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Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André

Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André

di Luigi Viva

3.5

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Dalla penna di un amico, ma anche di un "addetto ai lavori", una biografia commossa e sincera, lontana dall'ufficialità come dall'apologia. Gli anni dell'infanzia con Fabrizio, "Bicio", sfollato in una cascina di Revignano d'Asti; lo zio Francesco reduce dal campo di concentramento, prototipo di tante figure dolenti che popoleranno le sue canzoni. L'adolescenza e la giovinezza a Genova, tra i primi tentativi musicali, la ribellione e la scoperta del sesso, l'alcol, la bohème cittadina. E poi l'amicizia con Luigi Tenco, i primi timidi successi, il processo per oscenità a "Carlo Martello", il primo matrimonio, il figlio Cristiano, Dori Ghezzi e la Sardegna, il sequestro, la malattia. Una biografia con fotografie inedite.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

3.0Non per un dio ma nemmeno per gioco, 22-07-2011
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Sull'argomento trattato si trovano, se si cerca con costanza, testi ben più riusciti. L'autore mi ha lasciato la sensazione di voler ascrivere fabrizio in un preciso modello, quasi santificarlo... E poi non sono d'accordo sul fatto che il contenuto dei testi di " storia di un impiegato" siano farina del sacco di qualcun'altro, come se aver scritto contro il potere non si addica all'immagine da perpetuare ai posteri... De andre faceva politica non solo poesia, a modo suo e lucidamente. Ho imparato piu dalle sue canzoni che da anni di chiesa, preti e partiti.
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4.0Significativo, 27-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Se dovessi consigliare un libro a chi è interessato alla vita di De Andrè, suggerirei senza esitazioni questo per una serie di motivi. Prima di tutto, perché lo stesso Fabrizio aveva collaborato alla realizzazione dell'opera fino a che gli è stato consentito, e i suoi famigliari poi ne hanno preso parte dopo la sua morte; tutto questo garantisce quel minimo di attendibilità che ci si aspetta da una biografia. Il testo, inoltre, fornisce curiosi episodi della vita del poeta genovese, riempe alcune lacune che un fan piuttosto giovane potrebbe avere sulla sua esistenza senza però risultare invadente, o fuori luogo. Ho apprezzato anche la scelta di inserire immagini di Fabrizio- alcune mai viste- e versi delle sue canzoni nel mezzo del racconto, chiarendo anche alcuni dubbi che ci si potrebbe porre sulla loro origine. Infine - so che questo punto potrebbe risultare troppo materialistico rispetto all'argomento trattato, ma è giusto parlarne- questo è l'unico testo valido su De Andrè che abbia un prezzo ragionevole.
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