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Pastorale americana

Pastorale americana

di Philip Roth


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Descrizione

Seymour Levov è alto, biondo e atletico. Malgrado sia di origine ebraica al liceo lo chiamano "lo Svedese". Negli anni '50 sposa miss New Jersey, avviandosi ad una vita di lavoro nella fabbrica del padre. Nella sua splendida villa cresce Merry, la figlia cagionevole e balbuziente. Finché arriva il giorno in cui le contraddizioni del paese raggiungono la soglia del suo rifugio, devastandola. La guerra del Vietnam è al culmine. Merry sta terminando la scuola e ha l'obiettivo di "portare la guerra in casa". Letteralmente.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 13 recensioni)


4.0Pastorale americana, 03-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Stolti - leggi tutte le sue recensioni

«Stile pesante e imperioso, una lettura prettamente invernale. E' difficile commentare un romanzo come questo, che mi ha tenuta impegnata per più di un mese e mi ha fatto chiudere diverse volte il libro e non riaprirlo per qualche giorno, perché avevo bisogno di riflettere, di distaccarmi un po', per le bombe che aveva fatto esplodere nella mia mente!
Il romanzo non ha una trama complessa, ricca di colpi di scena; alla fine gira tutto intorno a un quesito: cosa si prova ad avere una figlia che, nonostante l'ottima educazione avuta, diventa una terrorista? Dov'è stato l'errore dei genitori? Cosa hanno fatto di sbagliato? Hanno dato troppo amore? Si potevano capire le sue intenzioni? Si poteva evitare che si rendesse colpevole di un atto così deprecabile? Come bisogna educare una figlia che si oppone alle regole sociali e che manda tutto in frantumi e diventa l'opposto dei valori rappresentati dalla sua famiglia di origine?

Ma il romanzo è molto, molto di più. E' una denuncia alle guerre, ai luoghi comuni, alla banalità, alla superficialità.
Roth riesce ad aprirci la mente, a farci riflettere. A volte è anche pesante in queste sue riflessioni, digressioni, nell'aprire parentesi, divagare dala storia e parlare di altro per poi ritornare al punto. Ma tutto ha una logica, tutto è così profondo, ti spacca dentro, ti cambia.
Il protagonista, lo Svedese, visto da fuori, con lo sguardo superficiale dei vicini, ha una vita perfetta: è bellissimo, sportivo, benestante, con una vita di successi professionali, ha sposato miss New Jersey e ha una bella figlia.
Ma basta questo per essere felici? E soprattutto: è davvero così la sua vita anche vista dall'interno o è tutta apparenza? E' tutta una facciata?
»

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4.0Pastorale americana, 31-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di M. Esposito - leggi tutte le sue recensioni

«Ricordo che lo trovai scontato alla libreria dietro l'angolo. Sono sincero, lo reputo un gran libro, ma non un capolavoro. Forse per la mancanza di un vocabolario all'altezza degli altri grandi contemporanei della letteratura americana, forse per la spiccata tentazione a dilungarsi per rendere la storia appetibile al di là del contenuto. Certo, la società americana viene colpita impietosamente, dietro i suoi lustrini e il successo, ma alla fine si resta con l'idea di aver letto troppe pagine per una storia così. »

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5.0Capolavoro assoluto della narrativa mondiale, 22-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 5
di G. Urbani - leggi tutte le sue recensioni

«Il primo libro letto di roth e... Dopo averlo finito il grande problema da risolvere è cosa leggere dopo... Io ho incominciato a leggere tutto quello che ha scritto in precedenza e dopo, in verità con alterne valutazioni. Comunque, nella fattispecie, una famiglia ebrea, benestante, borghese, lui infallibile negli sport, negli studi, nell'azienda di famiglia, lei allevatrice e Miss New Jersey... Il ribaltamento della pastorale americana avviene in casa. Merry, figlia dello svedese e di Dawn, in nome della difesa del popolo vietnamito e contro la guerra mossa da un'America spietata e feroce, diventa una terrorista. Crolla allora il mito di un nucleo famigliare invidiato da tutti, agli occhi di tutti esempio di conformismo e puritanesimo. Restano numerosi punti di domanda a cui lo scrittore non dà cenno di risposta. Ti entrano dentro, ti sconquassano. Resti spiazzato dalle tante tematiche e dagli innummerevoli spunti di riflessione che Roth regala. Imperdibile. »

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5.0Pastorale americana, 24-02-2011
di M. Liccardo - leggi tutte le sue recensioni

«Poderoso. Grandioso. Conoscendone la fama, non si poteva non rimanere stupiti dalla sua ultima opera. Un affresco del sogno americano, dove si mescolano immigrazione, successo, integrazione e tutti i temi del benessere americano. Inoltre protestantesimo WASP (White Anglosaxon Protestant), cattolicesimo, ebraismo. E il grande tema della famiglia come luogo di tutti i conflitti. Alcune pagine sono veramente magistrali. »

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5.0Pastorale americana, 23-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di G. Morozzi - leggi tutte le sue recensioni

«Magnifico, come in tutte le sue altre produzioni. Qual è il vero volto dell'America? Cosa significa essere americani? In fondo cosa mancava ai Levov per essere felici? Tanti interrogativi, poche risposte... Perché c'è L'America devota all'inno e alla bandiera ma anche la rabbia delle contestazioni giovanili... C'è l'integrazione razziale ma anche odii e pregiudizi... E accanto al Sogno Americano una progressiva perdita di valori. E allora non deve stupirci che Seymour Levov, eroe americano per eccellenza (ricco, atletico, tollerante) finisca per essere sconfitto da se stesso, dai suoi affetti, dalle convinzioni su cui ha fondato la ricerca di una felice normalità.
Un libro maestoso e solenne, una piccola grande lezione di storia americana... Per scoprire un Paese capace di vera unità solo davanti al tacchino del Ringraziamento.
»

