La nostra guerra (1940-1945)

La nostra guerra (1940-1945)

3.0

di Arrigo Petacco


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Descrizione

"In tempo di guerra la verità è così preziosa che bisogna nasconderla dietro una cortina di bugie" ha scritto Winston Churchill. E sulla Seconda guerra mondiale ne sono state dette molte, ora per proteggere autentici segreti militari, ora per occultare responsabilità politiche, complicità, doppi giochi e tradimenti. Ma con la disastrosa avventura bellica italiana si è fatto ancora di più: si è cercato di attribuire alla folle megalomania di Mussolini - le cui colpe restano indiscutibili - anche quello che in verità dipese da una classe politica, militare, economica e intellettuale che prima lo aveva osannato e poi, ritenendolo il solo responsabile, lo aveva spinto verso il baratro. Alla luce delle rivelazioni, revisioni e riflessioni maturate negli ultimi anni, Petacco riscrive, con ritmo serrato e senza retorica, la cronaca dettagliata e impietosa, asciutta e diretta di quei cinque tragici anni in cui, accanto alle grandi personalità - Rommel, Churchill, Kesselring, Montgomery, Stalin e Mussolini - assurgono al ruolo di protagonisti i popoli e gli eserciti, i drammi collettivi, come in un grande "romanzo" corale.


Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0La Nostra Guerra 1940-1945, 11-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Senza infamia e senza lode, immagino si meriti un bel tre. Il titolo già lo spiega: un agile libretto sulla seconda guerra mondiale così come è stata combattuta e (soprattutto) subita dagli italiani. Migliore - più obiettivo, più serio - nella prima parte, quella militare, mentre nella seconda parte, relativa al periodo successivo all'armistizio, l'autore dimostra il proprio persistente coinvolgimento ideologico, perde le vesti e l'indipendenza intellettuale dello storico e assume quelle del simil-pansa esibendo ad ogni piè sospinto una malcelata antipatia per i "comunisti", ripetutamente contrapposti ai partigiani "buoni".
La parte sulla morte di Mussolini è inquietante per la compassione e l'emotività che vuole trasmettere (e che contraddice l'atteggiamento fortemente critico ostentato sino a quel momento nei confronti del duce), più da romanzo o da piece teatrale che da resoconto storico.
Bella invece, efficace, coinvolgente, la descrizione della ritirata di Russia.
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