Oscurato. Testo tedesco a fronte

Oscurato. Testo tedesco a fronte

4.0

di Paul Celan


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Descrizione

Undici poesie del "ciclo frammentario" Oscurato di Paul Celan, vennero pubblicate, nel 1968 da Suhrkamp, nell'antologia Da opere abbandonate (insieme a testi di Beckett, Koeppen, Sachs, Johnson, Hildesheimer...). Dovevano essere, come scrisse Siegfried Unseld nella prefazione, tutti testi "abbandonati, dunque non proseguiti, non completati e non pubblicati". Nelle note al volume si diceva che le undici poesie di Celan nacquero nella primavera del 1966 (furono scritte mentre il poeta era internato in vari ospedali psichiatrici, dopo aver tentato di accoltellare la moglie che voleva separarsi da lui) e che "la maggior parte delle poesie connesse furono distrutte dall'autore stesso". In realtà, dopo la morte del poeta, è stato trovato nel suo lascito un fascicolo con dentro un quaderno scolastico e alcuni fogli sparsi: una raccolta omogenea compilata dallo stesso Celan, con le undici poesie pubblicate nel 1968 e altre 24 ordinate in modo cronologico. Sono poesie molto belle, più immediate e comprensibili rispetto alle precedenti: "ombreggio apposta qualche contorno, per rispetto alla verità della nuance, fedele al mio realismo psichico". Con un saggio di Giorgio Orelli.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Il "delirio di relazione" di Paul Celan, 02-03-2011
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Il 2010 ha visto pubblicare in Italia degli importanti tasselli inediti dell'opera di Celan. In veste di anfitrione dell'inedito celaniano è Dario Borso, curatore della raccolta Oscurato, contenente un ciclo di poesie composte in un periodo di ricoveri in ospedali psichiatrici. Spunto e dramma da cui parte il ciclo è il "delirio di relazione" del quale soffriva il poeta. La relazione è quella con la moglie Gisèle, che Celan tentò di accoltellare la notte del 23 novembre 1965, nel giorno del suo quarantacinquesimo compleanno. La silloge si inserisce, stando alla qualità, perfettamente nella produzione nota del poeta, e a tratti il verso pare davvero più perspicuo che nelle ultime raccolte, come recita la quarta di copertina. Di grande interesse la ricostruzione storica degli avvenimenti antecedenti la stesura delle poesie e del percorso editoriale di Oscurato, a firma di D. Borso. Meno convincente la postfazione di Giorgio Orelli.
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