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Paralleli e paradossi. Pensieri sulla musica, la politica e la società

Paralleli e paradossi. Pensieri sulla musica, la politica e la società

di Daniel Barenboim, Edward W. Said


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Descrizione

Persino la più astratta delle arti si vena di risonanze politiche quando a parlarne sono un intellettuale di origine palestinese e un figlio della diaspora ebraica. Il critico e il direttore d'orchestra usano la metafora della musica per confrontarsi sul significato civile dell'arte, sul valore formativo dell'ascolto dei grandi compositori, sui parallelismi tra arte del suono e arte della parola. Dall'intreccio di riflessioni del musicista dilettante e del musicista di fama internazionale prende forma una visione complessa dell'universo sonoro. Luogo irreale ed effimero che si anima per la breve durata delle note, la musica vive sospesa tra due dimensioni: soggetta alle regole della fisica, costruita su precisi rapporti matematici, è al tempo stesso capace di esprimere sentimenti e ideali con un'intensità che l'immagine e la parola raramente attingono. Il tentativo di venire a capo di questo paradosso è l'occasione per riflettere sul significato politico dell'opera di Beethoven, sulla lezione di Furtwängler, sul magistero di Toscanini, sulle difficoltà morali di un direttore d'orchestra ebreo innamorato di Wagner. Proprio la scelta di Barenboim di dirigere le opere wagneriane a Bayreuth, il tempio della musica ariana, diventa l'esempio di come l'arte abbia il potere di superar odi e divisioni, e che uno dei suoi compiti è indicare ai popoli un futuro di convivenza possibile. Questa edizione è arricchita da uno scritto di Claudio Abbado.

In sintesi

Persino la più astratta delle arti assume una dimensione politica quando a parlarne sono un intellettuale di origine palestinese e un figlio della diaspora ebraica. Tanto più se il dialogo ha per protagonisti Edward Said e Daniel Barenboim, che al conflitto arabo-israeliano hanno dedicato un'attenzione costante e appassionata. Paralleli e paradossi è frutto di un prolungato scambio, interrotto dalla morte di Said nel 2003. Il critico e il direttore d'orchestra usano la musica per confrontarsi sul significato civile dell'arte, sul valore formativo dell'ascolto dei grandi compositori, sulle difficoltà dell'interpretazione, sui parallelismi tra arte del suono e arte della parola.

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5.0La coesistenza pacifica dei contrari., 16-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di I. Ricotta - leggi tutte le sue recensioni

Simposio musical-cultural-politico tra Daniel Baremboi, Edward Said e Ara Guzelimian in cui la musica diventa cornice per un discorso storico-politico di inaudita profondità.
Lo stile ha la leggerezza di un dialogo tra amici quasi a mo' dei trattati umanistico-rinascimentali in cui il confronto con l'altro è stimolo e arricchimento.
In cui la prova della possibilità della pace medio-orientale è tangibile palpabile in un discorso di paralleli e paradossi che come nelle partiture contrappuntistiche di Bach o di Beethoven per approdare al Tristano e Isotta gli opposti coesistono in amene armonie.
La musica quadratura del cerchi apre spiragli desueti cenacolo filosofico in cui si dimostra come la comprensione per altro passa per paralleli e paradossi ma come per la musica il dialogo nasce dall'ascolto dell'altro, un ascolto attento, silenzioso e partecipe dove alla fine le ragioni dell'altro coesistono con le proprie.
Dove la dissonanza crea il movimento che si dispiega in armonia.


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