L' opera al nero

L' opera al nero

4.5

di Marguerite Yourcenar


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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 10 recensioni)

4.0Ricostruzione storica molto interessante, 08-03-2012
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Il capolavoro più profondo di Yourcenar, quello in cui riversa la sua immensa cultura per ricostruire in tutta la sua complessità e nei suoi chiaro-oscuri la civiltà del Rinascimento. La scrittura è faticosa e discontinua almeno fino a pagina 120, quando si fa più scorrevole ed anche il romanzo diventa più interessante, sciogliendosi la trama e prendendo ritmo. Zenon incarna la sete di conoscenza, il mistero della vita, l'eros e la morte, il gigantismo dell'uomo che affronta la vita senza la consolazione della divinità. Un inno alla libertà dello spirito.
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5.0Il medico Zenone, 29-02-2012
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E' un libro che assolutamente bisogna leggere, opera di una scrittrice tra i più grandi scrittori della nostra epoca. Un libro emozionante che ti porta realmente nell'epoca descritta, è ambientato tra il 1510 e il 1569. Descrive la figura del medico Zenone che vive tra la cultura del Medioevo e la nascente epoca moderna circondandolo di un coro di comparse che rappresentano l'intera realtà sociale. La prosa è raffinata, colta e coinvolgente.
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4.0L'opera al nero, 26-09-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Opera della maturità della Yourcenar e si sente che è frutto di una prosa compiuta, non si limita a un grande affresco di un'epoca di transizione all'evo moderno, in cui convivono le rigide e apparentemente immutabili regole di un periodo oscuro con i primi bagliori di luce della nascita di una nuova era in cui l'uomo ambisce a squarciare il pesante telo di ignoranza e di superstizione, ma va più a fondo, e come nel caso di Adriano, instaura un dialogo fra l'essere e la sua anima, fra la materialità del corpo e la sua essenza spirituale, in una ricerca della verità interiore di rara e stupenda bellezza.
Mentre Adriano è esistito veramente, Zenone è esclusivo frutto della creatività, pur se influenzata indubbiamente dalla vita di personaggi dell'epoca quali Paracelso e Tommaso Campanella. Al pari di questi uomini dotti e famosi, il povero medico e alchimista ha dovuto subire le conseguenze derivanti dall'essere un anticipatore dei tempi nuovi. Precorrere nuove idee che un giorno andranno ad affermarsi è sempre un rischio e a tal riguardo basti pensare al processo che dovette subire Galileo Galilei. Si viene a determinare così uno scontro fra la razionalità che ammette possibilità diverse e il pensiero dominante che può e deve essere solo unico. Non a caso Zenone, processato per eresia, discutendo con i teologi dice loro queste parole "Non esiste accomodamento durevole tra coloro che cercano, pensano, analizzano e si onorano di pensare domani diversamente da oggi, e coloro che credono o affermano di credere, e obbligano con la pena di morte i loro simili a fare altrettanto. ". E' un'evidente accusa al dogma, a quel credere ciecamente che porta a un assolutismo tale in base al quale anche gli altri sono costretti a credere. Lo sviluppo culturale non può quindi che essere frutto del dubbio, ma ciò significa entrare in aperto contrasto con le religioni imperanti monoteiste, quali il cattolicesimo, il luteranesimo, l'islamismo, in eterno contrasto con la razionalità della scienza e sempre inclini a negarla, non riuscendo, né volendo, tenere separati il soprannaturale e la realtà materiale del mondo in cui si vive.
