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Orientalismo. L'immagine europea dell'Oriente

Orientalismo. L'immagine europea dell'Oriente

di Edward W. Said

3.5

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Muovendo dall'accezione più ampia del termine - orientalismo come insieme delle discipline accademiche che studiano usi, costumi, letteratura e storia dei popoli orientali - Said affronta l'idea della diversità ontologica tra Oriente e Occidente ispiratrice di tante pagine di autori diversi e lontani, da Eschilo a Victor Hugo, da Dante a Marx, chiudendo l'indagine sul complesso di istituzioni create dall'Occidente per esercitare il proprio dominio sul mondo Orientale.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 3 recensioni)

2.0Scontato, 20-04-2012
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Saggio che può essere comprensibile se avete studiato più della metà degli studiosi citati. Se non sapete nulla come me, il volume vi risulterà confuso, enigmatico, ripetitivo. Sarebbero bastati poche pagine per esporre le tesi dell'autore, cioè che lo sguardo dell'Europa sull'oriente è stato prima ocurato dal mito e ha fatto nascere un oriente immaginario e poi è stato la chiave della colonizzazione. Prevedibile la tesi che l'occidente non ha mai capito nulla dell'oriente; cosa che direi le vicende recenti hanno ampiamente confermato.
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5.0Orientalismo, 08-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un classico del pensiero del XX secolo, una pietra miliare dall'influenza enorme per i più disparati campi delle Scienze Umane e Sociali e forse non solo.

Lettura indispensabile per chiunque (tuttavia da accompagnare perlomeno alle opere del "nemico" accademico di Said, Bernard Lewis).
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4.0Collusione tra accademia e politica., 16-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Prima opera nota dei Edward Said in Occidente, si configura come un'accusa dell'intimo legame tra ideologia politica e accademia.
Un'accusa non tanto perché nelle opere dei maggiori orientalisti, Renan, Disraeli, Lane, o ancora il colonnello Lawrence, Massignon (unica o quasi voce orientalistica fuori dal coro) fino all'apoteosi dell'orientalismo contemporaneo incarnata dalla figura più compromessa politicamente di Bernard Lewis, Said mostra la struttura profonda dell'ideologia profondamente discriminatoria alla base della percezione che l'Occidente ha dell'Oriente e della rappresentazione che gli accademici hanno fornito quanto perché essi asservendo se stessi e loro studi all'ideologia di conquista colonialista e imperialista, mascherando il tutto quasi animati da un paternalismo civilizzatore, hanno fornito la struttura superficiale
I concetti di creazione del consenso ed egemonia culturale, già presenti in Gramsci si arricchiscono in quest'opera di significati nuovi e connotazioni fino a questo momento mai espresse con tale pathos e forza illocutoria.
Quella stessa forza che egli denuncia negli studi orientalistici che sono atti politici ancorché meramente linguistici o culturali.
Fuori dall'ambiguità retorica degli accademici sopra citati Said non maschera se stesso si mostra così com'è un uomo con le sue idee e la sua Weltanshaung senza infingimenti anche con il rischio di non essere compreso o di sconcertare i suoi lettori.
Said è intellettuale impegnato convinto della missione politica oltre che culturale degli intellettuali aperto ai contraddittori disposto a comprendere le ragioni dell'altro ma fermamente saldo nelle proprie convinzioni espresse con una onestà intellettuale ormai rara in molti settori.
Unico neo la ridondanza di alcune argomentazioni.
Vizio sempre meno presente nelle opere successive.
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