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Non c'è silenzio che non abbia fine

Non c'è silenzio che non abbia fine

di Ingrid Betancourt

4.0

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  • Editore: Rizzoli
  • Collana: Scala stranieri
  • Traduttore: Peri F.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2010
  • EAN: 9788817044523
  • ISBN: 8817044520
  • Pagine: 717
  • Formato: rilegato
Un inferno verde fatto di fango, afa, insetti e malattia sul quale regnano il cinismo e la brutalità dei guerriglieri. Gabbie e catene, marce forzate e un'incontenibile voglia di libertà. L'ansia per la famiglia lontana e il conforto della preghiera. Ingrid Betancourt, rapita dalle Farc nel 2002, racconta la vita ai confini della civiltà, e spesso oltre quelli dell'orrore. Dove una piccola radio, un cucchiaio di zucchero, una scimmietta da addomesticare possono salvare dalla follia. Ma dove le persone non sono mai quello che sembrano: le compagne di prigionia, i soldati, gli amici, gli aguzzini nascondono ciascuno segreti e traumi, e alcuni saranno protagonisti poi di aspre polemiche seguite alla liberazione. Un documento prezioso e spietato sulle ambiguità dell'animo umano di fronte all'estremo, una lettura appassionante e un'occasione per meditare.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Diario di una prigioniera, 26-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un emozionante e dettagliato diario scritto a posteriori da Ingrid Betancourt. L'autrice narra le vicende dei suoi sei anni di prigionia nella foresta amazzonica. Ne emerge una donna dal carattere forte e dalla grande e limpida dignità. Forse alcuni capitoli si ripetono un po' tra loro...
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4.0Drammatico e avvincente, 08-03-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un intenso diario che narra le vicende tragiche e a tratti avventurose dei sei anni di prigionia di Ingrid Betancourt nella giungla colombiana. La vicenda è scandita da marce forzate in un ambiente ostile e pieno di pericoli e la ricerca di modi sempre nuovi per ingannare il tempo durante la lunga permanenza negli accampamenti. Colpisce la grande dignità e capacità di sopravvivenza della protagonista. Il libro appassiona: l'unica pecca è l'eccessiva lunghezza (700 pagine...). L'autrice avrebbe senz'altro potuto usare una maggiore sintesi, senza per questo compreomettere l'alta validità umana e letteraria dell'opera.
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