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Operai. Viaggio all'interno della Fiat. La vita, le case, le fabbriche di una classe che non c'è più

Operai. Viaggio all'interno della Fiat. La vita, le case, le fabbriche di una classe che non c'è più

di Gad Lerner


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Descrizione

Un viaggio eccezionale nell'Italia degli anni ottanta, attraverso i luoghi e le esperienze degli operai della Fiat. Un reportage che va oltre l'universo metallico delle grandi fabbriche automobilistiche, qui descritte in "presa diretta", per raccontare la vita nei casermoni di periferia, le metamorfosi avvenute nei paesini meridionali degli emigranti, gli operai divisi tra robot e lavoro contadino, le patetiche gite aziendali in cui si ricerca la socialità un tempo vissuta nel sindacato. Non è solo la storia di una sconfitta collettiva, ma anche il racconto di mille vittorie individuali nell'inedita lotta per emanciparsi dalla condizione di operaio. Un racconto pieno di sorprese e di imprevisti, che si dipana fra il Piemonte e l'Irpinia, Milano e la Brianza, Termoli e Cassino. Gad Lerner incontra gente indimenticabile, di tale ricchezza umana da coinvolgere come i protagonisti della migliore narrativa: operai costretti a mantenere la famiglia con un milione di lire al mese e altri che hanno trovato gli espedienti per guadagnare di più, e poi anche i loro figli rocchettari, i capireparto, i comunisti smarriti, gli specialisti in attività ricreative, gli esiliati dei reparti-confino, gli operai dalle mani d'oro. Tra le catene di montaggio tradizionali e le nuove officine della robotica più avveniristica, si dà voce e identità a cinque milioni di operai dimenticati, ma che pure continuano a evocare un'irrisolta questione di giustizia sociale.

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4.0Operai, 21-02-2011
di S. Santi - leggi tutte le sue recensioni

Dopo parecchie critiche positive, mi sono deciso a leggerlo. L'inchiesta giornalistica di Gad Lerner risale al 1988, otto anni dopo l'evento da cui si aprì una nuova era sociale, quel fatidico ottobre 1980 in cui 40. 000 quadri Fiat marciarono a Torino ponendo fine a 35 giorni di occupazione dello stabilimento Mirafiori da parte degli operai che lottavano contro i quasi 14.000 licenziamenti decisi dalla Fiat. Quella fu una data storica: segnò l'inizio della progressiva perdita di potere del sindacato in Italia, non solo nella Fiat, la maggiore impresa italiana che dava lavoro a centinaia di migliaia di persone; segnò anche la fine del contatto diretto tra politica e lavoratori, il partito comunista che era il partito della Classe Operaia cominciò inesorabilmente a disinteressarsi della fabbrica e degli operai, iniziando così a formarsi una classe politica di sinistra, da cui è nato il partito democratico, che ha perso i contatti con i lavoratori dipendenti (e lo si è visto nei brevi periodi in cui il pd è stato al governo).

In quest'opera è raccontato il viaggio del giornalista nel mondo degli operai Fiat nei vari stabilimenti industriali italiani, a partire (per poi tornare) da Mirafiori, fino a Termoli e Cassino: si entra nelle fabbriche, nelle case e nelle vite di tante persone che sono state segnate dagli eventi del 1980. Emerge un quadro che all'epoca in cui il libro è stato pubblicato avrebbe dovuto far riflettere i politici di sinistra, una realtà che, trascorsi oltre 20 anni, si è stabilizzata definitivamente: la classe operaia non esiste più, si è disgregata, esistono solo lavoratori che nel trapasso alla società postindustriale avrebbero dovuto trasformarsi in "colletti blu striati di bianco", per usare la terminologia di Renato Brunetta, ma in maggioranza si sono impoveriti sempre di più e si sono specializzati nell'arte di arrangiarsi per arrivare alla fine del mese. Quei pochi che sono riusciti a migliorare le proprie condizioni economiche, grazie al lavoro anche delle mogli e dei figli, si sono imborghesiti, ma la maggioranza rientra nell'area dei "labouring poors", quei salariati che faticano a raggiungere standard accettabili di consumo. E di fronte a questa disfatta del capitalismo, l'amara conclusione che neanche il partito politico che è nato come partito dei lavoratori si occupa più di loro, abbandonandoli al loro misero destino.


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