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4.0Pastorale american, 12-11-2010
di M. Guadagni - leggi tutte le sue recensioni

«Pastorale Americana a mio parere non è un libro facile, ho impiegato moltissimo tempo a leggerlo.
Il ritmo è lento, in alcuni punti molto ripetitivo, con descrizioni troppo lunghe, nonostante ciò, ho trovato in questa lettura molti spunti di riflessione. Roth fa un'analisi del cosiddetto sogno americano molto profonda, dando un'immagine dell'America di ieri e in fondo anche di oggi... perfetto è il racconto di come all'improvviso una famiglia venga distrutta da un evento tanto grave quanto imprevedibile, di come dietro ad una facciata di serenità e benessere si nascondano incomprensioni, rabbia, sofferenza.
La figura dello "svedese" a volte mi ha fatto innervosire nel suo essere sempre lucido, controllato e razionale, però pagina dopo pagina ho cominciato a provare tenerezza per quest'uomo a cui il destino sembrava aver riservato una vita da sogno ed invece....
»

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5.0Pastorale americana, 05-11-2010
di M. Ferro - leggi tutte le sue recensioni

«In qualche modo avvicinabile a "Le correzioni" di Franzen: un affresco impietoso della società e della famiglia americane.
L'americano "giusto", grande lavoratore, di sani principi, fedele alle tradizioni, che si è fatto da sè, vede tutto ciò in cui crede distrutto e oltraggiato dalla figlia adolescente che diventa terrorista nel periodo della guerra del Vietnam.
Sempre scritto con rigore e lucidità estremi non "commuove" nel senso banale del termine, ma coinvolge e suscita mille interrogativi.
»

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5.0Tra ironia e riflessioni, la Storia, 21-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Libro consigliato a chi la storia la vuole capire e non solo vivere. Niente è lasciato al caso in questo splendido libro di Roth, attraverso la vita de Lo svedese si vede infatti quella dell'America del boom economico, dell'immigrazione, delle contestazioni alla guerra il tutto attraverso la voce narrante di uno Zuckermann in splendida forma.»

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2.0Dramma di una famiglia, 12-10-2010
di C. Recanati - leggi tutte le sue recensioni

«Sono stata tentata di abbandonare il libro più volte.
Inizio a pensare che la scrittura di Roth mi sembra più adatta alla misura del romanzo breve.
Per carità Roth scrive bene, ma l'ho trovato spesso noioso.
Per il resto il libro tratta un impietoso ritratto dell'america, dove è chiaro che "la perfezione a tutti i costi non paga".
Insomma questo libro non fa per me, mi ha lasciata con un senso di vuoto e con tante domande e curiosità senza risposta.
»

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3.0Il romanzo dell'americano medio!, 19-09-2010
di P. Seghieri - leggi tutte le sue recensioni

«Uno sguardo critico nei confronti della guerra in Vietnam e della società americana,dei suoi conformismi e della sua falsa moralità. Questo è "Pastorale americana",un romanzo di Philip Roth visto con gli occhi di una famiglia americana come tante. Una buona lettura.»

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5.0Patorale americana, 02-09-2010
di G. Fiorito - leggi tutte le sue recensioni

«Denso ma scorrevole, strabiliante, da leggere su mille piani diversi. Aperto e finito senza riuscire praticamente a posarlo. Un'epopea.
»

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3.0Pastorale americana, 29-08-2010
di G. Mineo - leggi tutte le sue recensioni

«Non mi ha entusiasmato.
Ben scritto e sviluppato, dagli intenti chiari, ma la base sulla quale è costruito non mi ha convinto.
Lo Svedese è una brava persona, meritevole di ogni lode, senza pecche.Ma la sua vita precipita non appena la figlia raggiunge l’adolescenza, dato che quest’ultima scappa di casa e inizia a commettere crimini in nome di ideali politici.
Ora, a me questa scelta è parsa molto poco indovinata, poteva andar bene per un racconto breve, ma costruirci su 400 pagine mi è sembrato eccessivo, Roth non fa che ripetersi anche quando descrive le altre cose spiacevoli che accadono al protagonista, tutte derivanti da quel singolo evento.Col risultato opposto a quello voluto(che immagino fosse d’amplificazione), tanto che nella parte terza proprio andavo avanti solo per inerzia, dato che per me il romanzo poteva considerarsi concluso un bel po’ prima. Ma non è solo questo, tutta la situazione mi è sembrata caricata, poco credibile il personaggio della figlia che impazzisce così a 16 anni, come anche Rita, quasi surreale, per quanto inquietante. Assolutamente non accettabile il comportamento dello Svedese, un’inettitudine fuori dal mondo, e stanca la descrizione di tutti gli altri personaggi, esclusi il padre e il fratello Jerry, ben riusciti e con una ragion d’essere.
Peccato perché la prima parte, quella in prima persona, mi era piaciuta molto, ho apprezzato l’ambientazione e la sapiente trattazione di essa e delle sue tradizioni, e la storia dello Svedese, se fondata su altro o in altro modo, mi avrebbe potuto trasmettere meglio ciò che era nelle intenzioni dell’autore(che comunque è arrivato, ma non ha scosso la mia sensibilità, ecco).
»

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