Pastorale americana

Pastorale americana

3.5

di Philip Roth


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Descrizione

Nei suoi libri Philip Roth ha spesso descritto il bisogno negativo che l'uomo ha di distruggere, sfidare, contrastare, lacerare. In questo ultimo lavoro concentra la sua forza narrativa sull'energia contraria, sullo spasmodico desiderio di una vita normale: "Pastorale americana" è un libro sull'amore e sull'odio per l'America, sul desiderio di appartenere a un sogno di pace, prosperità e ordine, e sul rifiuto dell'ipocrisia e della falsità celate in quello stesso sogno.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 21 recensioni)

4.0Un affresco americano, 13-10-2016
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Un libro complesso, difficile, ma molto affascinante che tocca molteplici argomenti: dalla famiglia all'educazione religiosa, dalla condanna della politica bellica al sogno americano, il tutto scritto con una prosa scorrevole, ma che reclama un'alta concentrazione. Onestamente il finale mi ha lasciato un po' perplesso, ma in generale un ottimo esempio di letteratura. Tra pochissimo uscirà il film e sono curioso di vedere come il regista potrà mettere sullo schermo una sceneggiatura così difficile.
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1.0Pretenzioso romanzetto, 27-01-2014
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Non basta il giudizio di un certo Baricco a farne un grande romanzo: è tutt'altro. Un romanzetto costruito con una scittura banale, con una trama per niente avvincente. La noia regna sovrana, e io ho faticato a terminarlo. Leggendo recensioni osannnati dei romanzi di Roth, ho provato a leggerne alcuni, ma a stento sono arrivato a terminarli.
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5.0Capolavoro di un maestro, 27-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Uno dei capolavori degli anni '90 della narrativa americana, questo libro di Roth - vincitore del premio Pulitzer - è un inno alla scrittura imperiosa ma non ardua, un miscuglio di stile elevato e armonia narrativa. La storia è poco o nulla, ma ciò che importa è il contorno, le sensazioni, il rifiuto della guerra e del disagio sociale.
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2.0Brutto e noioso, 17-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 4
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Ho fatto fatica a leggere questo libro di Roth, odsannato dalla critica e da tanti lettori come un capolavoro.
Roth scrive bene. E' capace di ricreare delle immagine crude e reali. In questo senso, Le ultime pagine - con il dialogo tra padre e figlia - valgono il rpezzo del libro. Ma in questo libro c'è un limite evidente: il personaggio principale che, ribattezzato lo Svedese, appare come un babbeo di campagna, tanto abile nello sport quanto inutile nel resto della sua vita.
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5.0Immenso, 03-05-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Non c'è molto da dire su questo romanzo che, a mio parere, rasenta la perfezione se non arriva proprio a toccarla; e non è un modo di dire: la prosa utilizzata da Roth non stona in alcun punto e anche quando sembra dilungarsi troppo non annoia mai il lettore. La trama è veramente scarna, ma la grandiosità dell'autore sta proprio nell'essere capace di crearci attorno un capolavoro, senza se e senza ma.
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1.0Pastorale americana, 28-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Considerato da molti un capolavoro, per me è stata un'autentica delusione. Una lettura divenuta ben presto noiosa, con pagine e pagine stracolme di ripetizioni, dove il medesimo concetto viene spiegato e rivisto decine di volte. I personaggi sono ripiegati su loro stessi perdono consistenza appena conosciuti, non si riescono ad amare, non appassionano. Un libro freddo come granito, troppo lungo, veramente brutto.
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2.0Vado controcorrente, 27-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Questo libro non è riuscito a emozionarmi, né per la storia - che pur aveva in sé infinite potenzialità - né per la caratterizzazione dei personaggi che viene veramente messa a nudo solo nelle ultime cinquanta pagine dopo innumerevoli divagazioni inutili e fuorvianti disseminate nel romanzo. Sono consapevole che è uno dei libri più apprezzati di Roth e Roth è uno scrittore apprezzatissimo... Eppure io non sono riuscita a continuarlo.
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3.0Da leggere con pazienza. , 01-03-2012
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Non lo reputo un capolavoro, forse per i termini usati troppo pesanti e troppo vecchi per una giovane come me. Ma è un romanzo molto bello, i personaggi ben caratterizzati che quasi sembra che siano persone comuni. A momenti nel libro ci si riconosce nella scena o si riconosce una persona. Purtroppo però tutti questi contenuti, descritti davvero con grande bravura, a volte rallenta la narrazione.
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4.0Pastorale americana, 03-04-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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Stile pesante e imperioso, una lettura prettamente invernale. E' difficile commentare un romanzo come questo, che mi ha tenuta impegnata per più di un mese e mi ha fatto chiudere diverse volte il libro e non riaprirlo per qualche giorno, perché avevo bisogno di riflettere, di distaccarmi un po', per le bombe che aveva fatto esplodere nella mia mente!
Il romanzo non ha una trama complessa, ricca di colpi di scena; alla fine gira tutto intorno a un quesito: cosa si prova ad avere una figlia che, nonostante l'ottima educazione avuta, diventa una terrorista? Dov'è stato l'errore dei genitori? Cosa hanno fatto di sbagliato? Hanno dato troppo amore? Si potevano capire le sue intenzioni? Si poteva evitare che si rendesse colpevole di un atto così deprecabile? Come bisogna educare una figlia che si oppone alle regole sociali e che manda tutto in frantumi e diventa l'opposto dei valori rappresentati dalla sua famiglia di origine?

