Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

di Christiane F.


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Descrizione

Berlino, anni Settanta, quartiere dormitorio di Gropiusstadt. Christiane F. ha dodici anni, un padre violento e una madre spesso fuori casa. Inizia a fumare hashish e a prendere Lsd, efedrina e mandrax. A quattordici anni per la prima volta si fa di eroina e comincia a prostituirsi. È l'inizio di una discesa nel gorgo della droga da cui risalirà faticosamente dopo due anni. La sua storia, raccontata ai due giornalisti del settimanale "Stern" Kai Hermann e Horst Rieck, è diventata un caso esemplare, una denuncia dell'indifferenza della nostra società verso un dramma sempre attuale. Una testimonianza cruda, la fotografia di un'epoca. postfazione di Vittorio Andreoli.

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Recensioni degli utenti


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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 11 recensioni)


5.0Reale, verità allo stato puro, 22-02-2014, ritenuta utile da 1 utente su 1
di E. Corda - leggi tutte le sue recensioni

Ho letto l'autobiografia di Christiane, un'adolescente che ha vissuto nella Berlino degli anni Settanta, quando avevo la stessa età della protagonista. Racconta la sua vita, il suo ingresso nel mondo della droga in modo graduale, attraverso tappe che molti suoi coetanei a quel tempo vedevano quasi come riti di iniziazione.
Il linguaggio è quello reale, ricco di modi di dire tipici, e non vengono risparmiate le descrizioni delle procedure necessarie per preparare la droga da iniettarsi. Non mancano i riferimenti all'inevitabile esordio nella prostituzione, anche qui attraverso piccoli passi, fino all'avere rapporti sessuali con personaggi di tutti i tipi per poter avere la roba.
Un libro dal quale non si può davvero prescindere, anche per i più giovani.


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4.0Immancabile , 29-02-2012
di F. Palombo - leggi tutte le sue recensioni

Il romanzo autobiogradico di Christiane F. Ci apre gli occhi su un fenomeno che ha avuto il suo picco negli anni 80: la droga per i giovani (quando non giovanissimi). Il racconto è crudo, diretto e schietto nell'affrontare un tema così delicato ma ciò gli consente di affrontare l'argomento in maniera dettagliata, precisa, senza giri di parole.

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5.0Wir Kinder vom Bahnhof Zoo, 23-02-2012
di G. Martinelli - leggi tutte le sue recensioni

Sono passati anni dalla prima volta che lessi questo libro... L edizione del 1983... Regalata da mia mamma a mio babbo... Una storia toccante e molto forte quella di Christiane F, entrata da ragazzina nel giro della droga e della prostituzione.
La sua storia personale molto triste che l'ha trascinata in quel tunnel, ma non è l'unica.
Il libro racconta la Berlino di quegli anni e come tanti coetanei di Christiane siano entrati dentro a quel giro e non ne siano mai più usciti.


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4.0Lo zoo di Berlino, 09-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Villa - leggi tutte le sue recensioni

E' difficile leggere questo libro cronaca di una storia vera di droga e degrado e riscatto senza avere bene in mente le scene del bellissimo film (tratto dal libro) e l'immagine del palazzo della Mercedes con il suo simbolo che gira. Il periodo appare lontano, così come quel tipo di droga, ma è solo una sensazione sbagliata, e l'importanza di questa storia sta proprio nella memoria che rappresenta, nel mostrare insidie che una società vuota e falsa alimenta, ora più che mai.

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4.0Un libro bellissimo, 02-02-2012
di P. Canfora - leggi tutte le sue recensioni

Un libro bellissimo, volevo leggerlo da sempre. Mi è capitata l'occasione e l'ho preso. Letteralemnte divorato. Tanto bello quanto crudo, così vero da far paura. Secondo me dovrebbe essere letto a scuola. E' un libro molto educativo e importante per le nuove generazioni che non hanno vissuto in quel periodo!

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5.0Una generazione in "viaggio", 20-01-2012
di D. Marangon - leggi tutte le sue recensioni

La realissima e drammatica testimonianza della generazione del "viaggio" nel mondo della fantasia, con tutti i costi umani e materiali che il biglietto per questo viaggio comporta. L'ambientazione nella Berlino degli anni 70, posto di confine tra due culture separate dal muro, che non si cura degli adolescenti che rappresentano il suo futuro, fanno di questo libro un capolavoro assoluto!

