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L' ombra di Mao. Sulle tracce del Grande Timoniere per capire il presente di Cina, Tibet, Corea del Nord e il futuro del mondo

L' ombra di Mao. Sulle tracce del Grande Timoniere per capire il presente di Cina, Tibet, Corea del Nord e il futuro del mondo

di Federico Rampini

3.5

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Mao Tse Tung è un leader che ha lasciato un'impronta indelebile sulla storia del secolo. La sua rivoluzione ha cambiato la Cina, ha contribuito a trasformare radicalmente le condizioni di vita di centinaia di milioni di persone: il popolo più numeroso del pianeta. Ma allo stesso tempo, sotto Mao e per colpa sua il popolo cinese ha subito tragedie e sofferenze atroci. Oggi il bilancio degli storici è pressoché unanime nel considerarlo responsabile di un numero immane di vittime, probabilmente fino a 70 milioni di morti. Ma nonostante questo dato, nella Cina contemporanea il mito del Grande Timoniere resiste, soprattutto nella forma di colui che ha scacciato l'invasore giapponese e ha fondato una repubblica popolare unita e stabile. Mao, insomma, è stato trasfigurato in un mito patriottico, capace di alimentare atteggiamenti nazionalistici contro Taiwan, il Giappone e persino Hong Kong. Federico Rampini attraversa la Cina e le sue regioni confinanti sulle tracce di Mao. Ripercorre i luoghi in cui si è svolta la vicenda storica del Grande Timoniere: dalla regione natale dell'Hunan, fino al Tibet che si vide invaso dalle sue truppe nel 1950; dalla Pechino della rivoluzione culturale, raccontata attraverso la testimonianza di chi è sopravvissuto, fino alla Corea del Nord, che del maoismo è un tragico epigono, per raccontare in che modo un solo uomo ha dato forma a un paese e quale è stata la sua pesante eredità.

Note su Federico Rampini

Federico Rampini è nato a Genova il 25 marzo del 1956. Ha studiato presso L'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, dove è stato allievo del sociologo liberale francese Raymond Aron e ha conseguito la laurea in Economia presso l’Università Bocconi, sotto la guida di Mario Monti. Fin da giovane è iscritto al Partito Comunista Italiano. All’età di 21 anni, nel 1977, inizia ad occuparsi di giornalismo, lavorando nella redazione di Città Futura, settimanale promosso dalla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) il cui segretario generale era Massimo D’Alema. Due anni dopo, nel 1979, inizia a collaborare con “Rinascita”, il mensile politico del PCI fondato da Togliatti nel 1944. Nel 1982, in seguito alla pubblicazione di una sua inchiesta relativa alla corruzione tra le fila del PCI, è costretto ad abbandonare la redazione della rivista. Dopo il suo allontanamento, Rampini inizia a collaborare con Il Sole 24 Ore, diventandone prima vicedirettore e poi capo della redazione di Milano. Successivamente passa alla redazione del quotidiano la Repubblica, per il quale farà l’inviato a Parigi, Bruxelles, San Francisco e Pechino. Durante queste esperienze in qualità di corrispondente estero, seguirà le vicende relative alla Silicon Valley e aprirà l’ufficio di corrispondenza di Pechino. Ha svolto anche l’attività di insegnante, tenendo alcune lezioni presso la Berkeley University e all’Università Jiao Tong di Shanghai. Ha iniziato la sua attività come scrittore negli anni Novanta. E’ autore di numerosi saggi, tra cui: "Il crack delle nostre pensioni" (1994), “Le paure dell'America” (2003), “Tutti gli uomini del presidente. George W. Bush e la nuova destra americana” (2004), “Il secolo cinese” (2005), “L’impero di Cindia” (2006) , “L’ombra di Mao” (2006), "Slow Economy” (2009) "Occidente estremo” (2010), “Alla mia sinistra” (2011). Federico Rampini attualmente è corrispondente a New York per la Repubblica, è sposato e ha due figli. 

