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Una pantera in cantina

Una pantera in cantina

di Amos Oz

4.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Traduttore: Loewenthal E.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2010
  • EAN: 9788807721854
  • ISBN: 8807721856
  • Pagine: 147
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
Gerusalemme 1947: mentre gli eventi storici incalzano, un ragazzino ebreo di dodici anni vive un momento di grande significato nella sua vita. Ora che è adulto lo racconta. Dopo l'Olocausto, quando si rafforza il movimento clandestino per la nascita dello stato di Israele, anche lui ha fondato con un paio di amici una società segreta con l'obiettivo di combattere gli inglesi, che occupano la Palestina, rivendicando il diritto a una patria dopo tanta sofferenza. Lui è soprannominato Profi, abbreviazione di professore, perché è molto intelligente, ha una cultura enciclopedica, ama studiare le parole e leggere. Di carattere è comunque socievole e vivace, si considera coraggioso come una pantera e gode della simpatia dei compagni di gioco e di cospirazione. Almeno fino al giorno in cui non fa amicizia con il nemico, un sergente inglese che gli insegna la sua lingua in cambio di lezioni di ebraico. Da quel momento agli occhi degli altri diventa un vile traditore, e come tale va punito nonostante la sua pretesa di innocenza. "Una pantera in cantina" racconta una piccola grande storia di emozioni e sentimenti adolescenti, un'avventura di amicizia e di crescita, che pone domande incalzanti sulla colpa e sulla fiducia, in un contesto storico di epocali stravolgimenti. Profi è infatti testimone di fatti più grandi di lui, ma ci consente di coglierne appieno gli effetti sulle relazioni umane grazie al suo sguardo ancora candido, alla sua sensibilità intatta.

Note su Amos Oz

Amos Oz è lo pseudonimo utilizzato da Amos Klausner, nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939. Figlio di Yehuda Arieh Klausner e Fania Mussman, i genitori erano immigrati sionisti dell'Europa Orientale. Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni e poi proseguì la sua formazione scolastica presso la scuola ebraica di Rehavia. La madre di Amos si suicidò quando lui aveva dodici anni. A quindici anni, in contrasto con il padre, entrò in un kibbutz, dove venne adottato dalla famiglia Huldai. Qui cambiò il suo cognome in Oz, che in ebraico significa forza. Ha svolto il servizio militare nell’esercito israeliano negli anni Cinquanta e ha partecipato alla guerra dei sei giorni e alla guerra del Kippur. Dopo il servizio militare, ha studiato Filosofia e Letteratura ebraica presso l’Università ebraica di Gerusalemme. Sposato con Nily, la coppia, dopo aver lavorato nel kibbutz, nel 1986 si trasferì ad Arad a causa dell’asma di Daniel, loro figlio. Ha iniziato a lavorare come giornalista durante il soggiorno nel kibbutz, mentre a esordito nella narrativa nel 1965, con la raccolta di racconti “La terra dello sciacallo”. Il suo primo romanzo, “Elsewhere, perhaps”, è stato pubblicato l’anno successivo. Autore di numerosi saggi e romanzi, Amos Oz lavora anche come giornalista e come docente di letteratura presso l’Università Ben Gurion del Negev.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)

4.0Il piccolo Oz, 28-06-2013, ritenuta utile da 47 utenti su 88
di - leggi tutte le sue recensioni
Per chi ha letto "Un storia di amore e di tenebra" questo libro di Oz è come una specie di costola del libro più grande. Il bambino è lo stesso, con qualche piccola variante, giusto perché in questo caso l'io infantile ha margini cronologicamente più limitati.
Insomma, come mettersi nei panni di un bimbo ebreo che coltiva una forma di amore-odio per gli occupanti inglesi del tempo. Un testo molto raccomandabile, per la sua poesia intrinseca, anche per capire vieppiù i conflitti che insanguinano la Palestina e che sembrano non dover mai cessare, mai cambiare.
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5.0Una pantera in cantina, 09-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Malinconico.
Come una storia per bambini che però leggono gli adulti.
Questo è il registro perfetto del mio amato Oz: la lingua del bambino, gli occhi del bambino, il suo Israele visto da laggiù.
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