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Nonostante il Vaticano

Nonostante il Vaticano

di Gianluca Ferrara


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Descrizione

Se, liberandosi dal pregiudizio, si ha il coraggio di dirigere il proprio sguardo verso le sfarzose cattedrali del cattolicesimo, il panorama appare sconfortante. Perché nei luoghi teoricamente destinati alla diffusione del messaggio di Cristo non si aggirano molti pastori di anime ma, fin troppo spesso, banchieri in abito talare o politici ipocriti, pronti a partecipare alla messa soltanto per guadagnare credibilità nei confronti del proprio elettorato. Mentre i presunti cristiani eletti deputati al Parlamento non esitano a esibire le proprie amanti o ad abbandonarsi a festini dal gusto discutibile, all'ombra della cupola di San Pietro fiorisce il malaffare e spericolate operazioni finanziare dettate dalla cupidigia vengono presentate come opere di beneficenza compiute nel nome della carità cristiana. Nonostante il Vaticano, però, esiste un modo diverso di vivere le proprie convinzioni religiose. Un modo che, fedele allo spirito del Vangelo, può essere riscoperto osservando le opere dei tanti preti scomodi attivi nelle drammatiche periferie delle capitali europee come nelle baraccopoli di tutto il mondo. Uomini in grado, con il loro esempio, di mettere in crisi le discutibili politiche varate dallo Stato della Chiesa in ambito non soltanto economico ma anche morale. Ed è proprio a loro che questa inchiesta di Gianluca Ferrara è dedicata. Con la Prefazione di Beppe Grillo e i contributi di padre Alex Zanotelli, don Andrea Gallo e don Vitaliano della Sala.

Dettagli del libro


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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 4 recensioni)


4.0 Nonostante il Vaticano, 26-09-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di G. Lamanna - leggi tutte le sue recensioni

«Titolo provocatorio per questo bel saggio che si occupa di pochi e coraggiosi preti che mantengono inalterati i pregi della carità cristiana anche nella corruzione del potere ecclesisastico. Questi preti scomodi, umili perché non mossi dalla brama del potere, in effetti finiscono con l'essere la salvezza della Chiesa, un'istituzione che, quando loro non possono più nuocere, li eleva ad esempio, magari anche beatificandoli, se non santificandoli.
Eppure in vita hanno dovuto subire mortificazioni, disagi, emarginazioni, proprio come tutti coloro che si attivano per ridare dignità all'essere umano, per fare in modo che le disuguaglianze vengano eliminate, per ridare vita e speranza agli oppressi, ai diseredati.
E così Ferrara ci parla di Don Milani, della sua opera, di quanto sia stato osteggiato dalla gerarchia ecclesiastica, come pure scrive di altri religiosi, facendoli addirittura parlare, come nel caso di Don Gallo, di Don Della Sala, di Padre Zanotelli, tutti sacerdoti scomodi, perché portano avanti il messaggio di Cristo mettendolo in pratica in prima persona, senza trincerarsi dietro motivi di comodo o, peggio ancora, di aspirazioni di potere.
Se la Chiesa come istituzione ancora esiste è anche per merito loro, per questi uomini fra gli uomini, per queste schegge di Cristo, come li ha ben definiti Beppe Grillo nella sua introduzione.
Nonostante il Vaticano non è un libro per soli credenti, ma è il libro per tutti gli uomini che sperano in un mondo più giusto.
»

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4.0Nonostante il Vaticano, 02-08-2011
di S. Lombarro - leggi tutte le sue recensioni

«Quando ho letto G. Ferrara pensavo si trattasse di Giuliano Ferrara e stava quasi per venirmi un colpo. E' impossibile chiudere gli occhi davanti alla realtà, soprattutto per le testimonianze che arricchiscono il libro, quelle di alcuni preti "scomodi" che, scegliendo di seguire il vero messaggio cristiano, si sono ritrovati, assurdamente, contro quella Chiesa di cui fanno parte. Uomini che hanno scelto di star vicino ai giovani e a coloro che soffrono, lottando per seguire i valori reali trasmessi dalla fede e pagandone, in prima persona le conseguenze. Quegli uomini che, con il loro coraggio, rappresentano l'unica speranza di cambiamento, perché il futuro possa trovare un mondo diverso, in linea con il messaggio di amore e fratellanza portato, oltre duemila anni fa, da Cristo. »