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 3 recensioni)

3.0Gran bel reportage storico, 12-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Il saggio, solo da un punto di vista nozionistico, sa essere molto interessante, per quanto molte tematiche vengano ovviamente ignorate. Si potrebbe ritenere che il ritratto che l'autore disegna di Mao sia troppo soggettivo e condizionato, e forse e' cosi' , ma parlare in modo sopra lep arti della Cina e' sostanzialmente impossibile. Nonostante tutto la Cina resta uno dei panorami mondiali piu' complessi da analizzare.
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3.0L'ombra di Mao, 11-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
A differenza di altri personaggi storici Mao Zedong ha goduto di un destino singolare in Europa, tutti gli altri dittatori sono stati posti dalla Storia nei gironi infernali dopo la loro morte o la loro caduta, Mao invece continua tuttora ad avere due facce, quella del terribile despota che mise in ginocchio la Cina e causò un numero ancora imprecisato di morti, e l'idolo delle sinistre europee sessantottine e post-sessantottine, che sventolavano il Libretto Rosso.
In questo saggio Rampini ci racconta in quale Cina agricola e poverissima, tormentata dalle sperequazioni economiche, Mao nacque e si formò, e quali furono i motivi che lo portarono non solo al potere ma anche all'idolatria delle folle. Illustra a noi europei cosa furono veramente la Campagna dei Cento Fiori, il Grande Balzo in Avanti, o la "mitica" Rivoluzione Culturale, che di rivoluzionario non ebbe nulla, perché fu semmai un movimento reazionario che prima scatenò i giovani contro le gerarchie e poi li fece sterminare dalle Guardie Rosse quando ci si accorse che forse il gioco era andato oltre le previsioni.
Morto Mao nel 1976, è la volta di Deng Xiaoping, che il Grande Timoniere aveva riabilitato prima di morire (un figlio di Deng è paralizzato a vita per essere stato aggredito, malmenato e gettato da una finestra dalle Guardie Rosse), un riformista moderato che però non si accanisce sulla figura del dittatore morto nonostante le prime insofferenze popolari seguite allo scandalo della famosa Banda dei Quattro, anzi cerca di dargli uno status di "padre della patria" per consegnarlo alla storia e contemporaneamente sbarazzarsene dalla quotidianità politica.
Ovviamente l'aspetto economico è al centro del saggio di Rampini; come ha fatto la Cina a trasformarsi in pochi decenni da nazione sull'orlo del collasso e della fame al grande gigante economico che tutti oggi temono? Di qualche giorno fa la notizia che il PIL cinese ha superato quello giapponese e pare che nei prossimi 40 anni supererà anche quello statunitense; la Cina non ci sarebbe certamente riuscita con i ciechi modelli economici di Mao, ci è voluto il liberismo non solo di Deng ma soprattutto dei nuovi governanti, Hu Jintao e Wen Jiabao, due ingegneri pragmatici e aperti alla mentalità commerciale.
Chiudono il saggio due capitoli sugli epigoni di Mao, Pol Pot e Kim Jong Il; delle notizie sul despota nord-coreano i nostri giornali sono ancora pieni, non è storia ma attualità.
Decisamente, questo è un libro che spiega molto della Cina a noi che così poco la conosciamo (se non per stereotipi e sentito dire) destinato a chi voglia saperne di più sul Tibet, sul rapporto tra intellettuali europei e maoismo, sulla letteratura dissidente cinese, sul nuovo corso di Pechino dalla scoperta dell'esercito di terracotta e le Olimpiadi del 2008, considerate nuove aperture verso l'entrata della Cina nel novero delle grandi nazioni mondiali.
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5.0Uno sguardo sull'altra faccia della Terra, 25-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Bel libro che ci aiuta a capire una cultura che sempre di più si sta "avvicinando" attraverso la sua potenza economica. Storia, geopolitica, cultura, contraddizioni... raccontate con uno stile fluido e piacevole.
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