L' ottava vibrazione

L' ottava vibrazione

4.5

di Carlo Lucarelli


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Descrizione

Massaua, 1896. Nel catino rovente di una città sensuale e cosmopolita tutti i destini si intrecciano. Mentre un detective non autorizzato è ossessionato dalla ricerca di un assassino di bambini, uomini, donne e soldati precipitano, senza saperlo, verso il proprio destino. Verso la più colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia subito. La battaglia di Adua.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 16 recensioni)

5.0Il "solito" Lucarelli, 27-04-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Beh Lucarelli non si smentisce mai. Nonostante sia uno stile del tutto diverso da quello abituale questo romanzo è bellissimo, si legge tutto ad un fiato e lo stile dell'autore si riconosce in ogni riga. Sembra di vivere personalmente la storia grazie alla chiarezza e precisione dei dettagli di tutti i personaggi e i luoghi.
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2.0L'ottava vibrazione, 26-04-2012
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Questo romanzo di Lucarelli e' ambientato a Massua durante la prima tentata conquista coloniale italiana. Il tentativo dello scrittore è quello di dare uno spaccato della vita dei militari e dei civili italiani in quella terra tremendamente calda, strana, e lontana dalla nostra cultura. Ne risulta però un libro molto noioso. Non si riesce ad entrare in contatto con nessuno dei personaggi presentati. Il tentativo di rendere l'atmosfera lenta e annoiata della città diventa la noia del lettore.
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3.0L'ottava vibrazione, 31-07-2011
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Mi sfugge il modo di come si possa definire un giallo questo romanzo? Ci vuole una fantasia sfrenata. Forse perché c'è un omicidio (o più di uno) rimasto impunito? Suvvia, ci vuole ben altro La storia era stata anticipata (come ambientazione) da quel Corto di Carta di cui parlai nel Novembre 2008. Siamo alla fine dell'800, in quella che doveva essere una colonia italica presa e mangiata dai nostri eserciti conquistatori. E lì, nell'Abissinia di crispiana memoria, mentre le forze dell'esercito si avviano (divise e mal organizzate) alla grande disfatta della battaglia di Adua, nei possedimenti controllati dagli italiani, si intrecciano storie di vita. Il grande latifondista pre-industriale che vede nel nuovo mondo possibilità di colture a basso costo, ed intanto dilapida il patrimonio.
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4.0Un concerto in crescendo, 04-02-2011
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Un ottimo affresco della società coloniale italiana di fine '800. Analisi socio-politica, storia, giallo (come sempre presente nei libri di Lucarelli, ma con con uno sfondo spesso più importante della trama gialla) s'intrecciano, dapprima con una certa lentezza, ma poi si passa per un orchestrale crescendo verso il sonoro finale con l'incredibile battaglia (e disfatta) di Adua.
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5.0Consigliato!!, 21-11-2010
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Scritto divinamente, con bei personaggi, un intreccio rapido e crudele, e un epilogo inevitabile, ma non per questo meno duro.
Per fan di Lucarelli, e anche per chi Lucarelli non l'ha mai letto.
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4.0L'ottava vibrazione, 11-11-2010
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Un bell'affresco corale ambientato nelle colonie italiane di fine '800: intrighi, passioni e tradimenti, un detective a caccia di un killer di
bambini, l'arroganza dei potenti, il quotidiano dei militari, tutti presi nel gorgo che portera' alla piu' grande disfatta militare della storia italiana, Adua. Interessante il frequente ricorso ai dialetti, italiani e non, e le sperimentazioni verbali.
Ricercato
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4.0L'ottava vibrazione, 28-10-2010
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Bello ed emozionante. La presenza italiana in Abissinia, e la sconfitta finale di Adua, come non ce le aveva mai raccontate nessuno. Personaggi, caldo luoghi ed episodi che attirano il lettore a se stessi. Lucarelli ha svolto un lungo lavoro di preparazione per questo romanzo, e si vede. Il successo riscosso è strameritato. Mi riservo, appena il tempo me lo permette, un'analisi più articolata e meno superficiale.
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3.0Lucarelli in africa, 16-08-2010
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Ci sono gli zaptié e gli ascari, i soldati coloniali. Ci sono gli arabi e i guerriglieri del Negus. Ci sono i sapori, gli odori ed il caldo dell’Africa. C’è anche la storia di un paese povero e orgoglioso deciso di farsi grande potenza e andare a opprimere un altro. C’è un ufficiale che forse nasconde un segreto ancora più spaventoso di quello che alcuni sospettano.
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5.0imperdibile, 15-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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All'inizio non capisci la struttura del romanzo; occorrono un paio di capitoli per entrare nello scrivere di Lucarelli ma poi è un fiume. Odori, colori, il caldo di Massaua, la violenza di Adua. Lucarelli te li fa toccare con suprema maestria. Imperdibile per coloro che conoscono l'Eritrea; consigliabile a tutti gli altri.
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3.0Carlo Lucarelli - L'ottava vibrazione, 06-07-2010
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Lucarelli ha la stoffa per essere il miglior scrittore gi gialli italiano. In questo romanzo, ambientato nella colonia italiana di Eritrea verso la fine del XIX secolo, descrive in modo magistrale persone, ambienti e sensazioni: il caldo opprimente con le camicie e le uniformi incollate alla pelle, l’odore ferroso della pioggia, la psicologia mercantile di un commerciante di schiavi e bambini, la mediocrità di un funzionario statale che progetta un omicidio senza risolversi ad eseguirlo, la volizione omicida della moglie di convenienza di un ricco imprenditore italiano.
E tuttavia la narrazione appare un pò frammentaria e sembra incardinata su singole immagini più che sul coerente svolgimento dinamico di una vicenda. La sensazione è quella di tante isole narrative che tocca al lettore ricucire in una sintesi unitaria.
Ne' ancora, si comprendono le dissertazioni glottologiche sulle inflessioni dialettali degli italiani di Massaua.
Si può dire allora che uno svolgimento più incalzante con un rapido intraccio di dialoghi e descrizioni avrebbe conferito al romanzo una maggiore fluidità; e così anche se ci si fosse limitati a riportare i vari dialetti senza spiegazioni macchinose.
In definitiva Lucarelli che attinge a suggestioni letterarie americane – come molti scrittori moderni – manca un pò di quella leggerezza che è il tratto migliore degli autori statunitensi.
Si tratta comunque di un buon romanzo, scritto con impegno e pure ben documentato.
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5.0teatro/canzone, 23-01-2009, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Ho visto ultimamente (teatro Catanzaro) lo spettacolo di Carlo Lucarelli con gli Arangara. L'autore si è avvalso del miglior gruppo che si può vedere in giro. MERAVIGLIOSI. Mai sentita una tale vivacità in una band musicale. Veramente innovativi. Capisco perchè Lucarelli si sia ispirato a loro nello scrivere 'l'ottava vibrazione'. COMPLIMENTI a Carlo per la scelta del gruppo. Alberto (Lamezia)
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5.0Carlo Lucarelli, 04-09-2008, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Bellissimo il libro di Lucarelli. Lo consiglio a tutti. Ho visto anche il sito degli Arangara. La notizia mi ha incuriosito. Che dire? Molto bravi. Carla da Modena.
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