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Il nome della rosa

Il nome della rosa

di Umberto Eco


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  • Editore: Bompiani
  • Collana: I grandi tascabili
  • Data di Pubblicazione: dicembre 2000
  • EAN: 9788845246340
  • ISBN: 8845246345
  • Pagine: 540
  • Formato: brossura
Il romanzo d'esordio nella narrativa di Umberto Eco. Ecco alcuni commenti: "Il libro più intelligente - ma anche più divertente - di questi ultimi anni" (L. Gustafsson, Der Spiegel); "Il libro è così ricco che permette tutti i livelli di lettura ... Eco, ancora bravo!" (Robert Maggiori, Libèration); "Brio e ironia. Eco è andato a scuola dai migliori modelli" (R. Ellmann, The New York Review of Books); "Precisamente il genere di libro che, se fossi un milionario, comanderei su misura" (Punch); "E' riuscito a scrivere un libro che si legge tutto d'un fiato, accattivante, comico, inatteso..." (M. Fusco, Le Monde).

Note su Umberto Eco

Umberto Eco nacque ad Alessandria il 5 gennaio del 1932. Compì i suoi studi presso il liceo classico “Giovanni Plana” di Alessandria e in seguito si iscrissse alla facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi di Torino, dove nel 1954 conseguì la laurea con una tesi sull’estetica di San Tommaso d’Aquino. Durante il periodo di studi iniziò ad interessarsi di cultura medievale, ambito che continuò a coltivare anche in seguito. Pur avendo in precedenza aderito al movimento giovanile di Azione Cattolica, durante l’università smette di credere e abbandona il movimento e la Chiesa cattolica. Nel 1956 pubblicò la sua prima opera, “Il problema estetico in San Tommaso”, pubblicazione che rappresenta un’estensione della sua tesi di laurea.
Negli anni Cinquanta iniziò ad occuparsi di Semiotica della cultura popolare contemporanea e all’indagine critica sullo sperimentalismo artistico, studiò i Mass Media e il loro influsso nella cultura di massa. Nello stesso periodo iniziò a collaborare con la RAI, in un periodo in cui l’ente televisivo intendeva proporre nuove idee e volti nuovi per cercare di modernizzare i programmi proposti. La collaborazione però non durerà a lungo, ma da questa esperienza Eco raccolse alcune idee per le sue successive opere. Dalla fine degli anni Cinquanta fu condirettore editoriale della casa editrice Bompiani e iniziò a porre le basi teoriche per il movimento artistico e letterario d’avanguardia denominato Gruppo 63.
Iniziò la sua carriera universitaria nei primi anni Sessanta. Svolse la professione di docente in numerose università italiane, tra cui Torino, Milano, Firenze e Bologna. A Bologna, dopo essere stato direttore dell’Istituto di Comunicazione e spettacolo al DAMS, diede vita al corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Tenne, inoltre, lezioni in alcune prestigiose università straniere. Nell’88 fondò il Dipartimento di Comunicazione dell’Università di San Marino. Lasciò l’attività accademica nel 2007 per limiti di età. Autore di numerosi saggi, iniziò a dedicarsi alla narrativa negli anni Ottanta. Il suo primo romanzo, “Il nome della rosa” (1980) riscosse un incredibile successo, vincendo il premio Strega del 1981 e divenendo uno dei romanzo più celebri del secolo. Collaborò con numerose testate giornalistiche e dal 2010 divenne socio dell’Accademia dei Lincei. Umberto Eco venne a mancare nel febbraio del 2016.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 64 recensioni)

