Non ho l'arma che uccide il leone

Non ho l'arma che uccide il leone

di Peppe Dell'Acqua


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Descrizione

Siamo agli inizi degli anni settanta. Prima a Gorizia, poi nell'ordinato e fiabesco parco sulla collina di San Giovanni che nasconde il manicomio di Trieste, Franco Basaglia inizia a scardinare i cancelli della psichiatria, a liberare - una a una - le persone che vi sono rinchiuse, a cancellare per sempre dai corpi e dalle menti il duplice marchio del "pericolo" e dello "scandalo" che leggi, usanze e costumi conferivano alla follia e al folli: poveri, pericolosi e scandalosi. Che ricominciano a respirare, a parlare, uscire, camminare, sognare e raccontare i propri sogni, ritornando a essere ciò che sono. Persone, cittadini con un nome, un cognome, un indirizzo, una professione, un conto in banca, uno stato civile, un campo d'azione dove giocarsi un futuro. Peppe Dell'Acqua, giovane psichiatra arrivato a Trieste, registra queste voci. E da quell'ascolto prende vita una grande e unica testimonianza, mai sentita prima. Ed ecco che "Non ho l'arma che uccide il leone" diventa un classico che, come tutti i classici, ha la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto: quell'attimo fuggente e magico in cui viene scritto un pezzo di storia, dopo il quale niente sarà più come prima.

Dettagli del libro


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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)


5.0Fantastico!, 08-07-2010
di A. Meneghetti - leggi tutte le sue recensioni

Un libro magnifico! Non possono esserci altri giudizi! Toccante, appassionato, chiaro... Getta una luce chiara (per quanto calda) sugli orrori che venivano perpetuati in quella che fu la "città dei matti", il magnifico frenocomio di Trieste, come in ogni altro manicomio in Italia e nel resto del mondo. La prima parte, la più "fotre" del libro, ci racconta le storie di alcuni dei "matti di San Giovanni" e dei loro compagni di reclusione medici ed infermieri, a cavallo del prima e dopo il 21 agosto 71, quando Franco Basaglia assume la direzione dell'ospedale, con la sensibilità e il calore che contraddistinguono Peppe (l'autore, allora neolaureato psichiatra dell'equipe di Basaglia). La seconda parte ci racconta invece l'epopea della Riforma psichiatrica anno per anno, mescolandola, com'è inevitabile che avvenga, con le storie personali di chi questa riforma l'ha fatta, l'ha voluta e l'ha anche subita. Insomma, è una grossa crepa nel murro del manicomio (e nel tempo -per fortuna-) che ci permette di gettarvi uno sguardo all'interno; un ottimo approccio a chiunque si interessi del tema, o anche una buona lettura per chiunque: cittadino profano e digiuno del tema, studente, psichiatra, psicologo, operatore, animatore, utente o parente che sia.

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