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Noi

Noi

di Evgenij Zamjátin


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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 3
  • Traduttore: Lo Gatto E.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1990
  • EAN: 9788807804120
  • ISBN: 8807804123
  • Pagine: 160

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 3 recensioni)

5.0Imperdibile, 24-02-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Amando il genere distopico e avendo letto le due pietre miliari "Brave New World" e "1984" ho cercato a lungo un libro che potesse assomigliarvi e ho trovato questo piccolo capolavoro dimenticato della letteratura russa.
"Noi" è una distopia "matematica" unica nel suo genere, in cui il mondo è governato dai numeri, osannati e amati in tutta la loro freddezza e razionalità. Tutte le giornate sono regolate da precisi rituali, i piaceri regolamentati e sottoposti al controllo delle autorità. Non è però un mondo oppressivo come quello di 1984 dove il malcontento e la ribellione serpeggiano: qui gli abitanti appaiono piuttosto sereni e soddisfatti dell'organizzazione della società. Il protagonista, come sempre succede in questi romanzi, è diverso: inizia a nascere il lui il germe del dubbio, inizia a dubitare di se stesso e dei valori in cui fino a quel momento aveva ciecamente creduto. Scoprirà quanto possono essere travolgenti e pericolosi per la sua incolumità i sentimenti e piano piano scivolerà sempre di più verso la distruzione.
Finale crudo, intenso e spietato. Da leggere assolutamente.
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4.0Un romanzo dimenticato, 06-07-2010, ritenuta utile da 48 utenti su 48
di - leggi tutte le sue recensioni
La prima e la meno nota delle tre grandi anti-utopie del XX secolo, quella da cui le altre due (Il Mondo Nuovo di Huxley e 1984 di Orwell) hanno attinto a piene mani.

Essendo la pietra miliare delle Anti-Utopie (o distopie che dir si voglia) del secolo passato lo considero un testo 'imperdibile' da leggere, al di la' di una scrittura che puo' mostrarsi datata nello stile ma che rimane attuale nei contenuti, cosi come attuali rimangono gli altri due citati di Huxley e Orwell.

"Noi" e' un libro dimenticato, tanto che l'Editore Lupetti lo ha ripubblicato nel 2007 in una collana denominata "I rimossi", nome indicativo. Una fortuna, ho cercato questo libro per anni visto che la precedente edizione di Feltrinelli era da moltissimo tempo fuori catalogo.

Questa omissione dell'opera di Zamjatin, del 1922, aperta critica di quello che fu un intellettuale rivoluzionario a cio' che lo Stato sovietico minacciava di diventare, sembra pero' non essere solo italiana visto che poco tempo fa anche "Le monde diplomatique" scriveva di Zamjatin e di Noi che "Il silenzio nel quale la sua opera viene celata si prefigura come una vittoria a posteriori di Stalin".

La Storia e' quella di uno Stato Unico, dominato dalla figura del Benefattore, dove tutto e' precisamente regolato, fondato su una logica di perfezione matematica, che permette all'individuo di non essere tale ma parte di un tutto, non piu' un Io ma un NOI.

Una perfezione che rischia di venire incrinata da un fattore destabilizzante che fa la sua improvvisa comparsa, la Fantasia, di cui lo stesso protagonista, campione di logica matematica, restera' vittima.

Il saccheggio operato da Huxley prima e, ancor piu', da Orwell poi e' evidente.
Il pregio di questi ultimi due autori e' che riescono ad aggiungere una maggiore intensita' delle passioni nei protagonisti, maggiore pathos. Questo pero' non mi appare elemento sufficiente per degradare Noi e Zamjatin nel Girone dei Dimenticati visto che il romanzo continua ad avere tutta la sua valenza, accresciuta dal saperlo antisignano degli altri due.

Da leggere assolutamente.
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4.0futuro inquietante, 06-07-2010
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Se dovessi descrivere questo libro con una frase direi "la matematica contro la poesia". Il mondo distopico di Zamjatin è un mondo dove tutto ciò che è riconducibile in qualche modo ad una legge matematica è un bene, mentre tutto quello che non lo è non solo è inutile ma addirittura dannoso. Di conseguenza l'approccio "poetico" alla vita basato sul sentimento, proprio per il suo non potersi ricondurre a niente di razionale viene osteggiato e poi apertamente combattuto.
Questo aspetto è quello che più mi ha colpito, e del resto come non avrebbe potuto farlo dato che tutta la filosofia di questa realtà è una filosofia basata sulla matematica. E non per niente, in quella che per me è l'immagine più bella del libro, per descrivere le diverse concezioni del mondo tra chi lo vuole difendere e chi lo vuole abbattere, Zamjatin non usa complicate descrizioni ma due concetti come "entropia" ed "energia".
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