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Niente e così sia

Niente e così sia

di Oriana Fallaci

4.0

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La vita cos'è? Alla vigilia della partenza per il Vietnam come inviata de "L'Europeo", nell'autunno del 1967, Oriana Fallaci tenta di rispondere alla domanda della sorellina Elisabetta: "La vita è il tempo che passa tra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore". Ma la risposta le sembra incompleta e l'interrogativo la accompagna durante il lungo viaggio. All'arrivo a Saigon l'atmosfera è sospesa, surreale. L'agenzia France Press diretta da Francois Pelou sembra l'unico tramite con il resto del Paese ed è da quella base che la Fallaci si muove per testimoniare l'insensatezza della guerra: dalla battaglia di Dak To all'offensiva del Tet e all'assedio di Saigon, gli orrori del conflitto sono annotati giorno dopo giorno nel suo diario. C'è il rifiuto: "Perché quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell'uomo". Quando, dopo un anno, la Fallaci torna nella sua Toscana e ritrova la piccola Elisabetta, una risposta per lei ce l'ha. "La vita è una condanna a morte. E proprio perché siamo condannati a morte bisogna attraversarla bene, riempirla senza sprecare un passo, senza addormentarci un secondo, senza temer di sbagliare, di romperci, noi che siamo uomini, né angeli né bestie, ma uomini." Pubblicato nel 1969, "Niente e così sia" è considerato un classico della letteratura, un romanzo di guerra che è un inno alla vita. (Prefazione di Lorenzo Cremonesi)

Note su Oriana Fallaci

Oriana Fallaci nacque a Firenze il 26 giugno 1929. Visse un'infanzia difficile a causa della seconda guerra mondiale. A soli dieci anni infatti, il padre Edoardo, fervente antifascista, la coinvolse nelle attività della Resistenza, esperienza che contribuì a forgiare una donna dal carattere combattivo e tenace. Per l'impegno in guerra ricevette anche la medaglia d'onore dell'Esercito Italiano. Subito dopo la guerra, non ancora maggiorenne, iniziò a lavorare come giornalista. Scrisse per importanti testate giornalistiche, tra cui L'Europeo e il Corriere della Sera, e i sui articoli furono spesso tradotti all'estero. Iniziò anche a frequentare la facoltà di Medicina, ma abbandonò gli studi dopo poco, per dedicarsi completamente all'attività che più le piaceva e meglio le riusciva: scrivere. In poco tempo, la sua naturale capacità abbinata ad un carattere di ferro, la portarono ai vertici del giornalismo mondiale. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte come inviata speciale, tra il 1967 e il 1975 passò lunghi periodi in Vietnam, nel 1968, a Città del Messico, fu ferita durante la strage di piazza delle Tre Culture. In generale, seguì tutti i più cruenti conflitti del 1900, tutti gli eventi storici di maggior rilievo. Fece delle memorabili interviste ai potenti del mondo, tra cui Henry Kissinger, Golda Meir, Indira Gandhi, Gheddafi, Arafat e Khomeini. Sulla base delle sue esperienze di vita, scrisse numerosi romanzi, spesso autobiografici, che ne determinarono il successo internazionale e proiettarono Oriana nel gotha degli scrittori più apprezzati dell'ultimo secolo. Tra questi ricordiamo "Penelope alla guerra" (1962) "Niente e così sia" (1969), "Intervista con la storia" (1974), "Lettera ad un bambino mai nato" (1975), "Un uomo" (1979), "Insciallah" (1990), "La rabbia e l'orgoglio" (2001). Restando coerente con sé stessa, nei suoi articoli e nei suoi libri non fece mai segreto della sua opinione personale e le sue forti prese di posizione a volte (come nel caso de "La forza della ragione") suscitarono numerose polemiche. Oriana Fallaci morì a Firenze il 15 settembre del 2006.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 6 recensioni)

4.0Terribilmente realistico, 12-09-2011
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"Niente e così sia" è un reportage narrativo scritto dalla coraggiosissima Oriana Fallaci, che nel novembre del 1967 decise di andare in Vietnam per documentare l'atroce orrore bellico che si stava consumando in quel periodo. La scrittura della Fallaci è prepotentemente vera ed autentica, intrinseca di morte e orrore, volta a scoprire, tra testimonianze prese da soldati e civili, l'essenza stessa della vita.
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4.0Coraggiosa!, 09-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un diario interessante ed esplicativo dell'esperienza in Vietnam della giornalista Oriana Fallaci. Un diario scritto per spiegare la vita a un sorella minore e poi trasformato in un libro che termina con gli attimi tragici dell'esperienza a Città del Messico della giornalista. Per chi vuole comprendere il senso della guerra, se senso ha!
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4.0L'orrore bellico..., 04-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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...è quello che Oriana Fallaci, in veste di corrispondente scrive, durante la guerra del Vietnam!
Descrive la battaglia di Dak To, l'offensiva del Tet e l'assedio di Saigon il tutto con un'oggettività a tratti brutale e disperata.
Come molti lavori della Fallaci affronta temi tristi e di morte, ma termina con un inno alla vita.
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4.0La riflessione, 15-10-2010
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Questo libro ha generato in me una grande riflessione sull'anima malvagia che a volte può avere un uomo. Tutto nel contesto di una guerra, quella del Vietnam. Grande pensiero sulla libertà.
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5.0Oriana Fallaci, 1969., 08-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Definirlo un saggio, un resoconto, un diario è veramente riduttivo. "Niente e così sia" rimane uno dei più bei romanzi del secolo scorso. Da leggere e rileggere proprio adesso, nel nostro tempo, per rendersi conto di come le guerre siano sempre atroci e banali e l'animo umano unico e spietato.
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4.0una cronaca e una riflessione sulla guerra, 19-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Fantastico! Uno scritto crudo, essenziale, senza troppe divagazioni, in cui i fatti nudi risaltano rendendo efficacemente l’assurdità della guerra, degli assolutismi, della morte di ragazzi che non capiscono nemmeno il perché del loro “sacrificio”. Ci sono affermazioni personali su cui si può essere più o meno d’accordo, ma resta comunque la bellezza del racconto di ciò che è successo in quella guerra come in tutte le guerre, delle domande che ne emergono, sulla vita, sul modo di condurla, su ciò che ci circonda. Fa riflettere molto, questo libro. Molto.
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