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Non so che viso avesse. La storia della mia vita

Non so che viso avesse. La storia della mia vita

di Francesco Guccini


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Descrizione

Montanaro di pianura, nato a Modena, diffidente, avaro di sé, sobrio e bevitore, pigro e serissimo, ma chiacchierone instancabile, Francesco Guccini ha scelto, per la prima volta, di raccontare la sua vita. E ci è riuscito, in questo libro bello e bizzarro, nell'unico modo per lui possibile: fingendo di parlare d'altro, per dire tutto di sé. Per farlo, Guccini organizza una geografia: Pavana col mulino degli avi, i nonni, le nonne e i bisnonni, il bosco, il fiume, la montagna. Modena, odiata e amata, piccola città bastardo posto. Bologna, l'eletta, in via Paolo Fabbri, una vecchia signora dai fianchi un po' molli col seno sul piano padano e il culo sui colli. E poi gli altri luoghi e i loro aneddoti: le osterie, il giornale per sbarcare il lunario (perché cantare non è mica un mestiere), e le balere, dalla via Emilia al West, con gli orchestrali, le giacche con i lustrini, il rock and roll. E ancora: l'amore per il cinema, con gli amici Luciano Ligabue e Leonardo Pieraccioni, per le chitarre, per i fumetti e per l'ottava rima. E infine: il concerto, il luogo dell'incontro col pubblico, secondo una liturgia ritualizzata che comincia con il c'era una volta di "Lunga e diritta correva la strada" di "Canzone per un'amica" per finire con l'epos trionfale di "Non so che viso avesse" della "Locomotiva".

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Recensioni degli utenti


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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 9 recensioni)


4.0La vita di Guccini, 12-07-2011
di S. Papini - leggi tutte le sue recensioni

Il libro è l'autobiografia del grande cantautore emiliano.
La lettura è molto piacevole e sono raccontati molti episodi poco conosciuti della vita dell'artista. La parte finale, invece, non è scritta da Guccini e racconta (simile ad un testo scolastico) la poetica del cantante e perciò è decisamente più noiosa, tuttavia nel complesso il volume merita di essere acquistato.


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3.0Facendo la media, 17-06-2011
di A. Agfg - leggi tutte le sue recensioni

Voto medio tra il piacere di leggere le pagine scritte da Francesco, molto belle, e la discreta noia della seconda parte, scritta a mo' di libro di letteratura italiana, con analisi di testi di Guccini e cose così. L'avesse scritta tutta lui sarebbe stato meglio.

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4.0Rendiamo omaggio a Guccini!, 22-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di G. Antoci - leggi tutte le sue recensioni

Che il mitico vecchio saggio di montagna non avesse voglia di scrivere l'ennesima sua autobiografia lo si evince sin dall'introduzione, come lui stesso candidamente ammette. Ma nonostante ciò ci regala quello che sa fare meglio, e cioè delle storie vere come i personaggi che racconta, genuine come i cibi del mulino in cui è cresciuto, forti come le esperienze che ha vissuto e che lo hanno portato ad essere quello che oggi è e che forse un po' tutti dovrebbero ricordarsi più spesso: Francesco Guccini, il cantautore, il poeta, il narratore, il musicista, il patrimonio vivente della musica d'autore nazionale.

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3.0la vita di Guccini, 24-10-2010
di M. Cerulli - leggi tutte le sue recensioni

Una autobiografia narrata attraverso i luoghi e i personaggi fondamentali della vita dell'autore, che poi sono gli stessi delle sue canzoni. Ci ritroviamo Modena, Bologna, le balere, la via Emilia, gli amici come Ligabue e Pieraccioni e infine la descrizione del concerto,il luogo dove incontrare il suo pubblico.

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4.0Autobiografia di un cantastorie, 15-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Ceriotti - leggi tutte le sue recensioni

Biografia del grande cantautore Francesco Guccini, scritta in parte da lui stesso e in parte da Alberto Bertoni.
Guccini scrive le prime 110 pagine proponendo veri e propri capitoli della sua vita.
Il primo è dedicato al famoso mulino, (meglio trattato in Croniche epafaniche), e quindi ci parla della sua infanzia, con uno sguardo alle due famiglie di origine. Come in una chiaccherata tra amici Guccini parla delle sue chitarre, dei suoi libri, del suo primo quasi vero lavoro di giornalista. Trovano spazio un capitolo sulle osterie (immancabile)ed uno, molto ironico, sulle esperienze cinematografiche. La seconda parte del libro, scritta da Alberto Bertoni, è quella dedicata alle sue opere e all'analisi dei testi e allo stesso tempo continua la narrazione della vita di Guccini.
Con anche spunti interessanti...ad esempio viene riportata la critica del famoso Bertoncelli, finito nella canzone L'avvelenata, riportata pari pari.
Ecco, se qualcuno non ha mai letto nulla sulla vita di Guccini può (anche) iniziare da qui.


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4.0Saggezza contadina, 29-07-2010
di A. Carbonari - leggi tutte le sue recensioni

Guccini, arrivato all'età di settant'anni, getta uno sguardo ora malinconico, ora divertito, sul suo passato e ci dipinge e racconta un mondo a noi sconosciuto, fatto di montanari e contadini, di cittadini annoiati e cittadini entusiasti e vitali. E' un libro di memoria più che di memorie, pieno di echi delle sue canzoni (e non ci vuole certo un genio per capirne il perché), di saggezza contadina da trovare, magari, dentro un bicchiere di vino robusto.
Un libro per riflettere sull'imoprtanza del nostro passato, visto che senza siamo meno di un granello di polvere.


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2.0l'appennino tiepido, 07-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 4
di E. Prandini - leggi tutte le sue recensioni

Discretamente dipinta la cornice storico geografica, eppure il Guccini- scrittore perde la verve di altri scritti: niente a che vedere con Il diavolo e altri demoni... Meglio le sue canzoni.

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5.0Bel libro, 06-07-2010, ritenuta utile da 14 utenti su 17
di A. Atzeri - leggi tutte le sue recensioni

Chi pensasse ad una pura autobiografia resterebbe deluso. Del resto, per questo, ci sono già i bei volumi (assolutamente da leggere) di Massimo Cotto. Questo libro si muove invece nel solco della tradizione gucciniana, quella della ricerca delle radici: tra Pavana, Modena e Bologna. Interessanti i racconti che fa Guccini ricordando le sue storie di vita quotidiana, come altrettanto interessnti sono le pagine di Alberto Bertani che fa quasi una "esegesi" della produzione del cantautore. Un bel e buon dosato mix tra i racconti di Francesco e l'analisi di Bertani. Un volume che non può assolutamente mancare nella biblioteca dei fans gucciniani. Anzi, un libro da non perdere.

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2.0Che delusione!, 27-03-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 6
di C. Casarosa - leggi tutte le sue recensioni

Le prime 113 pagine scritte da Guccini sono godibili (pur rimanendo molto lontani dalle atmosfere magiche delle Cròniche Epafaniche) mentre le restanti 112 scritte dall'"italianista" A. Bertoni si riducono ad un dotto, pretenzioso e talvolta mal capibile ( insomma un "mattone" come si dice da noi in Toscana) incensamento dell'opera e della vita gucciniana cosa che a me sembra alquanto lontana dallo spirito dell'Artista.

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