Notturno

Notturno

4.0

di Gabriele D'Annunzio


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Descrizione

Nel 1916, ferito a un occhio e costretto a indossare una bendatura che lo condanna a una temporanea cecità, D'Annunzio scrive il "Notturno" "con il capo riverso, un poco più in basso dei piedi"; per farlo si affida a sottili striscioline di carta, le "liste sibilline", poi raccolte, risistemate e pubblicate nel 1921. L'opera - spiega Elena Ledda nella prefazione -"sembra fondata su una sorta di sovrapposizione fantastica e allucinatoria di tre piani temporali che vicendevolmente si scambiano: il presente della scrittura e della malattia, il passato recente degli episodi di guerra, il passato remoto dei ricordi d'infanzia, della terra d'Abruzzi e della madre. E pochi ma essenziali sono gli elementi attorno ai quali si sviluppa questa narrazione frammentata: la morte, la guerra, la cecità, la donna".

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Tra gli scritti più intensi di D'Annunzio, 05-08-2010
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Raccolta di prose scritte durante la convalescenza di una ferita di guerra all'occhio, il Notturno, pubblicato nel 1921, riunisce impressioni, sensazioni e testimonianze di un D'Annunzio insolitamente costretto all'immobilità e alla solitudine. Temporaneo freno per l'uomo d'azione, l'esperienza della malattia agì come nuovo stimolo per lo scrittore che, nell'ambito di una forte sperimentazione formale, giunse ad una scrittura rarefatta e liricizzata, dal carattere intimo e autenticamente sentito. Opera particolarmente apprezzata dalla critica novecentesca, il Notturno ben testimonia l'inesauribile capacità di rinnovamento della scrittura dannunziana.
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