Una pace perfetta

Una pace perfetta

4.5

di Amos Oz


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Descrizione

Kibbutz Granot. È un inverno piovoso, interminabile. Il buio cala presto, fa freddo e solo il calore dentro le case è capace di consolare. Yoni e Rimona sono due giovani sposi malinconici: lei sogna i figli che non ha avuto, lui il deserto, la fuga. Hava e Yolek invece rimuginano su vecchi rancori e nuove delusioni. Bolognesi, un ex detenuto graziato, un tipo strano ma con delle mani d'oro, lavora a maglia e borbotta frasi incomprensibili. Poi, nell'ennesima sera di pioggia, fa la sua comparsa Azariah, un ragazzo tutto ingenuità ed entusiasmo. Da quella sera, le cose a poco a poco cambiano. Ciascuno sembra andare progressivamente verso il proprio destino. E forse smetterà di piovere. Ambientato alla vigilia della Guerra dei Sei Giorni, nel 1967, "Una pace perfetta" incastona la vita di un kibbntz nella storia d'Israele e nel presente.

Note sull'autore

Amos Oz è lo pseudonimo utilizzato da Amos Klausner, nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939. Figlio di Yehuda Arieh Klausner e Fania Mussman, i genitori erano immigrati sionisti dell'Europa Orientale. Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni e poi proseguì la sua formazione scolastica presso la scuola ebraica di Rehavia. La madre di Amos si suicidò quando lui aveva dodici anni. A quindici anni, in contrasto con il padre, entrò in un kibbutz, dove venne adottato dalla famiglia Huldai. Qui cambiò il suo cognome in Oz, che in ebraico significa forza. Ha svolto il servizio militare nell’esercito israeliano negli anni Cinquanta e ha partecipato alla guerra dei sei giorni e alla guerra del Kippur. Dopo il servizio militare, ha studiato Filosofia e Letteratura ebraica presso l’Università ebraica di Gerusalemme. Sposato con Nily, la coppia, dopo aver lavorato nel kibbutz, nel 1986 si trasferì ad Arad a causa dell’asma di Daniel, loro figlio. Ha iniziato a lavorare come giornalista durante il soggiorno nel kibbutz, mentre a esordito nella narrativa nel 1965, con la raccolta di racconti “La terra dello sciacallo”. Il suo primo romanzo, “Elsewhere, perhaps”, è stato pubblicato l’anno successivo. Autore di numerosi saggi e romanzi, Amos Oz lavora anche come giornalista e come docente di letteratura presso l’Università Ben Gurion del Negev.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 4 recensioni)

4.0Un romanzo di "formazione", 10-03-2012
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Se amate Oz leggetelo assolutamente. Se non lo lo amate, beh, leggetelo lo stesso: magari inizierete a cambiare idea. Descrive una parte di vita israeliana, una delle molte facce del paese, quella della vita di un kibbutz, sul finire degli anni '60, e lo fa con la sua solita maestria di colori, di personaggi, di umori. Un kibbutz che non è solo felicità e vita bucolica (come per Azariah) , ma che per alcuni è invece soffocante, come per Yonathan, che deve allontanarsene per trovare le risposte giuste, o forse per ricercare almeno le domande.
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4.0Una pace perfetta, 14-05-2011
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Poesia pura spira attraverso queste pagine. Inesorabile flusso di coscienza ove debordano allergie, speranze frustrate, illusioni perdute e lucide premonizioni. Ambientato a ridosso della Guerra dei sei giorni sembra scritto oggi. Eshkol, arrivato in Eretz Israel negli anni venti e primo ministro, lamenta che i generali hanno sempre e solo una risposta: sparare. A sua volta Yolek confessa il fallimento: abbiamo allevato una generazione di barbari. Come non pensare a Netanyahu e Lieberman...
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4.0Una pace perfetta, 01-04-2011
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Lo comprai all'ultima fiera del libro Boldinelli. Siamo negli anni che precedono la guerra lampo dei 6 giorni, del 1967, tra lo stato d'Israele ed il resto dei paesi arabi. La vita al Kibbutz scorre placida, così sembra, ma in realtà in questo microcosmo si addensano tensioni come in tutte le forme umane organizzate. I kibbutz sono state una delle più recenti forme associative di vita comune tra esseri umani, oramai in declino, dove vigeva il concetto dell'egualitarismo. Yoni lavora nell'autorimessa, ha una moglie ed è figlio del segretario del kibbutz, Yolek, ex-ministro e personaggio nazionale molto influente. Yoni sogna di fuggire da quella mediocrità che gli scorre accanto e della quale non sa darsi ragione. Tutto scorre al Kibbutz. Amos Oz individua in questa età di mezzo, gli anni '60, il passaggio del testimone tra la vecchia dirigenza, oramai stanca, del Partito Socialista d'Israele che affrontò la Shoà e di fatto costruì la terra promessa, e la nuova generazione distratta da tante inquietitudini. La ricostruzione storica di queste scene di vita quotidiana con i tanti personaggi che animano "la pace perfetta" permette ad Amos Oz di riflettere sul senso dell'esistenza, sulla vita di coppia, sui compiti della politica. Non è un romanzo che si legge di un fiato, anzi. Tante, e dense, sono le pagine ricche di riflessioni e animate da una scrittura sofisticata che può apparire 'pesante' o 'lenta', ed invece è un topos letterario di prim'ordine.
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5.0Una pace perfetta, 09-12-2010
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Vasto romanzo polifonico. Un opera scritta con grande magistero, una scrittura ora centripeta, ora centrifuga, una scrittura che investe il vissuto più intimo e gli ideali ed i crocevia della storia.
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