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Non avevo capito niente

Non avevo capito niente

di Diego De Silva


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Descrizione

Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 14 recensioni)


4.0Troppo divertente!, 22-05-2012
di G. Faggiano - leggi tutte le sue recensioni

«Bello e divertente... Praticamente ho rivissuto le mie giornate tra Tribunale e Studio.
De Silva scrive come pensa, nel senso che il libro rispecchia fedelmente il succedersi dei pensieri, senza nessuna sofisticazione eo rielaborazione.
Letto in appena 5 giorni.
Il tipo di lettura per rilassarsi e non pensare a niente.
»

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4.0C'era poco da capire., 07-05-2012
di M. Iannone - leggi tutte le sue recensioni

«Diego De Silva riesce a divertire sempre. Affonta i temi importanti come l'amore, la vita e il senso delle cose con un sorriso, o meglio, una risata! Da parte il divertimento che provo mentre lo si legge, questo libro racchiude molto. L'amore che arriva quando meno te lo aspetti, riempiendo gli spazi vuoti che in passato ti sei creato da solo.»

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3.0Ironico, 30-03-2012
di D. Cisternino - leggi tutte le sue recensioni

«Vincenzo Malinconico è uno dei personaggi che più mi hanno divertita durante tutta la mia vita di lettrice! Ironico, scanzonato e imbranato, riesce a divertire e allo stesso tempo far riflettere con le sue considerazioni sulla vita, sul lavoro, sulla musica e sui rapporti con le donne e l'amore in generale. "Non avevo capito niente" è un romanzo leggero e profondo, semplice e ricco, da leggere quando si ha voglia di prendersi una pausa dal caos della vita quotidiana.»

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4.0Malinconico.., 26-03-2012
di A. Brunco - leggi tutte le sue recensioni

«Ecco perchè ho deciso di non fare l'avvocato. Malinconico è un avvocato semi disoccupato, uomo fragile, timido, insicuro, duro con se stesso. Ma nello stesso tempo è un filosofo autodidatta che non fa altro che pensare, ideare, rimuginare. Ironico e fuori dagli schemi. Consigliato sotto l'ombrellone. »

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4.0Malinconico di nome e di fatto, 10-03-2012
di M. Loi - leggi tutte le sue recensioni

«Moderno, leggero ed ironico, estremamente leggibile e con alcune riflessioni sulla realtà quotidiana e sulle sue contraddizioni. Un protagonista, l'avvocato Malinconico, che suscita simpatia e coinvolge il lettore nelle proprie riflessioni e disavventure. Una vita che sembrava a pezzi (lavoro, amore, rapporto con i figli) piano piano viene ricostruita. In questo libro convivono piccole situazioni (i vicini di casa, il rapporto con i professori dei figli, la quotidianità) con un grande tema (la camorra) visto però più come "situazione" con cui si può venire a contatto che come fenomeno sociale. »

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3.0Scorrevole, 28-02-2012
di F. Palombo - leggi tutte le sue recensioni

«Vincenzo Malinconico sa essere ironico, sagace ma anche impacciato e poco propositivo. Interessante e realista la descrizione del contesto in cui si muovono gli avvocati odierni.
Libro non troppo impegnativo che però ci offre uno spaccato interessante sulla vita di un giovane avvocato che stenta a tenere insieme i pezzi della sua vita.
»

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3.0Divertente, 15-02-2012
di M. Capraro - leggi tutte le sue recensioni

«Divertente, autoirnoico e spensierato, è il nuovo libro di DIEGO SE SILVIA, un romanzo d'alto livello comico. Interessante nello svolgimenti della trama. Il finale propone una sorta di"vittoria" metaforica che riesce a far apprezzare ancor più il protagonista, a discapito della sua carriera di avvocato.»

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3.0Non avevo capito niente , 19-07-2011
di L. Roma - leggi tutte le sue recensioni

«Devo dire di essere vicino più al De Silva di Certi bambini. Abbastanza simpatico il protagonista (anche se un po' sentenzioso). Abbastanza ben descritta la condizione di una fetta consistente degli avvocati di oggi. Abbastanza inutili le digressioni sulle canzoni. Insomma, niente di che: un librro "abbasatanza. Il che -se ci pensate- non è poco.»

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3.0Ci conquista con lentezza, 31-05-2011
di S. Capurso - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro da un punto di vista comico è perfetto: molto divertente e ricco di spunti comici e metafore particolari, il tutto proveniente dalla fantastica verve del protagonista. Il problema vero è però rappresentato dalla trama forse troppo lenta. Tutto sommato piacevole.»

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3.0Non avevo capito niente, 28-03-2011
di B. Finzi esaustini - leggi tutte le sue recensioni

«Nonostante contenga alcune idee molto graziose, non mi ha convinto del tutto... De Silva ha un talento straordinario, profondo, originale. Riesce a scomporre e ricomporre la trama di una romanzo, è innovativo... Insomma mi piace. Dopo aver letto "La donna di scorta" però mi aspettavo qualcosa di diverso. Quello che mi ha lasciato perplesso è stata la scelta di giocare con il lettore, di fare "il piacione", di farlo contento. Entra nel presente con l'Ikea, i 4 salti in padella e il tg 5. Fa l'elenco di tutto quello che gli piace e di quello che non gli piace. Usa dei modi di dire spassosi presi dal dialetto napoletano, coccola il lettore gli fa pensare: "Oh quanto ha ragione!".
No, mi aspetto di più da lui. Oddio è anche vero che la sua scelta ha pagato, è riuscito a vendere e il libro è finito anche tra gli scaffali dell'esselunga. Ed è un successo (lo dico senza ironia).
»

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4.0Non avevo capito niente, 14-02-2011
di J. Smith - leggi tutte le sue recensioni

«Conoscevo già la fama di questo autore. Questo libro mi è piaciuto davvero molto. Avevo conosciuto De Silva con "Voglio guardare", testo molto particolare, cupo, da leggere sul filo della tensione.
"Non avevo capito niente" è completamente diverso. Vincenzo Malinconico, avvocato squattrinato in una Napoli odierna, si muove tra il suo studio di 18 mq arredato in total look Ikea, le aule del Tribunale, casa sua. Divorziato, due figli che adora e che compaiono nel romanzo con dialoghi e situazioni memorabili, una ex-moglie psicologa, un nuovo amore (forse) in arrivo.
Certo, De Silva è un uomo, e quindi, chi mai si potrebbe invaghire del nostro protagonista impacciato, immaturo, volenteroso, inconcludente (per sua stessa ammissione)? Ma naturalmente l'avvocatessa più "yeah" della città, quella a cui tutti sbavano dietro, quella che (guarda caso!) sceglie proprio lui, l'Insignificante. Sorrido solo un po'. E' difficile non cascare in questi cliché, e forse se in un romanzo di questo tipo non ne trovassimo, saremmo più sconcertati che altro.
Però De Silva si può perdonare. Perché il suo protagonista è, in effetti, irresistibile.
»

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4.0Piacevolissimo, 06-02-2011
di M. Loiacono - leggi tutte le sue recensioni

«L'ambiente del tribunale italiano è descritto in maniera efficacissima, sdoganando i cliché di un certo genere di professionisti saccenti e... Maleducati. L'avvocato Malinconico, invece, ha i piedi per terra. Assapora la fatica della professione che per altri è una vetrina.
La lettura è godibilissima e leggera. Consigliato soprattutto ai giovani avvocati.
»

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