3.0Il nome della rosa, 28-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Il romanzo di Umberto Eco spinge il lettore a riflettere sulla natura dei libri e della conoscenza e sull'uso che se ne può fare. E' un libro un po' impegnativo dal punto di vista della natura; certe parti sono molto belle e scorrevoli, mentre altre appaiono abbastanza noiose, specialmente quando si hanno i flashback storici che vanno avanti per molte pagine.
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4.0Un pò troppo eco, 24-05-2012
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Il nome della Rosa, è un libro da cui mi aspettavo molto, soprattutto avendolo letto dopo il pendolo di Focault. Nonostante mi sia piaciuto, essendo un ottimo thriller, ambientato in epoca medievale, è risultato con un ritmo un pò troppo lento e con troppe digressioni su fatti storici o nozioni, che vanno a interrompere l'immersione nella storia da parte del lettore.
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3.0Piacevole, 10-05-2012
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Devo dire che per essere un Thriller è fortemente incalzante e originale. La trama si mostra avvincente fin dall'inizio della lettura, con dei ritmi narrativi di alta tensione; tuttavia la scrittura l'ho trovata troppo pesante e a tratti anche tediosa. Infatti distoglie l'attenzione del lettore in alcuni punti. Comunque sia molto valido!
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4.0Non un capolavoro, 26-03-2012
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Un thriller romanzesco di tutto rispetto per lo scrittore Eco, tuttavia a mio modesto avviso fin troppo pretenzioso e dal linguaggio ricercato e formalmente pesante. La trama è davvero avvincente ma fatica a decollare anche se tuttavia bisogna riconoscere al testo un valore alto derivante dalla sua bellezza e dal motivo narrativo sempre perfetto e impeccabile.
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2.0Piacevole, 21-03-2012
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E' un testo di tutto rispetto. Ma caspita, ha un linguaggio troppo impegnativo. Di un libro io apprezzo principalmente la semplicità. E questo libro bisogna ammettere con grande evidenza che è impegnativo e a tratta noioso. La trama intriga fin dall'inizio e il ritmo si mantiene serrato per tutta la durata della lettura. Merita sicuramente ma l'ho anche odiato per lo stile pretenzioso!
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3.0Consigliato, 18-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Permettetemi di osare un giudizio non proprio positivo quanto eccellente per lo scrittore Eco. Il nome della rosa è sicuramente un thriller degno di nota ma la scrittura haimè è fin troppo esagerata, strutturata e impegnativa per un lettore esigente o non. Per quanto accattivante si sia mostrato infatti non ho digerito affatto lo stile. Tuttavia merita d'essere letto.
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3.0Consigliato, 08-03-2012
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Questo libro è davvero intrigante e coinvolgente. Ma non capisco il motivo per cui molti e forse fin troppi, continuano a considerarlo un vero capolavoro. Ammetto che lo scrittore è molto talentuoso e riesce a tenere incollati alla storia, ma la sua scrittura è fin troppo esageratamente pesante e prolissa! Caspita, prima di arrivare alla fine bisogna farne di strada!
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4.0Il nome della rosa, 27-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Nel novembre 1327, l'abbazia benedettina del nord Europa è scelta come sede di un incontro tra tre delegazioni, imperiale, francescana e popolare. Avvengono tre delitti. Guglielmo di Baskerville è incaricato di indagare sulle morti, insieme al discepolo novizio Adso da Melk, l'io narrante che racconta la vicenda a distanza di molti anni. La scoperta dell'assassino coincide con la ricerca di un misterioso libro che sembra collegato agli omicidi.
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5.0Ottimo libro, 07-09-2011
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Libro d'esordio di Eco nella narrativa, rappresenta forse uno dei momenti più alti della letteratura italiana moderna, questo viaggio tra misteri antichi, nefandezze e orrori di un monastero che dovrebe offrire solo cultura e pace. Lo sviluppo è davvero ottimo, il lettore sarà perennemente con il fiato teso.
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5.0Il migliore, 07-09-2011
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Non è solo un libro da tenere sugli scaffali della libreria, questo è Il libro, quello a cui ogni tanto si ritorna e che ogni volta che lo si legge si trovano nuovi dettagli accattivanti. Un giallo, e la storia si svolge su un monastero isolato sui monti. Ma è anche un romanzo storico, perchè ci catapulta nel medioevo con la sua cultura, tutti i lati oscuri dell'epoca. Non so se è il più bel libro scritto nella storia della letteratura contemporanea, sicuramente è il più bel libro che ho mai avuto piacere di leggere
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5.0Indescrivibile, 29-08-2011
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Il libro da portare su un'isola deserta. Il più bel libro che abbia mai letto. Fondamentalmente un giallo, ma che è capace di trattare argomenti religiosi e filosofici, come la poetica di Aristotele. Il tutto non lasciandosi andare a mere speculazioni, ma trattando il tutto con concretezza e senza annoiare in alcun modo il lettore. IL libro perfetto.
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3.0Eco si fa conoscere al grande pubblico, 29-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Di sicuro il film con Sean Connery ha contribuito non poco al successo di questo libro. Il professor Eco, con la scusa di un romanzo fratacchion-poliziesco (come sempre) fa sfoggio di tutta la sua cultura enciclopedica e spesso si dimentica dei suoi protagonisti per pagine e pagine, lasciando il lettore senza memoria degli accadimenti che precedevano le sue lunghe digressioni. Famosa nel film la frase di Connery che, come il miglior Sharlock Holmes, si lascia andare ad un: Elementare Adso! Che per fortuna ci riporta un po' sulla terra. Detta recensione eretica sarà bruciata sul rogo!
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