Ma il romanzo è molto, molto di più. E' una denuncia alle guerre, ai luoghi comuni, alla banalità, alla superficialità.
Roth riesce ad aprirci la mente, a farci riflettere. A volte è anche pesante in queste sue riflessioni, digressioni, nell'aprire parentesi, divagare dala storia e parlare di altro per poi ritornare al punto. Ma tutto ha una logica, tutto è così profondo, ti spacca dentro, ti cambia.
Il protagonista, lo Svedese, visto da fuori, con lo sguardo superficiale dei vicini, ha una vita perfetta: è bellissimo, sportivo, benestante, con una vita di successi professionali, ha sposato miss New Jersey e ha una bella figlia.
Ma basta questo per essere felici? E soprattutto: è davvero così la sua vita anche vista dall'interno o è tutta apparenza? E' tutta una facciata?
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4.0Pastorale americana, 31-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Ricordo che lo trovai scontato alla libreria dietro l'angolo. Sono sincero, lo reputo un gran libro, ma non un capolavoro. Forse per la mancanza di un vocabolario all'altezza degli altri grandi contemporanei della letteratura americana, forse per la spiccata tentazione a dilungarsi per rendere la storia appetibile al di là del contenuto. Certo, la società americana viene colpita impietosamente, dietro i suoi lustrini e il successo, ma alla fine si resta con l'idea di aver letto troppe pagine per una storia così.
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5.0Capolavoro assoluto della narrativa mondiale, 22-03-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 7
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Il primo libro letto di roth e... Dopo averlo finito il grande problema da risolvere è cosa leggere dopo... Io ho incominciato a leggere tutto quello che ha scritto in precedenza e dopo, in verità con alterne valutazioni. Comunque, nella fattispecie, una famiglia ebrea, benestante, borghese, lui infallibile negli sport, negli studi, nell'azienda di famiglia, lei allevatrice e Miss New Jersey... Il ribaltamento della pastorale americana avviene in casa. Merry, figlia dello svedese e di Dawn, in nome della difesa del popolo vietnamito e contro la guerra mossa da un'America spietata e feroce, diventa una terrorista. Crolla allora il mito di un nucleo famigliare invidiato da tutti, agli occhi di tutti esempio di conformismo e puritanesimo. Restano numerosi punti di domanda a cui lo scrittore non dà cenno di risposta. Ti entrano dentro, ti sconquassano. Resti spiazzato dalle tante tematiche e dagli innummerevoli spunti di riflessione che Roth regala. Imperdibile.
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5.0Pastorale americana, 24-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Poderoso. Grandioso. Conoscendone la fama, non si poteva non rimanere stupiti dalla sua ultima opera. Un affresco del sogno americano, dove si mescolano immigrazione, successo, integrazione e tutti i temi del benessere americano. Inoltre protestantesimo WASP (White Anglosaxon Protestant), cattolicesimo, ebraismo. E il grande tema della famiglia come luogo di tutti i conflitti. Alcune pagine sono veramente magistrali.
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