Non avrai altro «Cuore» all'infuori di me. Vita e miracoli di un settimanale di resistenza umana

Non avrai altro «Cuore» all'infuori di me. Vita e miracoli di un settimanale di resistenza umana

3.5

 


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Descrizione

Nel gennaio del 1989 - prima della caduta del Muro di Berlino - Michele Serra, Andrea Aloi e Piergiorgio Paterlini danno vita a un inserto satirico all'interno dell'Unità, ancora organo del Partito comunista italiano. Così nasce Cuore, che nel 1991 diventa settimanale indipendente. Un settimanale di resistenza umana. Resistenza a un sistema politico, quello del Caf di Craxi-Andreotti-Forlani; resistenza ai venti di guerra; all'arraffismo peninsulare; alla marea sommergente di un Moderno declinato all'italiana tra picchi olimpici di ignoranza e volgarità arricchita; allo stragismo occulto o mafioso. Cuore non aveva appartenenze partitiche: era di parte, non di partito (Serra dixit), innervato dagli umori di una sinistra non togata, totalmente inufficiale, in larghissima parte smagata e post-comunista. Nessuna cinghia di trasmissione, nemmeno dentro l'Unità. Nessuno a cui render conto, nessuna pubblicità, per di più. Liberi. Cuore è stato insieme un fenomeno sociale e una sorgente inesauribile di comicità corrosiva sull'Italia contemporanea, una sorta di organo vitale e sabotatore - un "cuore" appunto - annidato al centro dell'organismo moralmente e culturalmente malato del nostro Paese.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

4.0Pagine colme di "Cuore", 19-05-2012
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Non solo le prime pagine, ma vignette, elzeviri, rubriche classiche e qualche curiosità (nella parte iniziale del libro) . Due cose mi fanno sensazione sfogliando queste pagine: la volgarità della satira che non risparmiava niente e nessuno (vedi la copertina con il papa che palpeggia una donna nuda) e la terribile contemporaneità di alcune vignette e personaggi.
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3.0Non avrai altro Cuore all'infuori di me, 16-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un viaggio nel passato prossimo dell'Italia, consigliatoa chi è più giovane. Si possono così vedere splendori e miserie dell'Italia di Tangentopoli, e confrontarle con quanto avviene adesso. Il risultato però è un po' deludente, forse perché gli occhiali del passato tendono ad abbellire le cose, fino a che non si va a sbattere contro la dura realtà dei documenti. Anche vero che la satira è un prodotto che va consumato fresco: una battuta sul momento può essere perfetta, ma solo pochissime battute possono resistere agli anni tanto da diventare dei classici. Poi è forse anche vero quanto raccontato da molti: quando Cuore uscì, non c'era nulla del genere in circolazione in Italia, ma poi tutti gli altri quotidiani copiarono lo stile, e adesso queste cose per noi sono scontate. Il libro termina con una serie di brevi interviste a chi ha fatto parte della redazione; sembra di leggere i vangeli, nel senso che le storie raccontate collimano a grandi linee ma ognuno poi ricorda i particolari a modo suo. Forse il successo dipende anche da quello.
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