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In ogni caso nessun rimorso

In ogni caso nessun rimorso

di Pino Cacucci

4.0

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Pino Cacucci racconta la singolare storia di Jules Bonnot operaio, soldato, autista nientemeno che di sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes. E il suo sogno di una felicità rabbiosa che lo trasforma in rapinatore (il primo rapinatore che usa l'automobile) e anarchico sanguinario, convinto di dover colpire la società borghese senza mezze misure, creando il caos, facendo parlare i giornali. Cacucci gli oppone il commissario Jouin, vicecapo della Sureté, a cui è stato affidato il compito di fermare con ogni mezzo la banda Bonnot.

Note su Pino Cacucci

Pino Cacucci è nato ad Alessandria nel 1955. Dopo aver trascorso l’adolescenza a Chiavari, nel 1975 si trasferisce a Bologna dove inizia a frequentare il corso di laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) presso l’ateneo Bolognese. Durante gli anni Ottanta ha trascorso lunghi periodi all’estero, soggiornando prevalentemente a Parigi e a Barcellona. Successivamente si reca spesso in America Latina, soprattutto in Messico, dove ha abitato a lungo. Il suo primo romanzo è del 1988 e si intitola “Outland Rock”. Nel 1990 pubblica “Puerto Escondido”, dal quale il regista Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film. Questi primi due romanzi sono il preludio di un’intensa attività come scrittore. Escono altre numerose opere, nelle quali Pino Cacucci mette spesso in risalto personaggi storici secondari, gli sconfitti che scompaiono dalle pagine dei libri di storia. Alla narrativa e alla saggistica affianca anche l’attività di traduttore dallo spagnolo e ha lavorato ad alcune sceneggiature di film e di serie TV.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 5 recensioni)

4.0Molto avvincente, 30-04-2012
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Al di là della vicenda, è molto ben architettata la ricostruzione della società europea (francese soprattutto) che si apprestava ad entrare nel drammatico e sanguinoso ventesimo secolo. Il molteplice universo anarchico viene perseguitato dalla polizia e dall'opinione pubblica senza differenze di sorta, mentre ben altre tragedie si profilavano all'orizzonte. C'è la solita, meravigliosa prosa romanzata di Cacucci per la quale, in ogni caso, non si può provare nessun rimorso.
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5.0Jules Bonnot, 15-07-2011
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Pino Cacucci racconta la formazione e la realizzazione dell'ideale di Jules Bonnot, figura carismatica, insoddisfatta e ribelle, protagonista di un movimento anarchico assolutamente attivista. Lo stile del racconto è passionale e coinvolgente ed in diverse occasioni è capace di commuovere. Non manca qualche digressione sentimentale.
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3.0In ogni caso nessun rimorso, 07-11-2010
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Un periodare veloce ma non sbrigativo, da sceneggiatore consumato e mai scontato, delinea con precisione certosina ma affettiva salienze interiori e dialoghi reali.
La materia trattata è però dolente, l'agire e l'agito, agglutinati in reazione impulsiva e viscerale, di sofferta meditazione.
Va dunque in sospensione, spero breve, per evitare un sovraffaticamento emotivo e neurale.
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4.0In ogni caso nessun rimorso, 02-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Cacucci racconta la storia di Jules Bonnot - un anarchico incapace di sottomettersi al sistema - e delle personalità che incrociano il suo cammino: Kibalcic, Platano, il commissario Jouin e le donne con cui tenterà invano di essere felice.
Non si può certo dire che Jules fosse un uomo al di sopra di ogni sospetto ma, da questi frammenti che ricostruiscono sapientemente la sua vita, Bonnot emerge come un eroe: un uomo solo - che al massimo può contare su alcuni complici e un unico amico - che, a causa delle sue azioni giovanili, non riesce a trovare un lavoro onesto per vivere una vita come tanti. Bonnot ci prova a chinare il capo e ad ingoiare merda come fa la maggior parte della gente comune ma non ci riesce, è più forte di lui: deve agire per elevarsi al di sopra di quella massa informe da cui rischia di essere inghiottito.
Bonnot agisce: non è solo e guida auto rubate.
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5.0Bellissimo, 27-09-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Un romanzo, ispirato ad una storia vera, bellissmo.
Il protagonista è un uomo che non accetta l'imputridimento della società dell'epoca (corruzione, ingiustizie sociali, meschinità degli uomini) diventando il primo rapinatore che utilizzava nella sua fuga le appena nate automobili.
Cacucci ne fa un ritratto umano per il quale non si può non parteggiare per Bonnot: un'esaltazione del ribelle vero (e non del semplice anticonformista di facciata). Un uomo in piedi sopra le rovine della società.
Un libro che andrebbe letto in tutte le scuole.
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