Zenone è uno spirito libero e come tale vuole condurre la sua esistenza, costretto però per professare le sue idee a usare un nome falso, a nascondersi, a una clandestinità che tuttavia lo ripaga dell'immenso piacere di porsi domande cercando risposte. Come altri uomini nuovi (basti pensare a Giordano Bruno) finirà con l'essere scoperto, processato e condannato a morte; lo spirito di libertà che lo anima, tuttavia, gli impedirà di essere consegnato al carnefice e così la sera prima dell'esecuzione in un ultimo atto di ribellione si toglierà la vita.
L'opera al nero è un romanzo avvincente e dai profondi significati; la lettura, quindi, è vivamente raccomandata.
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4.0L'opera al nero, 26-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Molto particolare, racconta la vita di un uomo originale, un punk dell'epoca. Zenone è un uomo contro. Contro la sua epoca. Contro il livellamento del pensiero. Contro la coartazione della volontà causata dalla ingordigia di gloria. Decide di rinunciare alle vie battute per ignavia dalla maggioranza degli uomini e si autoesilia in quell'angolo del focolare che odora di cenere. L'unico fuoco che brucia è quello della mente. La ricerca sull'Uomo e nell'Uomo scalda i giorni e guida i passi lungo le strade di questo oceano che è il mondo. Perdersi? Ritrovarsi? L'opera non arriverà al terzo stadio ma è il percorso che cambia il senso di tutto. E la fatica per compierlo.
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4.0L'opera al nero, 23-07-2011
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Interessante esperimento narrativo quello di ricostruire una intera epoca. Al centro, ovviamente, un effettivo processo di nigredo che aiuta a pensare all'alchimia come a un qualcosa di molto meno magico e molto più spirituale (e umano) rispetto alle credenze comunimedie. Peccato solo per l'eccessiva velocità del passaggio al Bianco e al Rosso, anche se quei momenti sono particolarmente intensi per il lettore, e avrei preferito qualche approfondimento in più sul pensiero di Zenone piuttosto che le varie panoramiche su personaggi marginali e su eventi storici, cose che aiutano sì a calarsi nell'atmosfera, però risultano anche un po' pesanti e rendono lento il procedere della lettura della prima parte del libro.
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5.0Profondo ed emozionante, 10-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Assoluto capolavoro, la figura di Zenone è affascinante, magnetica e indimenticabile. Un romanzo da leggere e da assaporare con calma, in cui perdersi fino al capitolo finale, doloroso e intenso. Mai però deprimente, un libro forte come forte e indomita fu Madame Yourcenar, scrittrice grandissima. Raccomandato caldamente.
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5.0L'opera al nero, 30-09-2010
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Sullo sfondo di un periodo storico ricreato con un'accuratezza unica, la Yourcenar muove un personaggio immenso.
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5.0consigliato, 30-09-2010
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Leggendolo ho avuto la conferma della grandezza della Yourcenar: se Memorie di Adriano poteva essere frutto di una fortuita intuizione, la conferma della sua enorme bravura nello scrivere un romanzo storico in cui non ci si limiti ad accostare farraginosamente episodi rinvenuti casualmente in qualche polveroso resoconto di dubbio valore, ma si riesca col pretesto di una storia frutto di fantasia a dare una visione sistematica di un'epoca lontana nel tempo ma non nella sua attualità, è data dalla bellezza intarsiata di queste pagine.

