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La notte

La notte

di Elie Wiesel


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Descrizione

Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto? (dalla Prefazione di F. Mauriac)

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Voto medio del prodotto:  5.0 (4.9 di 5 su 7 recensioni)


5.0La notte., 15-07-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di M. Ceriali - leggi tutte le sue recensioni

«E' solo un pazzo lo straccione che ha visto cosa ne fanno i tedeschi degli ebrei, ha perso il senno, nessuno gli crede. Ma le SS arrivano ed esporpriano e poi la deportazione nel ghetto, ultima notte nella propria casa. Liquidazione del ghetto e ancora l'ultima notte inquieta nella nuova provvisoria casa. E' pazza la donna stremata dal lungo viaggio sul treno piombato che di notte vede roghi ed incendi. Il treno si ferma, e' notte, ultima notte sul treno, si scende, i roghi dei camini, la donna aveva ragione. Quella notte inghiottisce persone, per altre invece il campo di lavoro. E poi si deve evacuare il campo, e ancora un'ultima notte in Auschwitz. E sono ancora le notti che si portavo via uomini tra neve, freddo, fame, botte. Ecco il nuovo campo, ed e' ancora la notte che si porta via mio padre, ma io sono solo uno stomanco che grida fame, nessuna lacrima, nessuna tomba, nessuna preghiera.»

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5.0Mai dimenticheremo la sua notte, 24-04-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di R. Collodel - leggi tutte le sue recensioni

«Uno dei più strazianti libri-memoria sull'esperienza dei campi di concentramento; uno dei più intensi libri dello scrittore premio Nobel per la pace 1986.
E uno di quei libri che non possono mancare nella propria vita, perchè non sono letture, sono esperienze emotive assolutamente coinvolgenti, che non faranno mai più dimenticae la notte di Auschwitz.
»

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5.0Ma Dio dov'era?, 21-04-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di C. Benvenuti - leggi tutte le sue recensioni

«La dedizione a Dio di un ragazzo ebreo, studente del Talmud, viene messa a dura a prova dall'esperienza del campo di sterminio. Si salverà, dopo una serie infinita di orrori, visti e sperimentati sulla propria pelle, orrori che ritroviamo in tante altre testimonianze simili. La prima notte al campo, madre di una Notte infinita in cui ogni luce di speranza sembra non esistere più. Da leggere, per renderci conto ancora una volta che l'inimmaginabile è davvero esistito.»

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5.0La notte, 12-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
di M. Fabbri - leggi tutte le sue recensioni

«E' un libro per ragazzi, ma si legge volentieri anche da adulti.
E' un racconto autobiografico di un ebreo da collocare nel 1942; si tratta dell'adolescente Eliezer.
I genitori hanno un negozio mentre Elie studia la religione ebraica, con particolare interesse verso la Cabala, aspetto dell'ebraismo al quale lo introduce Moshè lo Shammàsh.
»

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4.0Il suicidio di Dio , 30-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di S. Mastrandea - leggi tutte le sue recensioni

«l libro che racconta la Shoa con un senso etico senza precedenti. La pagina a cui non rinuncerei mai.
Il finale morale, non scritto, è di quelli che porterebbe il peggior detrattore di Nietzsche a raccoglierne la fiaccola e a girare per i mercati.
Con la Shoa Dio non è solo morto: si è suicidato.
Ha abbandonato la croce e ha indossato il cappio dell'impiccagione.
»

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5.0La perdita di Dio, 17-09-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di R. Tortoli - leggi tutte le sue recensioni

«La notte è una fra le tante testimonianze scritte sull'Olocausto, una delle più pregnanti. Il racconto procede in modo asciutto e doloroso e per chi è aduso a leggere testi simili, ritroverà in questo libro tutti gli orrori e le atrocità che erano consumati ad Auschwitz-Birkenau: l'arrivo al Lager in tutta la sua brutalità, l'iniziale selezione operata da Mengele, la svestizione, la rasatura, la doccia, la disinfestazione, la consegna delle nuove divise, la quarantena, il sadismo dei kapo e delle SS, il lavoro oltre il limite delle proprie forze, le nuove selezioni. Tutto questo e altro era il Lager, tutto questo veniva vissuto da Elie Wiesel, insieme a suo padre, quando non aveva che quindici anni. Prima di varcare la porta dell'inferno Elie era un ragazzo la cui anima era abitata da Dio: studiava il Talmud e si preparava per la Cabbalà, desideroso di consacrare la propria vita all'Eterno. Poi, una notte, più buia delle altre, giunse con la propria famiglia ad Auschwitz dove lui e il padre, mentre avanzavano inebetiti, videro davanti a loro delle alte fiamme che salivano da una fossa enorme:
"Vi si bruciava qualcosa. Un autocarro si avvicinò e scaricò il suo carico: erano dei bambini. Dei neonati! Sì l'avevo visto, l'avevo visto con i miei occhi...Dei bambini nelle fiamme. (C'è dunque da stupirsi se da quel giorno il sonno fuggì i miei occhi?)."
Così, poco dopo, possiamo leggere la celebre pagina che recita:
"Mai dimenticherò quella notte...che ha fatto della mia vita una lunga notte.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima..."
Ora Dio taceva e nel cuore di Elie c'era il deserto:
"Lo studente del Talmud, il ragazzo che ero, si erano consumati nelle fiamme. Restava soltanto una sembianza. Una fiamma nera si era introdotta nella mia anima e l'aveve divorata."
Questa agghiacciante testimonianza sull'Olocausto ci lascia senza fiato, annichiliti, perchè sentiamo che quella lunga "Notte" senza Dio, quella lunga "Notte" vissuta dal povero Elie, rischiarata solo da fiamme infernali che bruciavano innocenti creature, quella oscura e maledetta "Notte", noi sentiamo in tutte le fibre della nostra misera anima che va al di là di ogni nostra immaginazione, fino a diventare incomprensibile nella sua malvagità.
»

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5.0Straordinario, 15-09-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di A. Gherardi - leggi tutte le sue recensioni

«La notte costituisce un autentico capolavoro della letteratura sull'Olocausto e certamente un libro da leggere e da studiare anche nelle scuole. Straordinaria,nella sua drammaticità, l'agghiacciante rievocazione della prima notte ad Auschwitz, quando l'autore, insieme al padre,assiste ad un carico umano di fanciulli gettato nella fornace ardente.Mentre il padre di Wiesel recita sommessamente il kaddish, l'autore proclama che mai dimenticherà quella notte, la prima trascorsa al campo di Auschwitz, che ha mutato la sua vita in una lunga notte, come pure mai dimenticherà i visi trepidanti dei bambini che, insieme ai corpi, svanivano inesorabilmente nel fumo dei camini. L'autore solleva interrogativi profondi sul perchè dell'Olocausto, sulla presenza o assenza di D-o e su cosa fu l'Uomo in quel frangente e più in generale su quale risposta dare alla tragedia umana della Shoah. »

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