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5.0nonostante....., 31-05-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Sfera - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro di Gianluca Ferrara, il suo sesto, è la narrazione dell'impegno che da sempre contraddistingue l'autore. Impegno per i diseredati, ultimi, ignorati, quasi inesistenti per il senso comune dello stato e di certa società.
Il libro ruota intorno ad alcune figure di rilievo, noto ma non scontato: Don Milani, Don Gallo, Don Vitaliano, Alex Zanotelli. In comune essi hanno la carica rivoluzionaria che Ferrara indica come scopo e insieme mezzo per riscoprire il messaggio di Cristo, per farlo rivivere nonostante, appunto, il Vaticano.
Scritto come saggio/testimonianza, questo libro ci induce a riflettere sulla verità che il titolo palesa in maniera inequivocabile: dove si trova il messaggio rivoluzionario di Gesù, dove il suo anelito all'accoglienza, all'armonia, alla non esclusione, dove è forte il suo messaggio di amore incondizionato? Non negli apparati ecclesiastici, non nel Vaticano, non nella politica di potere dei prelati del Vaticano. Si trova nella vita quotidiana delle persone che Ferrara ricorda e fa parlare attraverso la loro stessa voce, una vita donata agli ultimi, a coloro che altrimenti non sarebbero esistiti, non avrebbero avuto alcuna dignità umana perché esclusi dal consesso ufficiale della religione di stato.
La scrittura denota tutto l'impegno intellettuale e morale dell'autore. Periodi forti a descrivere la tenacia di chi ha scelto di essere dalla parte dell'amore. Una scrittura tenace, viva, un ritmo che accompagna una rabbia pacata, quella di chi non si arrende, anzi fa della rabbia uno strumento della propria lotta. Una lotta fatta di senso di pace, di giustizia, di amore, che non teme avversari perché sa di essere nel giusto del messaggio evangelico, che è poi umano!
Le parole forti dell'autore accompagnano il lettore a conoscere meglio i personaggi che hanno fatto della lotta agli apparati di potere la bandiera della propria esistenza, per quanto sofferta e faticosamente contro corrente.
Si susseguono perciò le testimonianze di tre uomini in abito nero che intessono una rete che vuole abbracciare tutti, anche e soprattutto chi non crede, fedeli alle parole e all'opera di Cristo.
Don Andrea Gallo, il "prete del porto di Genova", una vita dedicata agli emarginati, accusato di essere comunista per aver equiparato le droghe all'ignoranza e alla sofferenza dei popoli in guerra. Allontanato più volte dalla sua parrocchia alla fine rimane senza, fino a quando viene accolto dal parroco di San benedetto al porto. La sua estrema sincerità, quella che gli ha fatto chiamare le cose col loro nome senza pudori assurdi, lo ha anche fatto additare dai "potenti" quasi come "eversore" dell'ordine delle cose.
Don Vitaliano Della Sala. Anche lui senza parrocchia, allontanato, per volere del suo Vescovo, dai fedeli che hanno fatto muro contro il potere per difenderlo. La passione di credente si sente in lui, lui che esalta giustamente il valore "anarchico" del Vangelo!
Padre Alex Zanotelli, missionario dei comboniani, contrastato sempre nel suo operato accanto agli "ultimi". Oggi la sua nuova Korogocho è Napoli, dove è diventato punto di riferimento per coloro che gridano l'affermazione dei diritti umani.
Il libro di Gianluca Ferrara ha il pregio del coraggio, il coraggio di "dire" e denunciare, nel senso di "far vedere"! Il libro di Gianluca Ferrara ha il pregio di far vedere, attraverso le testimonianze di quei personaggi a cui per troppo tempo gli "Apparati" hanno cercato invano di togliere la parola.
Come dice Beppe Grillo nelle prefazione "nonostante il Vaticano c'è ancora una Chiesa".
" Nonostante il Vaticano"....ha un senso nostalgico questo titolo, nonostante tutto quello che viene dopo l'immaginaria virgola!
Gina Sfera
»

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5.0Fede e potere, 06-05-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di R. Montagnoli - leggi tutte le sue recensioni

«Alcuni giorni fa ho letto sul n. 17 dell'Espresso un interessante editoriale di Eugenio Scalfari intitolato Il potere e il Vangelo. In esso l'autore, notoriamente ateo, evidenzia che dalla lontana donazione di Costantino la Chiesa è dibattuta fra la realizzazione del messaggio di Cristo e la difesa, o meglio ancora, il rafforzamento del potere temporale. E' una discrasia ormai più che millenaria, un conflitto che sembra insanabile e che in alcuni periodi si riduce, per poi riprendere vigore e riaffermarsi.
In pratica è di ciò che parla anche questo interessante e pregevole libro di Gianluca Ferrara, con un fondo di amarezza tipico dell'autentico credente che soffre nel vedere quanto la realtà differisca dai propositi, quanto il messaggio evangelico entri in aperto contrasto con un "fare" istituzionalizzato non difforme da logiche e da scelte di potere.
Mi si potrà far osservare che la questione è vecchia, che nulla è in effetti cambiato e nulla cambierà, che i difetti della Chiesa come istituzione sono tanti e facilmente evidenziabili e che quindi parlarne è facile, ma soprattutto inconcludente, perché il problema non si risolve.
Ferrara, però, non spara nel mucchio; la sua è un'analisi che cerca di essere la più fredda possibile per spiegare i motivi, additando una soluzione tanto semplice quanto, proprio per questo, di difficile, ma non impossibile realizzazione. Il percorso è quello segnato, è il messaggio di Gesù Cristo e basta seguirlo, così come hanno fatto e fanno tanti religiosi.
Questi preti scomodi, umili perché non mossi dalla brama del potere, in effetti finiscono con l'essere la salvezza della Chiesa, un'istituzione che, quando loro non possono più nuocere, li eleva ad esempio, magari anche beatificandoli, se non santificandoli.
Eppure in vita hanno dovuto subire mortificazioni, disagi, emarginazioni, proprio come tutti coloro che si attivano per ridare dignità all'essere umano, per fare in modo che le disuguaglianze vengano eliminate, per ridare vita e speranza agli oppressi, ai diseredati.
E così Ferrara ci parla di Don Milani, della sua opera, di quanto sia stato osteggiato dalla gerarchia ecclesiastica, come pure scrive di altri religiosi, facendoli addirittura parlare, come nel caso di Don Gallo, di Don Della Sala, di Padre Zanotelli, tutti sacerdoti scomodi, perché portano avanti il messaggio di Cristo mettendolo in pratica in prima persona, senza trincerarsi dietro motivi di comodo o, peggio ancora, di aspirazioni di potere.
Se la Chiesa come istituzione ancora esiste è anche per merito loro, per questi uomini fra gli uomini, per queste schegge di Cristo, come li ha ben definiti Beppe Grillo nella sua introduzione.
Nonostante il Vaticano non è un libro per soli credenti, ma è il libro per tutti gli uomini che sperano in un mondo più giusto.
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