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L' ottava vibrazione

L' ottava vibrazione

di Carlo Lucarelli


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Descrizione

Massaua, 1896. Nel catino rovente di una città sensuale e cosmopolita tutti i destini si intrecciano. Mentre un detective non autorizzato è ossessionato dalla ricerca di un assassino di bambini, uomini, donne e soldati precipitano, senza saperlo, verso il proprio destino. Verso la più colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia subito. La battaglia di Adua.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 8 recensioni)


2.0L'ottava vibrazione, 26-04-2012
di L. Noventa - leggi tutte le sue recensioni

«Questo romanzo di Lucarelli e' ambientato a Massua durante la prima tentata conquista coloniale italiana. Il tentativo dello scrittore è quello di dare uno spaccato della vita dei militari e dei civili italiani in quella terra tremendamente calda, strana, e lontana dalla nostra cultura. Ne risulta però un libro molto noioso. Non si riesce ad entrare in contatto con nessuno dei personaggi presentati. Il tentativo di rendere l'atmosfera lenta e annoiata della città diventa la noia del lettore. »

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3.0L'ottava vibrazione, 25-09-2011
di A. Finelli - leggi tutte le sue recensioni

«Romanzo che avrebbe del potenziale straordinario per un noir italiano, ma che non iesce ad esprimere compiutamente, Lucarelli punta al capolavoro, pur nel suo stile umile e sornione. E lo fa per una via impervia, quella del romanzo storico e corale. Ma, a mio parere, gli manca il coraggio delle scelte radicali, e resta impantanato nei suoi dubbi. Pastiche linguistico o italiano? Ne viene fuori una specie di bignami dialettale con continue traduzioni che spazientiscono. Passato o presente. Entrambi per fare l'effetto zoom, ci dice lui in appendice. Il risultato è quello che si ottiene quando affidate la videocamera con lo zoom ad un amico che non l'ha mai usata. Nausea, mal di mare da eccesso di zoom. Realismo o magia, scrittura asciutta o ridondante. Sono tanti i dubbi irrisolti nella scrittura di questo libro, a mio parere.
Anche alcune delle storie faticano a reggersi da sole, come quella di Vittorio e Cristina.
Dopo questa valanga di critiche resta il fatto che il libro l'ho letto d'un fiato e non ho concordato affatto con chi ha trovato la scena della battaglia troppo precipitosa. Credo che una battaglia del genere si rappresenti proprio così, come un evento in cui tutto se ne scorre più in fretta di quanto ogni protagonista avrebbe pensato.
Alcuni personaggi secondari, poi, sono anche più interessanti di quelli primari. La battaglia di Pasolini e quella di Montesanto me le ricorderò a lungo.
Una buona lettura con il rimpianto per un potenziale libro eccezionale.
»

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3.0L'ottava vibrazione, 31-07-2011
di M. Loggia - leggi tutte le sue recensioni

«Mi sfugge il modo di come si possa definire un giallo questo romanzo? Ci vuole una fantasia sfrenata. Forse perché c'è un omicidio (o più di uno) rimasto impunito? Suvvia, ci vuole ben altro La storia era stata anticipata (come ambientazione) da quel Corto di Carta di cui parlai nel Novembre 2008. Siamo alla fine dell'800, in quella che doveva essere una colonia italica presa e mangiata dai nostri eserciti conquistatori. E lì, nell'Abissinia di crispiana memoria, mentre le forze dell'esercito si avviano (divise e mal organizzate) alla grande disfatta della battaglia di Adua, nei possedimenti controllati dagli italiani, si intrecciano storie di vita. Il grande latifondista pre-industriale che vede nel nuovo mondo possibilità di colture a basso costo, ed intanto dilapida il patrimonio. »

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5.0Consigliato!!, 21-11-2010
di T. Roselli - leggi tutte le sue recensioni

«Scritto divinamente, con bei personaggi, un intreccio rapido e crudele, e un epilogo inevitabile, ma non per questo meno duro.
Per fan di Lucarelli, e anche per chi Lucarelli non l'ha mai letto.
»

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4.0L'ottava vibrazione, 11-11-2010
di A. Salerno - leggi tutte le sue recensioni

«Un bell'affresco corale ambientato nelle colonie italiane di fine '800: intrighi, passioni e tradimenti, un detective a caccia di un killer di
bambini, l'arroganza dei potenti, il quotidiano dei militari, tutti presi nel gorgo che portera' alla piu' grande disfatta militare della storia italiana, Adua. Interessante il frequente ricorso ai dialetti, italiani e non, e le sperimentazioni verbali.
Ricercato
»

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4.0L'ottava vibrazione, 28-10-2010
di L. Alpece - leggi tutte le sue recensioni

«Bello ed emozionante. La presenza italiana in Abissinia, e la sconfitta finale di Adua, come non ce le aveva mai raccontate nessuno. Personaggi, caldo luoghi ed episodi che attirano il lettore a se stessi. Lucarelli ha svolto un lungo lavoro di preparazione per questo romanzo, e si vede. Il successo riscosso è strameritato. Mi riservo, appena il tempo me lo permette, un'analisi più articolata e meno superficiale. »

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3.0Lucarelli in africa, 16-08-2010
di G. Salce - leggi tutte le sue recensioni

«Ci sono gli zaptié e gli ascari, i soldati coloniali. Ci sono gli arabi e i guerriglieri del Negus. Ci sono i sapori, gli odori ed il caldo dell’Africa. C’è anche la storia di un paese povero e orgoglioso deciso di farsi grande potenza e andare a opprimere un altro. C’è un ufficiale che forse nasconde un segreto ancora più spaventoso di quello che alcuni sospettano.»

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3.0Carlo Lucarelli - L'ottava vibrazione, 06-07-2010
di D. Di palma - leggi tutte le sue recensioni

«Lucarelli ha la stoffa per essere il miglior scrittore gi gialli italiano. In questo romanzo, ambientato nella colonia italiana di Eritrea verso la fine del XIX secolo, descrive in modo magistrale persone, ambienti e sensazioni: il caldo opprimente con le camicie e le uniformi incollate alla pelle, l’odore ferroso della pioggia, la psicologia mercantile di un commerciante di schiavi e bambini, la mediocrità di un funzionario statale che progetta un omicidio senza risolversi ad eseguirlo, la volizione omicida della moglie di convenienza di un ricco imprenditore italiano.
E tuttavia la narrazione appare un pò frammentaria e sembra incardinata su singole immagini più che sul coerente svolgimento dinamico di una vicenda. La sensazione è quella di tante isole narrative che tocca al lettore ricucire in una sintesi unitaria.
Ne' ancora, si comprendono le dissertazioni glottologiche sulle inflessioni dialettali degli italiani di Massaua.
Si può dire allora che uno svolgimento più incalzante con un rapido intraccio di dialoghi e descrizioni avrebbe conferito al romanzo una maggiore fluidità; e così anche se ci si fosse limitati a riportare i vari dialetti senza spiegazioni macchinose.
In definitiva Lucarelli che attinge a suggestioni letterarie americane – come molti scrittori moderni – manca un pò di quella leggerezza che è il tratto migliore degli autori statunitensi.
Si tratta comunque di un buon romanzo, scritto con impegno e pure ben documentato.
»

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