Dedicato a tutti quelli che credono che S. Vassalli valga qualcosa al di là dei suoi baffi.
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4.0l'attualità delle grandi opere, 20-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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nel travagliato passaggio dal Medioevo al Rinascimento Zenone incarna benissimo la personalità frastagliata, dubbiosa, curiosa di coloro che non accettano l'immutabilità (e la sicurezza) del dogma.
Il vero filosofo discute di tutto, mette in dubbio tutto, non accetta solo l'evidente che altro non è che l'interpretazione imperante che dobbiamo imparare a memoria senza discutere, senza approfondire, senza porci domande...
il problema della religione, cattolita o eretica, non è la cosa più importante del libro, anche se i vari personaggi vivono a cavallo tra l'accettazione dell'autorità costituita, quella più potente, e l'appartenenza a quella religione più intima, quella che sentono dentro di loro come giusta, contro la corruzione dell'élite cattolica. Quello che importa è proprio il travaglio che questi personaggi vivono, Zenone in primis in quanto protagonista, ma che tutti noi viviamo ancora oggi, fra seguire l'istinto primordiale che ci sussurra quello che è giusto e, di contro, le idee, gli stili di vita che vengono gridati a gran voce e che tutti siamo spinti ad adottare rinunciando anche alla nostra personalità più unica e profonda a favore di un'omogeneizzazione che ci fa sentire parte integrante della società ma distrugge la nostra peculiarità.
anche oggi coloro che portano avanti questa peculiarità, questa unicità, appaiono delle pesone "strane", e proprio come Zenone (anche se solo in modo figurato - per fortuna) sono destinati a perire per mano dei propri simili...
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5.0Dogma e razionalità, 04-05-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 7
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Quando Marguerite Yourcenar scrive nel 1968 L'opera al nero sono già trascorsi più di cinque lustri dalla prima edizione di Memorie di Adriano, che può essere considerato il suo libro più riuscito e, in assoluto, un capolavoro. Il suo è un ritorno al romanzo storico, un genere che le è indubbiamente congeniale e che appunto con Memorie di Adriano le ha dato fama e risonanza a livello mondiale. Se però nel descrivere la crisi che colpisce l'imperatore illuminato, ormai prossimo alla morte, evoca anche l'atmosfera della grande Roma ormai incamminata verso la sua fine, con L'opera al nero, nel narrarci della vita del medico e alchimista Zenone, ci mostra splendidamente il passaggio storico dal Medioevo al Rinascimento. Marguerite Yourcenar non si limita a un grande affresco di un'epoca di transizione all'evo moderno, in cui convivono le rigide e apparentemente immutabili regole di un periodo oscuro con i primi bagliori di luce della nascita di una nuova era in cui l'uomo ambisce a squarciare il pesante telo di ignoranza e di superstizione, ma va più a fondo, e come nel caso di Adriano, instaura un dialogo fra l'essere e la sua anima, fra la materialità del corpo e la sua essenza spirituale, in una ricerca della verità interiore di rara e stupenda bellezza.
Mentre Adriano è esistito veramente, Zenone è esclusivo frutto della creatività, pur se influenzata indubbiamente dalla vita di personaggi dell'epoca quali Paracelso e Tommaso Campanella. Al pari di questi uomini dotti e famosi, il povero medico e alchimista ha dovuto subire le conseguenze derivanti dall'essere un anticipatore dei tempi nuovi. Precorrere nuove idee che un giorno andranno ad affermarsi è sempre un rischio e a tal riguardo basti pensare al processo che dovette subire Galileo Galilei. Si viene a determinare così uno scontro fra la razionalità che ammette possibilità diverse e il pensiero dominante che può e deve essere solo unico. Non a caso Zenone, processato per eresia, discutendo con i teologi dice loro queste parole "Non esiste accomodamento durevole tra coloro che cercano, pensano, analizzano e si onorano di pensare domani diversamente da oggi, e coloro che credono o affermano di credere, e obbligano con la pena di morte i loro simili a fare altrettanto.". E' un'evidente accusa al dogma, a quel credere ciecamente che porta a un assolutismo tale in base al quale anche gli altri sono costretti a credere. Lo sviluppo culturale non può quindi che essere frutto del dubbio, ma ciò significa entrare in aperto contrasto con le religioni imperanti monoteiste, quali il cattolicesimo, il luteranesimo, l'islamismo, in eterno contrasto con la razionalità della scienza e sempre inclini a negarla, non riuscendo, né volendo, tenere separati il soprannaturale e la realtà materiale del mondo in cui si vive.
Zenone è uno spirito libero e come tale vuole condurre la sua esistenza, costretto però per professare le sue idee a usare un nome falso, a nascondersi, a una clandestinità che tuttavia lo ripaga dell'immenso piacere di porsi domande cercando risposte. Come altri uomini nuovi (basti pensare a Giordano Bruno) finirà con l'essere scoperto, processato e condannato a morte; lo spirito di libertà che lo anima, tuttavia, gli impedirà di essere consegnato al carnefice e così la sera prima dell'esecuzione in un ultimo atto di ribellione si toglierà la vita.
L'opera al nero è un romanzo avvincente e dai profondi significati; la lettura, quindi, è vivamente raccomandata.
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