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Con gli occhi chiusi

Con gli occhi chiusi

di Federigo Tozzi

2.5

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Gli struzzi
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1997
  • EAN: 9788806113742
  • ISBN: 8806113747
  • Pagine: XVI-165
Il romanzo fu pubblicato nel 1918. E' la storia, largamente autobiografica, di un'adolescenza, dei primi dolorosi incontri con la realtà e con l'amore. Pietro Rosi è un giovane fragile e sognatore, figlio di un oste rude e di una donna delicata che muore ben presto. Pietro si innamora di una giovane contadina, Ghisola, sentimento che affronta "ad occhi chiusi". Quando a Firenze Ghisola, dopo essere stata l'amante di un uomo maturo, rimasta incinta, decide di sfruttare il sentimento di Pietro e di attribuirgli la paternità del figlio che aspetta, si trova però costretta a sfuggirgli, perché Piero la "rispetta" e fa sfumare il suo piano. Scoperta improvvisamente la verità Piero "apre" gli occhi e termina così la sua adolescenza.

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Voto medio del prodotto:  2.5 (2.7 di 5 su 7 recensioni)

1.0Risparmiatemi, 19-05-2012
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Vi prego! Questo libro è illeggibile! Anche per chi ama i classici e non disdegna un po' di atmosfera retrò, questo libro è un concentrato di banalità che danno la nausea. Ogni assurdità che succede è prevedibile e scontata e la stupidità-ottusità del protagonista lascia interdetti. Davvero un libro noioso.
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3.0Con gli occhi chiusi, 08-03-2012
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Il primo romanzo di Federigo Tozzi, in parte autobiografico, racconta la vicenda di Pietro, un ragazzo incapace di "aprire gli occhi" sulla realtà, incapace di crescere, incapace di rapportarsi con la donna che ama, intrappolato nel complesso di Edipo. L'autore si muove tra esistenzialismo e naturalismo, tracciando al contempo un efficace ritratto della Toscana dell'epoca.
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2.0Noioso, 12-02-2012
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Noioso, inconcludente, piatto. I personaggi risultano odiosi dal primo all'ultimo, senza spessore e senza un singolo sbuffo di emozione. Vivono una realtà che gli scivola attorno e l'affrontano senza logica. Sono arrivato all'ultima pagina solo perché era una "lettura obbligata", in una maratona pomeridiana da nausea. Da evitare, personalmente l'ho trovato noioso e odioso proprio come i suoi personaggi.
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3.0Cultura generale, 30-09-2011
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Rientra nei libri da leggere per buona cultura generale ancor di più trattandosi della nostra letteratura. La storia è semplice e il libro è breve si legge quindi facilmente e senza intoppi, a me è piaciuto molto, le ambientazioni, i dialoghi, si respira un altro tempo, un'altra morale che sottende a tutta la trama e che comunque e comune a tutti quanti. Con gli occhi chiusi il protagonista vive intensamente un amore che è solo unilaterale però fino a quando la verità lo costringerà a vedere e ad abbandonare le illusioni d'amore dell'adolescenza.
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4.0Ottimo racconto neo verista, 24-02-2011
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Con Federigo Tozzi è proprio il caso di parlare di neo verismo. I tratti struggenti di un'autobiografia incentrata sulle decisioni di un figlio circa il suo destino discordi da quelle del padre-padrone che lo vorrebbe ricalcante le proprie orme per conservare il patrimonio di famiglia. Il tutto condito dalla ruspante sensualità di Ghisola che acceca il protagonista e non gli fa vedere la realtà delle cose.
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3.0romanzo autobiografico, 05-08-2010
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è un romanzo autobiografico e sotto il protagonista si cela Federigo e il rapporto difficile che ha avuto durante la sua giovinezza con il padre.Questo è il motivo centrale del romanzo ma è caratterizzato anche dalla tematica amorosa.Il titolo Con gli occhi chiusi allude alla caratteristica dell'autore di chiudere gli occhi nei momenti di difficoltà,di non voler vedere la realtà.
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3.0L'autobiografia secondo Tozzi, 08-07-2010
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Un po' tutti gli scrittori di calibro hanno creato almeno un'opera con dei ricorrenti risvolti autobiografici. Ebbene, "Con gli occhi chiusi" è l'"opera autobiografica" di Federigo Tozzi, autore senese cresciuto fuori dai circoli letterari, rustico, capace di dare vita e dignità sulla carta alla parlata di Siena, che può risultare a volte indigesta, ma mai poco coinvolgente.
Il conflitto del padre con il protagonista è una probabilmente involontaria precursione delle tematiche psicologiche che esplosero nella prima parte del XX secolo, dove l'insicurezza del figlio e la soverchiante autorità del padre sono costanti e credibili. Un poco insolita l'amata, nipote di onesti servi, eppure così intrigante.
Nel complesso una buona prova, che però risente dell'insistente insicurezza del protagonista, un "vaso di coccio" in mezzo al Palio della vita.
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