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Non dire notte

Non dire notte

di Amos Oz

4.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Traduttore: Loewenthal E.
  • Data di Pubblicazione: dicembre 2007
  • EAN: 9788807720000
  • ISBN: 8807720000
  • Pagine: 202
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
A Tel Kedar, una tranquilla cittadina israeliana nel deserto del Negev, abitano Noa e Theo. Dopo sette anni di felice convivenza, sono in una fase stagnante del loro rapporto. Theo, urbanista sessantenne di successo, appare sempre più introverso e sembra aver perso energia, voglia di fare e di mettersi in gioco. Noa, frenetica professoressa di lettere di quindici anni più giovane che insegna nella scuola locale, è sempre alla ricerca di nuovi traguardi e nuove sfide. In seguito alla morte di uno degli studenti di Noa, le viene affidato il compito di dare vita a un centro di riabilitazione per giovani tossicodipendenti. Aiutata da Muki, agente immobiliare, da Linda, una timida divorziata, e da Lumir, un pensionato, Noa si dedica al progetto con entusiasmo e idealismo, pronta a lottare contro l'opposizione di tutta la cittadina che teme che un simile centro possa portare droga e criminalità. Non vuole mostrare le sue debolezze e chiedere l'aiuto di Theo, e lui non vuole interferire se non è richiesto. Se per un verso la vicenda sembra mettere a dura prova la loro relazione, dall'altro dimostra lo struggente affetto, l'infinita tenerezza e il profondo amore che ancora li lega. La storia è narrata dai due protagonisti in prima persona. Un libro che esplora l'animo umano, che racconta la realtà quotidiana di una comunità lontana da Tel Aviv o Gerusalemme, protetta da filo spinato e guardie, che cerca di vivere una vita normale come qualsiasi altra cittadina del mondo.

Note su Amos Oz

Amos Oz è lo pseudonimo utilizzato da Amos Klausner, nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939. Figlio di Yehuda Arieh Klausner e Fania Mussman, i genitori erano immigrati sionisti dell'Europa Orientale. Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni e poi proseguì la sua formazione scolastica presso la scuola ebraica di Rehavia. La madre di Amos si suicidò quando lui aveva dodici anni. A quindici anni, in contrasto con il padre, entrò in un kibbutz, dove venne adottato dalla famiglia Huldai. Qui cambiò il suo cognome in Oz, che in ebraico significa forza. Ha svolto il servizio militare nell’esercito israeliano negli anni Cinquanta e ha partecipato alla guerra dei sei giorni e alla guerra del Kippur. Dopo il servizio militare, ha studiato Filosofia e Letteratura ebraica presso l’Università ebraica di Gerusalemme. Sposato con Nily, la coppia, dopo aver lavorato nel kibbutz, nel 1986 si trasferì ad Arad a causa dell’asma di Daniel, loro figlio. Ha iniziato a lavorare come giornalista durante il soggiorno nel kibbutz, mentre a esordito nella narrativa nel 1965, con la raccolta di racconti “La terra dello sciacallo”. Il suo primo romanzo, “Elsewhere, perhaps”, è stato pubblicato l’anno successivo. Autore di numerosi saggi e romanzi, Amos Oz lavora anche come giornalista e come docente di letteratura presso l’Università Ben Gurion del Negev.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 4 recensioni)

4.0Theo e Noa, 02-02-2012
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Il romanzo è ambientato in una sperduta cittadina ai margini del deserto del Negev e racconta una storia "minuta", di quasi banale quotidianetà: il rapporto un po' stanco dei due protagonisti, le loro vicende professionali, i rapporti con il resto della comunità. Eppure, come in altri romanzi di Oz, anche qui emerge qualcosa che va al di là dei fatti narrati, una maniera di comprendere ed indagare i sentimenti e le passioni (anche quelle appunto più quotidiane) in grado di toccare le corde più intime di ogni lettore. Alcune descrizioni poi sono davvero molto eloquenti e sensoriali, come quelle che descrivono la cittadina, che dietro l'ordine apparente non riesce a fugare un senso di malinconia e le descrizioni fisiche dei protagonisti, il profumo di caprifoglio che Noa si lascia sempre dietro.
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4.0Un libro gradevole, 17-11-2011, ritenuta utile da 48 utenti su 51
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Questo romanzo di Amos Oz, raccontato dai due protagonisti che si alternano nell'esporre le stesse vicende, non è forse un capolavoro, ma è decisamente gradevole, familiare. Infatti, sulla vicenda di questa coppia, affiatata nonostante le inevitabili divergenze, si respira un'aura "europea", sensibile nella musica che ascoltano, nelle scelte di letture e così via.
Anche la vicenda del ragazzo "difficile", che accentra su di sé la narrazione dei due protagonisti, ha qualcosa di fortemente europeo, un Israele molto vicino a noi.
Quindi, un bel libro.
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4.0Non dire notte, 17-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ma come ho fatto fino ad oggi a vivere senza amos Oz nella mia vita? E' un bella storia di convivenza nonostante tutto, di stili di vita completamnete diversi ma che riescono a trovare un equilibrio grazie al compromesso; belle le pagine che descrivono la cittadina e il deserto che la circonda, e quelle che raccontano della routine casalinga... Anche se il personaggio di Theo mi ha comunicato una grande malinconia: mi immaginavo questo uomo che vive come"sottofondo" alla dinamica vita di lei, che riordina il suo disordine, che vuole intervenire nei suoi discorsi, che non riesce a farsi capire. Il finale però mi ha risollevato il morale, ed è con un sorriso che ho chiuso il libro. Di certo continuerò a leggere questo straordinario scrittore!
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5.0Non dire notte, 09-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Trama inconsistente ma realistica, Amos ci porta sempre in un mondo abituale, lento, che assomiglia al deserto. Un deserto che non è affatto triste o desolato come ci si potrebbe aspettare ma che conduce in qualsiasi direzione insieme alle folato di vento ed al suo sconfinare nel cielo dal quale si rischia di non tornare più indietro. Alcuni passaggi, come le prime due pagine, sono davvero belli. Lr voci di una coppia, non certo più passionale come ai primi tempi, si avvicendano per narrare le vicende quotidiane che li porteranno ad avviccinarsi ed ad allontanarsi. E tutto inizia con la morte di un ragazzo, che conoscevano appena, e che non conosceremo mai come un addio che chiede ancora qualcosa.
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