€ 8.07€ 9.50
    Risparmi: € 1.43 (15%)
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativiMetti nel carrello
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€sopra i 24 euro!Scopri come
Nel paese delle ultime cose

Nel paese delle ultime cose

di Paul Auster

3.5

Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Immaginate un posto dove le persone (la nonna, il droghiere, il vicino di casa) e gli oggetti (le auto, lo spazzolino, la caffettiera, la gomma da cancellare) sono a rischio di estinzione. Una mattina ti alzi e non c'è più il postino o lo schiaccianoci. E non solo il tuo, ma quello di tutti. Qualsiasi rimasuglio diventa allora l'oggetto più prezioso del mondo, soprattutto per i "cacciatori di oggetti", persone in grado di uccidere per accaparrarsi, che so, un mozzicone di matita. La prima edizione italiana di questo romanzo è stata pubblicata nel 1996 da Guanda.

Note su Paul Auster

Paul Auster è nato da una famiglia ebrea di origini polacche a Newark, nello Stato americano del New Jersey, il 3 febbraio 1947. Suo padre, Samuel Auster, era proprietario di alcuni edifici di Jersey City. Sua madre aveva circa 13 anni in meno del marito. Il loro, fin dai primi giorni, non è stato un matrimonio felice. Paul Auster è cresciuto a Newark, assieme alla sorella, più piccola di lui di circa tre anni e affetta da forme di squilibrio mentale. La situazione famigliare ha segnato la vita di Paul Auster, come rivela lui stesso nel suo memoir dal titolo “Hand to Mouth” (1997). Paul inizia a nutrire una forte passione per la letteratura fin da giovane. Dopo le scuole superiori, inizia a viaggiare per l’Europa, visitando l’Italia, la Spagna, Parigi e Dublino, la città di James Joyce. Tornato negli Stati Uniti, si iscrive alla Columbia University. Nel 1966 conosce la scrittrice Lydia Davis, con la quale si sposerà il 6 ottobre 1974 e da cui avrà un figlio. Nel 1969, dopo aver conseguito la laurea, si imbarca su una petroliera e viaggerà per un anno. Poi è di nuovo in Francia, dove resta per tre anni, dal 1971 al 1974. Tornato negli Stati uniti, pubblica due volumi di versi: “Unhearth” e “Wall Writing”. Il suo primo romanzo è del 1979, “L’invenzione della solitudine”, un romanzo autobiografico incentrato sul suo rapporto con il padre, deceduto poco tempo prima. Nel 1985 ottiene il successo a livello internazionale con la trilogia di New York composta da “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La stanza chiusa”. Da questo momento in poi, scriverà altri numerosi romanzi e alcune sceneggiature per il cinema. Dopo aver divorziato dalla Davis, nel 1981 si è sposato con la scrittrice Siri Hustvedt, da cui avrà una figlia, Sophie.
 

Acquistali insieme:

Gli utenti che comprano Nel paese delle ultime cose acquistano anche La casa del silenzio di Orhan Pamuk € 11.05
Nel paese delle ultime cose
aggiungi
La casa del silenzio
aggiungi
€ 19.12

Prodotti correlati:

I libri più venduti di Paul Auster:


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 6 recensioni)

4.0Il mondo si consuma, 28-04-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Molto interessante, non è niente di cinico o tragico, è solo la storia di una donna che si trova in un mondo futuro immaginato come una landa di miseria e disperazione, una società delle 'ultime cose' dove tutto sta per terminare, dagli oggetti ai pensieri, tutto prima o poi diventa cenere e la gente ha rinunciato alla volontà di creare cose nuove, siano esse pensieri o cose.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Originale, 10-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Splendida ricostruzione di uno scenario post-apocalittico quella di Auster, il quale è sempre impeccabile nello stile. Questa volta, a mio parere ha superato se stesso, tessendo un intreccio davvero ben congegnato, che lascia ben poco spazio alla speranza. Interessanti sono infatti gli spunti di riflessione che emergono dal romanzo, i quali però è preferibile lasciarli alla lettura del libro.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
2.0Scritto bene ma troppo fosco., 19-12-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Non c'è nessuna speranza per il genere umano in questo racconto, la Città spegne e annienta qualsiasi spiraglio di positività. Auster è bravissimo a creare uno stato d'animo nel lettore così fosco e tetro da non lasciare scampo, proprio come i personaggi del romanzo; è stata dura leggere questo libro, asfissiante. La descrizione del carattere dei personaggi decadenti e decrepiti è molto ben dafinita e fin troppo reale, ci si immedesima nella vita di un comune clochard. Per riassumerlo in una parola direi... Opprimente.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Nel paese delle ultime cose, 06-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
"Nel paese delle piccole cose" è un libro denso, per questo la lettura avanza in modo lento. Ho detto denso, non pesante: "Nel paese delle piccole cose" non è un libro da divorare, ma da assaporare. Bisogna fermarsi ogni due o tre righe e riflettere su quello che si è letto, sulle probabilità che questo futuro utopico diventi un giorno la realtà. Ma "Nel paese delle piccole cose", più che un libro su un futuro possibile, è soprattutto la metafora di un presente certo, metafora che ci porta verso un finale apparentemente positivo dove un inaspettato slancio di speranza sembra in realtà suggerirci l'ennesimo fallimento dell'umanità.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Nel paese delle ultime cose, 01-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
La partenza mi è parsa lenta e le prime pagine le ho lette con un po' di fatica.
Poi il ritmo si è alzato e la storia è diventata interessante ed intrigante.
Favolosi "i Sorridenti".
Auster ci sa proprio fare con la penna in mano.
La lettera che Anna Blume scrive ad un amico è il frutto di una mente geniale, che va dritta al sodo percorrendo strade non comuni.
Consigliato.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Nel paese delle ultime cose, 07-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Anna parte alla ricerca del fratello giornalista, e si reca nel luogo dove è scomparso: una città dove tutto è caos, dove i cadaveri abbondano tanto da essere il combustibile primario, dove i beni più preziosi sono rappresentati da scarpe e abiti non ancora del tutto da buttare, dove si finisce per non pensare più a particolari oggetti, che questi vengono considerati miti(l'aereo, ad esempio).
Insomma un ambiente tipicamente postapocalittico, tutto raccontato in una lunga lettera che Anna scrive a un amico.
Non è affatto male, stile ricco e che ti incatena alla poltrona, analogie col nostro presente ben evidenti.Segue un impostazione un po' da fiaba(protagonista incontra un personaggio particolare, si stabilisce in un ambiente, evento disturbante, nuovo incontro ecc)ed è forse questo che lo penalizza un po': troppo breve, sembra di leggere solo un capitolo di ciò che potrebbe essere un gran bel romanzo.
Ritieni utile questa recensione? SI NO