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4.0Importante, 29-09-2011
di L. De angelis - leggi tutte le sue recensioni

Sono cresciuto divorando la vita di Christiane. Un libro intenso e meraviglioso che si affaccia sugli anni 80 e sulla felicità chimica di quegli anni. Felicità apparente che si trasforma nell'incubo più orrendo che esista. Il libro offre molti momenti di riflessione per chi, come ho fatto io, si lascia catturare dall'avventura.

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5.0Introspettivo e ancora attuale, 18-09-2011
di A. Polacci - leggi tutte le sue recensioni

Il romanzo di Christiane è un classico che non può mancare dal repertorio. Colpisce per la serietà e la gravità dell'argomento ma soprattutto per la schiettezza. Le problematiche vissute attraverso un'adolescente emotivamente fragile sono rappresentate in tutta la loro crudezza. I colpi di scena non mancano ma sempre sulla linea guida del reale.

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4.0Imperdibile, 07-09-2011
di M. Pirrello - leggi tutte le sue recensioni

è un classico ormai e non è possibile non averlo letto. Christian F. Racconta la sua vita e la sua esperienza di tossicodipendente, le persone che conosce e i problemi a casa. Corrono gli anni '70 in Germania, anni che videro un'ampia diffusione nell'uso di eroina in tutta Europa, è estremamente crudo, descritto con maestria arriva al succo delle cose facendoci respirare tutto il degrado che i ragazzi vivono, la prostituzione per ottenere la dose quotidiana, la morte sempre accanto nei rischi di overdose. Supera e di molto il film, per quanto bene anche quello sia stato realizzato, perchè il linguaggio letterario è decisamente più diretto della sua trasposizione su schermo.

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4.0Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, 06-08-2011
di A. Lopez - leggi tutte le sue recensioni

Mi ha colpito, non mi aspettavo che fosse un romanzo così crudo e disperato, la voce narrante è quella di Christiane F, l'eroinomane più famosa della Germania degli anni '70, divenuta ben presto simbolo di tutti i giovanissimi di quegli anni (e non solo) caduti in questa voragine miserevole. Figlia di un padre violento e di una madre permissiva e assente, Christiane inizia, all'età di 12 anni, a fumare hashish e a prendere pasticche, per poi scivolare nel brutto mondo dell'eroina. La sua testimonianza, raccontata con un lessico tipico e rappresentativo della gioventù sbandata di quegli anni, è un continuo cadere, uscire e ricadere in questa voragine: "bucare", "farsi un trip", "sballare", "stare a rota", e poi prestarsi a servizi sessuali per ribucarsi ancora e ancora. Tanto che viene spesso voglia di entrare nel libro e urlare a quei poveri ragazzi: "Ma perchè avete bisogno di tutto questo? Perchè non trovate la forza di abbandonare tutto e dedicarvi ad altro, dato che la vita è una e vale la pena di essere vissuta? ". Ovviamente si è relegati al ruolo passivo di lettori e non si può che restare nel proprio angolino, a scioccarsi ma anche a riflettere. Concordo con ciò che Vittorino Andreoli scrive nel saggio dell'edizione Bur: questo è un libro per pensare, non solo alla droga, ma prima ancora al senso della vita. Quella di Christiane e dei suoi amici è una non-vita, un'esistenza vuota, marcia, buttata via, ma al contempo un urlo di dolore, un richiamo a se stessi, un tentativo, ovviamente discutibile, per ribellarsi alla società passiva e burattina che li circonda. Christiane esprime un disagio evidente, e, soprattutto alla fine del libro, quando torna alla normalità (che non trova meno grigia di quella dell'eroina) dimostra di voler avere dei principi precisi, ama chi si batte per i suoi ideali, sdegna i "piccoli borghesucci", come li chiama lei, dediti alle compere e alla famigliola e rifiuta il sesso facile al quale molte delle sue coetanee non drogate si prestano (è infatti sintomatico il fatto che, nonostante tutto ciò a cui si abbassa, gli unici rapporti sessuali che ha nel libro li ha col ragazzo che ama, Detlef, e rifiuta tutti gli altri). Insomma, è tosta, tanto che, quasi quasi, tutto ciò che fa pare avere il suo perchè... Ma solo apparentemente. In definitiva un documento importante, per informarsi, per riflettere, per pensare.

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