Palazzo Yacoubian

Palazzo Yacoubian

3.5

di 'Ala Al-Aswani


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Descrizione

Costruito negli anni trenta da un miliardario armeno, Palazzo Yacoubian contiene in sé tutto ciò che l'Egitto era ed è diventato da quando l'edificio è sorto in uno dei viali del centro. Dal devoto e ortodosso figlio del portiere, che vuole entrare in polizia ma che finirà invece a ingrossare le già folte milizie islamiste, alla sua fidanzata, vittima delle angherie dei padroni; dai poveri che vivono sul tetto dell'edificio e sognano una vita più agiata al gaudente signore aristocratico poco timorato di Dio e nostalgico dei tempi di re Faruk che indulge in piaceri assolutamente terreni; dall'intellettuale gay con la passione per gli uomini nubiani, che vive i suoi amori proibiti neanche troppo clandestinamente, all'uomo d'affari senza scrupoli del pianterreno che vuole entrare in politica. Ciascuno di questi personaggi si ritroverà a compiere delle scelte: quale ne sia l'esito, sarà il lettore a deciderlo. Ognuno interpreta una sfaccettatura del moderno Egitto dove la corruzione politica, una certa ricchezza di dubbia origine e l'ipocrisia religiosa sono alleati naturali dell'arroganza dei potenti, dove l'idealismo giovanile si trasforma rapidamente in estremismo e dove ancora prevale un'immagine antiquata della società. Campeggia in questo romanzo la denuncia dei costumi inquinati, della politica egiziana e dei movimenti islamisti, una denuncia tanto cara ad al-Aswani che oggi è uno degli esponenti di punta del movimento di opposizione Kifaya.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 7 recensioni)

4.0L'universo egiziano, 27-05-2012
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Un frammento di egitto visto attraverso lo sguardodegli abitanti di un palazzo. Un palazzo qualunque, come ce ne sono tanti in giro e, come in ogni palazzo, i personaggi che vi si abitano sono i più disparati. Un ottimo romanzo scritto da un autore egiziano il quale, desidera raccontare la realtà del suo paese, senza per questo voler fornire delle risposte "universali" ai guai che lo affliggono.
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3.0Palazzo Yacoubian, 09-08-2011
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Dicono che sia un bestseller in Arabia, io l'ho trovato divertente e non molto di più, la saga degli abitanti di un palazzo costruito al Cairo negli anni trenta. Storie parallele, vite che scorrono una accanto all'altra senza mai incrociarsi. Un palazzo che contiene in sé tutto ciò che l'Egitto era ed è diventato. Oltre ai numerosi protagonisti, in questo romanzo campeggia la denuncia della società, della politica egiziana e dei movimenti islamisti. Beh, questo palazzo non fa sorridere, né è un libro "facile". Pieno di citazioni (implicite ed esplicite) ai guasti dell'arabismo. Contro le sue (e nostre) ipocrisie. Pamphlet più che romanzo. Triste e senza speranza. Per chi ha in mente Il Cairo, poi, un bel viaggio nella memoria (con piazza Tala' Harb su tutte: ma perché non cita la mitica libreria?).
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2.0Palazzo Yacoubian, 22-07-2011
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Si dice in giro che questo breve romanzo sia un capolavoro della nuova letteratura araba... Che dire, niente di che, la scrittura lascia un po a desiderare e sembra un vicolo del mortaio riveduto e corretto in tono molto minore. Ricco di luoghi comuni e ripetizioni (i seni sono sempre palpitanti, i glutei morbidi e la figura armoniosa) indaga a modo suo la societa cairota ed egiziana. Un po troppo sbrigativo il finale. Sono contento di averlo letto cosi mi sono tolto la curiosita, non so se ne leggero altri di al aswani.
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4.0Affresco dell'Egitto, 15-02-2011
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Non conoscendo a fondo la situazione dell'Egitto ho apprezzato molto questo libro, che con un andamento scorrevole riesce a evidenziare le innumerevoli sfaccettature di questa società: il regime travestito da democrazie; la corruzione dei potenti e la povertà estrema del resto della popolazione, costretta a inventarsi mille strade (anche umilianti) per sopravvivere; l'Islam che si trova ovunque nella vita quotidiana, a volte vissuto con spirito autentico ma molto spesso usato come paravento per giustificare i propri comportamenti; l'impotenza di chi cerca di scalare la scala sociale grazie alle proprie forze ma viene respinto da un sistema chiuso dove la logica del denaro domina quella del merito, impotenza che genera ribellzione, la quale porta alla repressione, e di conseguenza ad ancora più ribellione, in un circolo chiuso che sembra impossibile spezzare.
Come uscire da una società di questo tipo? Ci sono due soluzioni: o fuggire all'estero portandosi dietro l'odio per il proprio paese, oppure, come dimostrano i fatti di questi giorni, scatenare la rabbia repressa e provare a fare la rivoluzione.
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4.0Palazzo Yacoubian, 19-11-2010
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Un caleidoscopio di personaggi raccontati con amara ironia e divertimento in un Egitto più complesso e meno stereotipato di come ci immaginiamo.
Da leggere!
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4.0Palazzo Yacoubian, 01-10-2010
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dicono: è l'erede di Mafuz. Ma con tutta la mia ammirazione per il grande vecchio trovo questo scrittore egiziano più vicino alla sensibilità contemporanea.
Il racconto è un ritratto amarissimo della società egiziana di oggi in cui sembra che l'ingiustizia sia l'unico carburante a fare muovere la macchina.
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3.0l'Egitto così vicino così lontano, 17-09-2010
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Un libro che scorre via rapido con un film, anche se il film non è all'altezza. Ho trovato spassoso e divertente il carosello di personaggi, storie e vite parallele che non s'incrociano quasi mai pur entrando, uscendo o solo passando davanti a questo fatidico palazzo. Il libro è semplice e intenso, come il sesso che si consuma, si vive, si enfatizza e si stempera tra whisky e té di una El Cairo anni Novanta, carica di tensioni politico-sociali.
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