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Il paese delle meraviglie

Il paese delle meraviglie

di Giuseppe Culicchia

1.0

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Attila e Zazzi hanno quattordici anni e sono amici per la pelle. A prima vista non si direbbe. Sono diversi in tutto: il carattere, le famiglie d'origine, il loro sguardo sul mondo. Attila è un Charlie Brown che sogna spesso a occhi aperti, con un padre assente, una madre bigotta, una sorella che se n'è andata a Milano e un nonno anarchico un po' bizzarro ma con qualche lampo di saggezza. Francesco Zazzi detto Franz invece è sguaiato, aggressivo, dichiaratamente fascista, incontrollabile negli slanci che punteggiano le sue giornate, sempre sopra le righe ma anche profondamente libero. A unire i due ragazzi c'è solo un'amicizia profonda e indissolubile, di quelle che possono nascere solo a quell'età.

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Voto medio del prodotto:  1.0 (1 di 5 su 1 recensione)

1.0Il paese delle meraviglie, 20-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Ci provo ma non riesco da trovare una singola qualità per questo obbrobbrio. Il problema é che Culicchia sa scrivere, ha una voce semplice ma fresca, se ha voglia di scrivere un romanzo sull'adolescenza e la fine della scuola e i primi amori, mica se ne deve vergognare. Perché qui la sensazione é che se ne sia un p vergognato, e abbia deciso di truccarlo da romanzo diciamo storico, ambientandolo in un 1977 totalmente posticcio e pretestuoso (perché si capisce che invece i personaggi non parlano e non pensano da 1977, ma diciamo da iniziomet anni ottanta). E da qui -seppur con un inizio che mi aveva fatto sperare- nascono tutti i problemi del libro. Personaggi che diventano pian piano stereotipati (in quanto costretti a vivere una realt che non é la loro), la "sorpresa" finale sulla sorella (secondo me telefonatissima), lo scrittore che perde il ritmo e le idee ed é costretto a trovatine misere tipo la ripetizione del capitolo sulle assemblee di istituto etc. Un peccato. Ripeto Culicchia possiede una qualit di scrittura semplice e fresca, e secondo me uno sguardo autentico su giovent, adolescenza, genitori e temi ivi correlati: é un peccato che invece di valorizzarlo, se ne senta in colpa, e si carichi di ambizioni superiori alle (o differenti dalle) sue vere qualit.
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