Non ce l'ho fatta, 16-12-2010
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Me l'hanno regalato perche sapevano che mi piaceva molto l'autrice, ma questo libro non ce l'ho proprio fatta a finirlo, e struggente, tristissimo, il dolore descritto mi annientava, personalmente non vorrei mai provare neanche in terza persona, ed è questo il motivo che mi ha impedito di terminare il libro. Chiedo scusa per questo, ma quando ho letto il libro avrei voluto da questi uno svago e non solo lacrime.
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5.0Bellissimo, 19-11-2010
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Paula è il libro più commovente, più personale e intimo di Isabel Allende. Accanto al letto dove sua figlia Paula stava morendo, la grande narratrice cilena ha scritto la storia della sua famiglia e di se stessa, al fine di regalarla a Paula quando avrebbe superato la trance drammatica. Il risultato è un emotivo ed insolito ritratto, completato da una squisita ri-creazione della sensibilità delle donne del nostro tempo.
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4.0Paula, 15-11-2010
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Dolce, commovente, lirico a tratti, carico di tutto l'amore che una madre può provare per una figlia e di tutto il dramma esistenziale che può causare la morte di una giovane donna neancora aperta del tutto alla vita. Dona al lettore, alla fine della storia, tanta serenità ed accettazione e la convinzione che sempre, nella vita e nella morte, ci sia un significato.
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