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Noi credevamo

Noi credevamo

di Anna Banti

4.0

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È il 1883. Chiuso nella sua casa torinese, l'ormai settantenne don Domenico Lopresti. gentiluomo calabrese di incrollabile credo repubblicano, inizia a scrivere le proprie memorie, ripercorrendo l'attività politica clandestina, i dodici anni trascorsi nelle carceri borboniche, l'impresa dei Mille vissuta a fianco di Garibaldi, infine l'impiego presso le dogane del Regno unitario. Scrive con rabbia, di nascosto, quasi se ne vergognasse, spinto dalla necessità di frugare nel proprio passato per "rovesciarsi come un guanto": ne trae amarezza e disillusione. Antimonarchico, assiste al crollo dei suoi ideali risorgimentali e si abbandona ai ricordi di una vita raminga fitta di amicizie, tradimenti, speranze e delusioni: una vicissitudine umana di grande fascino che si fonde con le vicende di tutta una nazione dall'inizio dell'Ottocento ai primi anni del governo unitario, dando vita a un grandioso affresco tratteggiato con prosa compatta dalla leggera mimesi ottocentesca.


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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Un capolavoro secondo me, 25-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Lo stile della scrittura a volte rende poco scorrevole il libro, ma nel complesso è un prezioso reperto rimasto sottotraccia per molti anni. L'arguzia dell'autrice non è affatto minore a quella di Tomasi di Lampedusa; il dipinto dell'unificazione italiana che ne esce è così drammaticamente attuale da far nascere nella mente di chi legge questo pensiero: "Noi credevamo, Noi sublime parola... Ma adesso cosa siamo diventati, e sopratutto... Siamo mai stati un NOI? "
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4.0Il gemello de "Il Gattopardo", 03-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Attratto dall'ambientazione epocale, l'unificazione dell'Italia, e dal punto di vista del romanzo, un siciliano democratico, mi sono lanciato nella lettura di questo volume che purtroppo non è riuscito ad interessarmi come speravo. La parte iniziale del racconto che si svolge durante la conquista nel Sud Italia di Garibaldi è affascinante ed avvincente mentre il rimanente del racconto fatto di storie personali del protagonista mi ha lasciato quasi del tutto spassionato.
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